Domenica, 10 Febbraio 2013 15:57

Il Sindaco Lo Polito in soccorso dei cittadini

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Personalmente impegnato e operativo nelle strade della città, ricoperte da uno spesso manto di neve, il Sindaco Domenico Lo Polito partecipa attivamente alle operazioni di soccorso della Protezione Civile. E nel giro di controllo delle  strade urbane con Fabio Donato, referente F8 delle telecomunicazioni del COC di Castrovillari, e Cosimo Covelli, presidente della Lipambiente Onlus e referente F3 del volontariato del COC, è intervenuto in aiuto del “collega” politico, l’assessore Nicola Di Gerio, rimasto bloccato con la sua auto nei pressi dei “quattro ponti”. L’emergenza e le difficoltà non spengono la tenacia che anima il primo cittadino, cittadino esemplare, sindaco di tutti.

Rosy Parrotta

 

Sempre pronti a intervenire, ad assistere i cittadini in caso di disagio, la macchina della Protezione Civile si è messa in moto a Castrovillari con il suo Centro Operativo Comunale, seguiti dalla presenza vigili e operativa del Sindaco della città, Domenico Lo Polito, mai assente nell’agire. Via la neve dalle strade, e domani, per la gioia degli studenti, tutti a casa, il Sindaco ha firmato l’ordinanza che prevede la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per la giornata di domani. La neve non ha colto, dunque, impreparati, l’amministrazione, gli esperti, i volontari e gli addetti ai lavori. La città del Pollino, davanti all’emergenza meteo,  non si ferma, o meglio si ferma solo a godersi lo spettacolo.

Rosy Parrotta

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Nelle varie rappresentazioni compare come un personaggio mutevole nell'aspetto, "abile più di lingua che di spada", un vero ammazzasette, uno sbruffone e sfrontato pronto a proclamarsi eroe di incredibilia vissute solo nella sua fantasia, che si dimostra un vigliacco e un vile, ma spesso pure dal cuore nobile e malinconico, e in alcune occasioni anche vittima dell'altrui scaltrezza.

Sempre Vincenzo PITARO, a tal proposito, afferma:

un capitano d'origine spagnola, che alla bisogna sa fare i più diversi mestieri, in perenne dissidio con la fame e l'ingordigia, sempre insaziabile di cibo. In particolare di maccheroni che sono la vivanda per cui stravede, specie quando sono ben fumanti. Al tempo stesso è un fanfarone di tre cotte, ne spara di tutti i colori; è un guascone che veste alla spagnola ed ama forbire il suo dialetto calabrese con intercalari spagnoleschi.

Egli, pertanto, si rivela eternamente smanioso di cibo: una caratteristica che l’accompagna sempre e che si manifesta soprattutto di fronte ai famosi maccarrun' 'i casa o filei Per saziarsi e soddisfare tale comportamento esteriore, che lo accompagna costantemente e che denota un'indole ingorda di per sé, si dimostra sempre disposto a tutto: dallo svolgere diversi mestieri, all'arraffare, dallo scroccare finanche al rubare se gli si dovesse presentare l’occasione buona e non essere scorto da nessuno. Per un piatto fumante condito saporitamente di sugo di pomodoro venderebbe persino l'anima al diavolo... Cronica è infatti la sua carenza di soldi, cosa che lo spinge sovente al furto, prediligendo i venditori di maccheroni che rapina preferibilmente nelle ore serotine.

[Continua]

Articolo precedente: <http://www.cvinrete.altervista.org/index.php/cultura/item/72-giangurgolo-una-maschera-calabrese-tra-carnevale-e-commedia-dellarte-%E2%80%93-9a-parte-personalit%C3%A0-iii>

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Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Domenica, 10 Febbraio 2013 10:17

A Carnevale ogni scherzo vale

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È il caso di dire lo scherzo vale. Se gli occhi non cadessero sul calendario per controllare che giorno è si potrebbe tranquillamente andare indietro nel tempo, al mese di dicembre, perché quella che si presenta agli occhi dei castrovillaresi è un' atmosfera natalizia piuttosto che carnevalesca. Una domenica di carnevale andata in bianco: rinviati, al 17 febbraio, gli appuntamenti previsti per la giornata di oggi, le strade del corso si tingono di bianco ospitando i passi dei meno freddolosi. E le mascherine? Non sfoggiano il loro costume? Ci si potrebbe travestire a tema! Doppia dose di allegria, dunque, per chi ama il freddo, la neve e per chi conserva nel cuore le emozioni da bambino.

Rosy Parrotta

Girovagando annoiata in rete, mi imbatto sul sito Cadoinpiedi.it, apro la pagina di cronaca e leggo quanto segue.

“Una notizia drammatica giunge da Guarrato, un paesino di 1300 persone in provincia di Trapani: Giuseppe Burgarella, operaio, sindacalista della Cgil di 61 anni disoccupato da tempo, si è tolto la vita impiccandosi a una trave sotto casa sua. L'ha fatto, però, in un modo ancor più drammatico, che induce ancor di più a riflettere e chiarisce ulteriormente le cause del suo gesto.
Prima di togliersi la vita l'uomo ha scritto con cura certosina la lista - interminabile - di tutti i "morti per disoccupazione" degli ultimi due anni. Se li era appuntati uno ad uno, copiandoli dalle cronache dei giornali, e in fondo all'elenco aveva scritto il suo: Giuseppe Burgarella.
Ma non solo: l'uomo se ne è andato con la Costituzione a fianco, citando in un foglietto l'articolo 1, che "dice che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Allora perché lo Stato non mi aiuta a trovare lavoro? Perché non mi toglie da questa condizione di disoccupazione? Perché non mi restituisce la dignità? Allora se non lo fa lo Stato lo devo fare io". I Carabinieri lo hanno trovato impiccato con la "magna carta" della Repubblica Italiana a fianco”.

Si muore sul lavoro, si muore perché non si ha un lavoro. Guardo fuori. La coltre bianca dà un senso di tranquillità e, come mi scrive una mia amica, rende soffici anche i pensieri. Una stilla scivola via.

Angela Micieli

 

[Continua]

Ritornando al nostro “eroe”, dai suoi atteggiamenti e comportamenti, nonché dal suo modo di parlare, calabrese infarcito di spagnolismi, egli appare come il tipico ricco signorotto locale (addirittura un nobile principe), che si prende gioco di tutti con una battuta ironica e sarcastica paragonabile alla falsa cultura barocca e finendo poi lui stesso coll’essere deriso da tutti.

Tronfio e litigioso, che incute timore ai suoi sottoposti e pretende rispetto dalle persone più umili, egli, invece, risulta l'esatto contrario: timoroso e fifone, la cui vanagloria si fonda su un carattere debole; dinanzi all'avversario temerario e ardimentoso, anche solo che alzi la voce e sia un bambino, cerca sempre di svignarsela dandosela a gambe levate o defilarsi, nascondendosi nel più vicino riparo, addirittura, se fosse il caso, sotto un tavolo, e assumendo, di contro, davanti a chi può rappresentare un pericolo o una minaccia, atteggiamenti di vera e propria riverenza e umiltà, che sfociano nella sottomissione, nella ruffianeria e nell'adulazione. Mentre, difatti, dimostra di ostentare sicurezza sguainando la spada e minacciando di compiere flagelli con un turbinio di parole con cui avverte di rompere teste e ossa, non esita a scappare a gambe levate tutte le volte che le cose non si mettono per il verso giusto: forte e irremovibile coi più deboli, si rivela debole e compiacente coi più forti.

[Continua]

Articolo precedente: <http://www.cvinrete.altervista.org/index.php/component/k2/item/70-giangurgolo-una-maschera-calabrese-tra-carnevale-e-commedia-dellarte-%E2%80%93-8a-parte-personalit%C3%A0-ii>

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