− COMUNICATO STAMPA −

A due passi da Catanzaro, nel comune di San Floro, quattro giovani si dedicano da qualche tempo al recupero della vocazione agricola del loro territorio e si impegnano per costruire un futuro gioioso attraverso la coltivazione e la lavorazione del fico.

Animati dalla convinzione che le risorse locali possano giocare un ruolo determinante nella propria vita, e in quella delle comunità che vivono, e guidati dalla competenza del presidente della Pro Loco, Floro Varano, Stefano, Giusy, Fabio e Domenico stanno riscrivendo il proprio destino in forma sostenibile, equa, rispettosa e gioiosa.

La comunità del fico di San Floro muove, con queste prospettive, verso la riscoperta di una eccellenza assoluta. Le numerose cultivar di fichi rintracciate nel territorio comunale possono  certamente costituire la base di un paniere di prodotti di assoluto valore. Per salvare e recuperare dall’estinzione questo patrimonio di germoplasma si è deciso, come primo passo, di costituire il campo catalogo, al fine di classificare le varie cultivar, e successivamente di analizzare i caratteri botanici e le caratteristiche organolettiche nelle varie tipologie di fichi.

Il gruppo di giovani agricoltori ha già avviato una produzione significativa anche a livello economico puntando sulla diversificazione tra prodotto fresco e prodotto essiccato. Per la linea del fresco sono state scelte la cultivar “Ficazzana” (produce fioroni di pezzatura intorno ai 200 grammi) e la cultivar “Malangiana” (di colore nero con striature bianche e di un gusto particolare). Per la linea dell’essiccato si punta alla valorizzazione della cultivar “Dottato bianco” che,  prodotto sulle colline assolate e siccitose delle estati sanfloresi, raggiunge un tenore zuccherino pari al 70% del peso. Il dottato bianco di San Floro oltre che a essere di pezzatura importante è un fico “Caprificato”, quindi ricco di semi che rappresentano un piccolo scrigno di materie prime nobili fondamentali per  la salute dell’organismo umano.

I fichi di San Floro vengono essiccati, come da tradizione, al sole estivo sulle “cannizze” (stuoie di canne), supporti naturali del territorio che non trasmettono al frutto alcuna forma di contaminazione. La lavorazione tipica di San Floro prevede la conservazione del fico per tutto l’inverno; all’arrivo dei primi freddi i fichi si ricoprono naturalmente di una efflorescenza bianca costituita da zuccheri che dall’interno del fico trasmigrano in superficie facendolo diventare bianco.

La lavorazione si articola in varie tipologie: “Pittera”, “Crucetta”, “Cunocchia”, “Fhietta”. A Natale, la tradizione vuole che i fichi secchi vengano farciti con gheriglio di noce, scorzetta di mandarino e un pezzettino di cannella e successivamente infornati fino a diventare dorati. La lavorazione a “Pittera” è unica e caratteristica del territorio di San Floro, si realizza utilizzando il fusto di un’erba spontanea, tipica delle nostre colline sabbiose, con cui si impilano i fichi realizzando una specie di triangolo: talvolta bicolore alternando fichi bianchi e fichi neri a mo’ di scacchiera. 

L’incontro con la condotta di Catanzaro ha moltiplicato l’entusiasmo dei giovani produttori e sta già generando importanti sinergie. Se Slow Food può conferire esperienza, relazioni, solidità al progetto di valorizzazione del fico, l’entusiasmo dei giovani che tornano alla terra restituisce spessore ai nostri sogni e alle nostre passioni.

[ AVI Communication ]

di Vincenzo Alvaro

Avantieri, domenica 8 marzo 2015, non solo si è celebrata, nel mondo, la Donna, per via della tradizionale Giornata internazionale a essa dedicata, giunta alla sua 107.ma edizione, ma si è voluto anche ricordare, in Italia, quelle “vecchie signore abbandonate”, che tanta parte hanno avuto nella storia patria, per il loro ampio valore sociale che hanno espresso durante il loro altamente meritorio servizio, grazie alla Giornata nazionale delle Ferrovie dimenticate, giunta alla sua 8.a edizione. Dal 2008, infatti, la prima o la seconda domenica di marzo è dedicata al ricordo di quei cammini di ferro che, dopo aver assolto brillantemente alla loro funzione, sono ora negletti e consegnati solo alla memoria.

Tale campagna, promossa dalla Confederazione Mobilità dolce (CoMoDo), si svolge in una giornata con eventi e manifestazioni in tutta Italia. Tra essi, da citare, per il nostro territorio, l'iniziativa intitolata “Antiche strade ferrate del Parco nazionale del Pollino”: un'escursione lungo il vecchio tracciato ferroviario dismesso da CAMPOTENESE a MORANO CALABRO della linea LAGONEGRO - CASTROVILLARI - SPEZZANO ALBANESE / SPIXANA, organizzata dal Club alpino italiano (CAI) − Sezione di CASTROVILLARI in collaborazione proprio con CoMoDo.

L'appuntamento per i partecipanti era alle ore 8:30, nel piazzale dell'Autostazione − Ferrovie della Calabria, già stazione ferroviaria di CASTROVILLARI, nei pressi del famoso “Locomotore 503”.

L'uscita, la cui partecipazione era aperta a tutti, presentava una difficoltà di tipo “E” (escursionistico), ovvero di medio impegno distribuito su una lunghezza di circa 7 chilometri su strada sterrata e sassosa, per una durata complessiva  di circa 4 ore (sino alle 13:30).

A condurre la comitiva, che ha registrato anche la partecipazione di elementi provenienti da ambiti diversi da quelli pollineani, Francesco SALLORENZO, guida ufficiale del Parco nazionale del Pollino e guida AIGAE (Associazione italiana Guide ambientali escursionistiche).

La passeggiata ha sottolineato come l'intero tracciato fosse stato realizzato a regola d'arte, evidenziando tanto elementi tecnici quanto artistici difficilmente reperibili in artefatti contemporanei, che, sommandosi agli incantevoli paesaggi che attraversa, donano alla tratta una valenza inusuale, tanto che la sua dismissione, invece che un suo potenziamento, ovvero una diversa destinazione d'uso, è da considerarsi un atto scellerato nei confronti delle comunità per cui erano state concepite le Ferrovie calabro-lucane, le quali avrebbero potuto trarre ancora benefici da un (ri)utilizzo del proprio percorso. Lo stato di totale abbandono, infatti, ha evidenziato come i “beni comuni” non siano stati utilizzati, almeno ultimamente, per il “bene comune”, né da parte delle figure amministrative, che avrebbero dovuto implementare tale risorsa, né da parte degli stessi cittadini, che hanno, a volte, anche vandalizzato ciò che con tanta dedizione i nostri antenati ci avevano lasciato, a dispetto dell'interesse che molti, invece, anche stranieri, profondono per queste risorse, che spesso i locali stessi dimostrano, a vario titolo, di non apprezzare.

A proposito di questa camminata, un fattivo socio della locale sezione del CAI, Francesco PUGLIESE, scrive:

[...] un contributo concreto per la riscoperta di un patrimonio ormai quasi perduto. Un impegno culturale di notevole spessore che mira alla riscoperta di come eravamo “quando l’Italia era povera” e al tentativo di far conoscere, preservare e valorizzare ciò che resta di un patrimonio del passato il quale non è costituito di sole infrastrutture (la ferrovia con le sue stazioni i suoi ponti ecc.) ma di tradizioni, scambi culturali e commerciali che grazie alle ferrovie locali hanno segnato indelebilmente il nostro territorio. Una grande passeggiata lungo una tratta importante che va da CAMPOTENESE a MORANO durante la quale alcuni cittadini, particolarmente sensibili all'ambiente e alla nostra storia, insieme al CAI di CASTROVILLARI, hanno voluto condividere la riscoperta di un ritaglio del nostro passato. Se proprio vogliamo evidenziare una nota negativa, o positiva, a seconda dei punti di vista: l’assenza di rappresentanti politici.

Una giornata sicuramente piacevole per il percorso effettuato e per i ricordi e gli apprezzamenti di un passato nemmeno poi tanto lontano, iniziata e finita in prossimità di un locomotore d'epoca, che però ha lasciato nei partecipanti quell'amaro in bocca di chi è consapevole che il treno, che tante speranze già un secolo fa aveva portato col suo arrivo, altrettante se n'è portate via colla sua partenza.

 

Per chiunque volesse approfondire l'argomento, si rimanda ai seguenti collegamenti:

<http://www.ferroviedimenticate.it/>

<https://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovie_Calabro_Lucane>

<http://www.lauriacultura.it/2014/lagonegro-castrovillari-albanense/>

<https://books.google.it/books?id=sJEqAwAAQBAJ&pg=PP3&lpg=PP3&dq=Italia+Nostra+479+gen-mar+2014:+Ferrovie+delle+meraviglie&source=bl&ots=cwrm3pGwoM&sig=oYU7Ih0Wiml4SE8f74p9WSeC81k&hl=it&sa=X&ei=Kiz-VM7LLqbkyAO64IGgBQ&ved=0CCgQ6AEwAQ#v=onepage&q=Italia%20Nostra%20479%20gen-mar%202014%3A%20Ferrovie%20delle%20meraviglie&f=false>

Lunedì, 09 Marzo 2015 18:35

Riprende il filo rosso di Mimmo Lo Polito

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Il candidato sindaco Mimmo Lo Polito venerdì 13 marzo, alle ore 17:30, presso Sala Varcasia, terrà un incontro-dibattito dal titolo "Riprendiamo il filo..rosso" per discutere con amministratori e cittadini sulla realizzazione di politiche territoriali integrate.

All'incontro, moderato da Salvatore Dessì (Architetto e ideatore de "il filo rosso" e di "verticalia") interverranno: on. Mario Oliverio (Presidente della Regione Calabria), on. Domenico Pappaterra (Presidente dell'Ente Parco del Pollino) e sindaci ed amministratori del Pollino, dello Ionio e del Tirreno.

Le conclusioni saranno affidate al candidato sindaco Mimmo Lo Polito.  

− COMUNICATO STAMPA − 

La casa editrice Falco ha inaugurato la rassegna di Aperitivi letterari, in onore della festa della Donna, con la presentazione del volume Maschere di vetro e polvere della scrittrice Jesa Aroma.

Un libro che narra di violenza, di riscatto, di solitudine. Un’indagine interiore, l’introspezione della protagonista Gioia, vessata dal marito Riccardo, e trasformata in mero oggetto di possesso, prigioniera del proprio matrimonio.

«È un libro – ha spiegato Jesa Aroma – che è maturato lentamente dentro di me. Non è il tentativo di dare una spiegazione ai fenomeni di violenza, è il racconto di una storia che diventa essa stessa ricettacolo di tante vicende di cronaca che ho letto nel corso degli anni».

Il tema caldo e l’interesse del pubblico hanno fatto scaturire un interessante dibattito, che ha coinvolto le mille sfumature dell’universo femminile.

Una conversazione – quella dell’autrice con il giornalista Carlo Minervini e l’editore Michele Falco – intervallata dagli spunti musicali di Januaria, raffinatissima cantautrice che ha deliziato la platea pizzicando le corde della sua chitarra e proponendo musiche e parole scritte proprio da Jesa Aroma.

«Inauguriamo questo format di eventi all’interno della nostra casa editrice – ha spiegato l’editore Michele Falco – e lo facciamo omaggiando ciò che di più prezioso esiste a questo mondo: la donna. E proprio a partire dal libro di Jesa Aroma, che denuncia in più punti le carenze umane e legislative in tema di violenza di genere, prendiamo posizione contro tutte le forme di abuso: specialmente quelle verso i più deboli, compiute dai vigliacchi».  

 

 

L’ufficio stampa

Falco editore

Carlo Minervini

Domenica, 08 Marzo 2015 00:02

Women at work

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− COMUNICATO STAMPA −

Le relazioni tra le persone cambiano grazie a internet, nuovo mezzo di connessione tra individui, gruppi, istituzioni. La rete consente di acquisire nuove forme di socialità, è uno spazio virtuale che è però presente nelle nostre vite reali e consente di incontrare, comunicare, scambiare.

Ciascuno di noi oggi ha a disposizione uno spazio per raccontare sé e ciò che gli appartiene, condividendo tutto ciò con chiunque sia interessato, i suoi hobby, il suo lavoro, i suoi studi, i suoi progetti, i problemi, il tutto a disposizione di chiunque sia interessato alla conoscenza e al confronto reciproci. Non siamo più solo oggetti di comunicazione, ma soggetti connessi che interagiscono, costruiscono e collaborano quotidianamente. E nella rete si creano legami e relazioni concrete su cui sappiamo di poter contare. Mi rivolgo in particolare alle donne che lavorano o che sono in cerca di occupazione e vogliono fare rete tra loro: facciamo nascere gruppi di discussione su tematiche specifiche, promuoviamo donne imprenditrici, promuoviamo network di donne che cercano/offrono opportunità di lavoro, organizziamo convegni e dibattiti con chi può aiutarci a capire, utilizziamo al meglio i social network per promuovere la professionalità al femminile.

Sfatiamo luoghi comuni del tipo:
-le donne non sanno fare squadra
-le donne sono invidiose tra loro
-le donne non sanno fare networking

…E tanti altri che vi verranno senz’altro in mente.

Questo gruppo vuole smentire tutto questo. Vuole riunire donne, diverse per competenze, che si uniscono per portar avanti progetti nuovi, donne che quando hanno un problema possono rivolgersi al gruppo ,donne che cercano collaborazioni per partecipare a bandi, donne che si promuovo traendone reciproco beneficio. Questo gruppo “woman at work” nasce come sostegno reciproco, è un luogo dove siamo libere di esprimere i nostri talenti, cerchiamo di far nascere percorsi professionali che sperimentano nuovi modi di lavorare, basati prima di tutto sulla relazione e sulla possibilità di portare nel lavoro la propria passione, senza dimenticare poi il fare business.

Per networking si intende l’arte di sviluppare la rete di conoscenze lavorative e personali e di sfruttare il potenziale del passaparola che da queste può derivare. https://www.facebook.com/groups/1547726038830062/

Women at work Marina Martino

COMUNICATO STAMPA

DONNE DETERMINATE, DONNE OSTACOLO, DONNE DISTANTI DALLA CULTURA DEI PROCLAMI D’OCCASIONE.

Il PARTITO DEMOCRATICO, PARTITO PLURALE,  HO SEMPRE PENSATO DI TROVARLO ANCHE NELLA MIA CITTÀ…la RICERCA ebbe inizio nel marzo 2014 quando il gruppo Dirigente Nazionale, vede in me, la persona giusta per far parte della competizione elettorale Europee 2014 per il PARTITO DEMOCRATICO, circoscrizione sud, unica donna a rappresentare il Pd in tutta la regione Calabria.

Da diversi anni per motivi professionali giro il Mondo, con particolare attenzione all’Europa, attratta dal fascino del Parlamento Europeo, dedico alla bella Bruxelles tre anni della mia vita.

Prima di tutto ciò mi sono dedicata al percorso di studi portato avanti con dedizione, sacrificio e grandi risultati.

Mi sono fatta conoscere nell’ambiente politico nazionale ed europeo per le mie qualità professionali, per i miei valori e per il forte interesse per tutto ciò che è competizione.

Attenzionata in una esperienza di lavoro,in diverse Regioni, con il progetto “Europa benvenuta al Sud” nel quale, con un gruppo di amici, imprenditori, abbiamo colto nel segno anche di una vocazione di meridionalismo politico istituzionale quale peculiarità per contribuire ad un meridione europeo ottenendo considerazione da parte di Esperti, ma di poco interesse è stato per Castrovillari, politica passivamente presente nella tappa/convegno calabrese del 01 marzo 2014.

Questo progetto, mi ha vista protagonista alle europee con 26000 preferenze,occasione democratica in cui  la gente ha scelto di dare l’occasione al rinnovamento ed alla competenza, ai valori politici ed umani, scrivendo Mariella Saladino.

Qui esplode per scelta loro il problema “Circolo Pd di Castrovillari”…ebbene si, qui la ricerca senza esito del Circolo, di un Segretario, di un Sindaco.

Infinite telefonate mi sono giunte da parte di tutte le personalità politiche provinciali, regionali, nazionali ed europee, di amici, Segretari di tutte le regioni, Giovani Democratici di ogni paese, mai arrivate chiamate dai c.d. dirigenti del Partito della mia Città, Castrovillari, anzi.

Anzi, a dirla tutta, una chiamata è partita da Castrovillari alla Segreteria Politica del nostro Presidente del Consiglio Matteo Renzi, dopo qualche decina di minuti sono stata  convocata, destando meraviglia, per chiedere delucidazioni ma soprattutto curiosi, in merito alle mie origini…considerata la richiesta dei cd dirigenti che si appellavano, disperatamente, alla Segreteria del Presidente, per chiedere l’annullamento della mia candidatura in quanto persona non valida e figlia di un noto esponente politico locale e...non aggiungo altro!!!

A dirla tutta, per correttezza, si sono anche impegnati a sponsorizzarmi attraverso comunicati soliti, con il nome di mio padre, pseudo satire, e tanto altro…immediatamente, con una mia chiamata ho subito ringraziato, in quanto il nome di mio padre per me è motivo di vanto, è parte integrante della mia vita…ma in quel contesto, confermai che, pur non succedendo spesso, ma una figlia ad aver convinto un padre a tornare alle origini, pur nella coerenza socialista di sempre, Mariella Saladino è protagonista per scelta e per conquista del ruolo, interessata a critiche positive o negative dotata della capacità di confronto. Dopo aver avuto il piacere, per la prima volta, di fare la loro conoscenza per via telefono e poco dopo personale, con volto funereo, il circolo, decide di “accettare” pensate un po,  la mia  candidatura, quasi, mi danno anche il via…campagna elettorale insolita, ricca di domande insolite, ogni giorno esclusivamente domande sui m iei titoli e sulle mie esperienze quasi a voler scovare qualcosa o inventarsi di falso, richieste di e-mail, con allegato il mio curriculum, infinite domande e chiamate presso la mia Università e la SIOI, provocando indignazione , mi è toccato adoperarmi per fare un grande manifesto con tanto di vela pubblicitaria, per ovviare e rendere chiare le richieste stalker.

Poche le mie uscite nel circolo perché non gradite, quasi avversate ricordo la grande cordialità di gente stizzita, volti cupi, paure ed incertezze di vita portate all’interno del circolo…DIRE DI AVER VISSUTO BEI MOMENTI all’interno del CIRCOLO, ASSOLUTAMENTE NON POTREI… MI HANNO FATTO VIVERE INCUBI, superati con la mia forza, ma tutto questo, si è reiterato senza ritegno durante la competizione alle primarie 2015 per la scelta del candidato Sindaco per le amministrative di maggio.

Addirittura “cacciata” fuori dal circolo perché elemento di disturbo in un comitato pro altro candidato.

Da persona diplomatica e corretta quale sono, ho atteso la fine di quella riunione e l’inizio del direttivo per comunicare che sono una persona diversa e distante da quello che il loro modo di intendere la politica, sono una iscritta Pd con gli anni di militanza vissuti nel Partito Socialista Europeo in qualità di Tecnico Politico, ricca di valori politici ma soprattutto umani e dotata di grandi qualità come il rispetto per Tutti, per gli animali e per le Regole.

Mi rendo conto, dopo l’esperienza che  mi hanno costretto a vivere, che sono lontana anni luce da tutto quello che mi è stato servito ma che da grande giocatrice non ho accettato di accettare conoscendo il loro gioco.

Per mesi, ho chiesto modifiche ad un regolamento per niente trasparente, alla luce di quanto accaduto anche in Liguria, sarebbe stato opportuno, mostrarsi un vero partito, pulito e trasparente che potesse fare da esempio ovunque, ma nulla di tutto ciò, con tanto di diniego silente è stato accettato.

Qui parte la grande esperienza primarie che mi vede uscente con 709 voti puliti, senza appoggio di partito, senza istituzioni o enti a mio favore, senza uffici COMUNALI, senza uffici ASP molto disponibili in quel periodo, MA GENTE, CHE HA SCELTO ANCHE QUESTA VOLTA MARIELLA SALADINO, GENTE CHE HA VOTATO UNA SOLA VOLTA ED È ANDATA A CASA, CONSAPEVOLE DI RECARSI AL VOTO, CON TANTO DI DOCUMENTI ALLA MANO ed euro, tanto voluto, nonostante lo avessi contestato, PER VOTARE, GENTE CHE ASPETTAVA IL RISULTATO DEMOCRATICO, GENTE TRADITA. Bene, di democratico non c’è mai stato nulla, dal mio primo ingresso e lo dimostra il rancore nei miei riguardi dal mio apparire. Con questo, voglio dire che siamo partiti ma non siamo mai arrivati nella ricerca da me iniziata nel marzo 2014, la ricerca del Partito Democratico plurale, aperto della mia Città.

Con il grande coraggio che mi contraddistingue dagli indistinti, ho scelto una strada, quella della democrazia e dei diritti, quella che non avrà fine, fin quando non guarderò tutto ciò che mi è stato impedito di guardare nella confusione delle parate e delle squadre messe in campo a difesa e al “LAVORO” non per i tre candidati PD ma con particolari attenzioni verso chi tutelare e con aggressività frenante verso chi rappresentava e rappresenta la sconfitta dei verbi politici deviati che non hanno comunque vita lunga. Visto che la Saladino è l’unica che ha sempre sollevato QUESTIONI in merito alle regole, registrando un silenzio che urla ancora oggi da parte di chi invece doveva battersi insieme a me per il Partito Plurale, quando già non erano trasparenti, oggi sono qui, più agguerrita che mai affinché venga fatta luce su questa storia che mi auguro avrà presto fine, un lieto fine, per i cittadini castrovillaresi e per chi vorrebbe vivere in un clima di lealtà in linea con un partito nazionale, plurale, aperto per bandire e rottamare la vecchia politica, quella della strategia di quartiere e del malaffare, ribadendo che ho valori ed educazione da vendere; E, A CHI SI CHIEDE E DOMANDA SE MI HANNO INSEGNATO A PERDERE DICO CHE MI HANNO INSEGNATO A VIVERE, A GIOCARE, A VINCERE E A PERDERE NEL GIOCO PULITO, FORSE, MI SCUSO PER CIÒ, NON POTRÒ CAPIRVI TUTTI MA IL GIOCO, QUELLO SPORCO, NON LO CONOSCO E NESSUNO ME LO HA INSEGNATO.

COSÌ COME NELLA VITA, ANCHE NELLA POLITICA SCELGO DI VOLERE ACCANTO A ME UOMINI E DONNE CHE CAMMINANO E NON UOMINI E DONNE CHE STRISCIANO.

 Mariella Saladino

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