Venerdì, 24 Aprile 2015 23:01

Si è appena conclusa, dopo una scoppiettante esibizione e al suono dei tappi di spumante del dopoteatro, la XVI Stagione teatrale comunale di CASTROVILLARI, sapientemente orchestrata grazie alla sinergia delle associazioni culturali “Khoreia 2000” e “Aprustum”, cooptate dall'amministrazione comunale retta dal commissario straordinario, dott. Massimo MARIANI, coadiuvato dal segretario generale, dott. Maurizio CECCHERINI.

Una stagione decisamente all'insegna del successo e del consenso di critica e pubblico: accoppiata vincente non sempre, se non quasi mai, possibile.

Indovinata la costante piacevole parentesi finale dell'incontro col pubblico tutto e colla compagnia nel ridotto del teatro, dove ci si è potuti intrattenere in un clima informale ma elegante per un proficuo scambio di idee. Una formula che ha visto l'adesione totale di quanti, amanti del teatro, e di una visione seria della vita, fatta di impegno, prima di tutto, culturale, non per questo dimostrano di non sapersi concedere momenti piacevoli, meno seriosi, certo, ma non per questo meno importanti per un'aggregazione che sa di intelligente socialità.

Alle compagnie tutte che si sono succedute sul palco dello storico teatro “Sybaris”, i tradizionali auguri di “sterco”, tipici del mondo dello spettacolo, che si estendono agli organizzatori, che non solo si sono prodotti come tali, ma si sono esibiti anche come compagnie portando sulle scene spettacoli da loro stessi preparati. Ma soprattutto alla città di CASTROVILLARI, e al suo circondario, i voti augurali di un futuro culturale all'insegna di una sempre maggiore adesione alle iniziative che ci si augura copiose per una comunità che ha da sempre accolto con fervore e favore quanto prodotto per un miglioramento sociale.

Doveroso l'omaggio oggi effettuato dall'amministrazione comunale insieme coll'organizzazione tecnica e artistica della manifestazione a un artista castrovillarese, Luigi LE VOCI, scrittore, poeta, pittore, ma soprattutto amante della città, da poco scomparso a TORINO, a cui hanno voluto dedicare la stessa, e a cui sarà intitolato un premio culturale istituendo.

Col “grazie” qui espresso, sicuramente a nome di quanti hanno piacevolmente preso parte da spettatori a questa iniziativa, la speranza di una futura stagione all'insegna sempre di un'ottima riuscita.

All'anno prossimo!


Mercoledì, 22 Aprile 2015 18:59

− COMUNICATO STAMPA −

Venerdì 24 aprile, alle 21, al teatro Sybaris cala il sipario sulla XVI Stagione Teatrale Comunale di Castrovillari, organizzata da Aprustum e Khoreia 2000. Si chiude in bellezza con la commedia “Non c’è due senza te”, scritta e diretta da Toni Fornari, dove troviamo insieme sulla scena due brillanti figli d’arte: Marco Morandi e Carlotta Proietti, affiancati dai talentuosi Claudia Campagnola e Matteo Vacca. “E’ stata un’avventura entusiasmante, – dicono Rosy Parrotta e Casimiro Gatto, direttori artistici della manifestazione ­ ogni sforzo è stato ripagato dall’entusiasmo e dal calore del pubblico che ha riempito il teatro Sybaris spettacolo dopo spettacolo. Con la grande “euforia” che ci ha regalato l’ultimo seguitissimo spettacolo invitiamo tutti a partecipare a quest’ultimo appuntamento della stagione che sarà poi una grande festa del teatro e dello stare insieme”. Poi la Parrotta e Gatto aggiungono: “Un grazie di cuore a tutti coloro che ci hanno seguiti e che ci hanno fatto capire che avevamo intrapreso la giusta direzione. Un doveroso ringraziamento va al Comune di Castrovillari, in particolare modo al commissario Massimo Mariani e al segretario Maurizio Ceccherini, che ci hanno dato questa bellissima opportunità. Un pensiero particolare va alla memoria di un grande artista che ha lasciato un immenso vuoto nel mondo della cultura, il Maestro Luigi Le Voci, a cui dedichiamo la Stagione Teatrale”. E allora, venerdì tutti a teatro con “Non c’è due senza te”, una commedia giovane, fresca e divertente che ruota intorno ad un’idea: «Perché non avere due mariti per essere contente e appagate?». Mariateresa, professione scrittrice, c’è riuscita, realizzando il sogno intimo, proibito e inconfessato di ognuno di noi: la bigamia! Come Maria è sposata con Giorgio, un intellettuale pragmatico che la fa sentire sicura, protetta dalle insidie della vita reale. Come Teresa, invece, è sposata con Danny, un artista sognatore che la fa vivere sospesa fra le nuvole in un mondo di canzoni e poesia. Ogni cosa sembra girare nel verso giusto in questo amore diviso tra una dissertazione di matematica ed una canzone abbozzata. Ma il destino aveva in programma di sconvolgere la vita di Mariateresa con una probabile gravidanza che le fa scoprire che nessuno dei due uomini ha la minima intenzione di avere figli. A complicare la già ingarbugliata situazione ci pensano proprio i due mariti, che, per puro caso, si incontrano e fanno amicizia davanti a un negozio per neonati. La simpatia che scatta immediata tra i due è tale che Giorgio invita a cena Danny. A questo punto, tutto precipita. Mariateresa, messa con le spalle al muro, dovrà affrontare la situazione ... con tutto ciò che ne consegue. Con le musiche di Enrico Blatti e le canzoni di Marco Morandi, briosa ed esilarante al tempo stesso, “Non c’è due senza te” esplora le complessità dell’amore e le difficoltà della sua piena realizzazione. Emblematica la scenografia che riproduce due salotti di due case diverse che rispecchiano bene il carattere dei due mariti, ignari di condividere la stessa moglie. L’uno è colorato, bizzarro, ha le pareti adornate da vinili, l’altro è classico, ordinato fino al minimo dettaglio. Prodotta dall'associazione culturale Rondini e dall’associazione Sicilia Teatro, la commedia continua a riscuotere successi nei teatri di tutta Italia, grazie all’originalità del copione, al gruppo di attori ben collaudato e alla presenza di quanti vorrebbero avere un piede in due scarpe o semplicemente un cuore che batte per più di un amore.

DOMENICO DONATO

XVI STAGIONE TEATRALE

DI CASTROVILLARI

UFFICIO STAMPA

Mercoledì, 15 Aprile 2015 13:03

− COMUNICATO STAMPA −

Sabato 18 appuntamento da non perdere al Teatro Sybaris. Protagonista della serata sarà il Quartetto Euphoria, formato da quattro brillanti artiste che daranno vita ad un coinvolgente concerto musi­comico dal titolo “Euphoria Show!”. Lo spettacolo con inizio previsto alle 21,00 è inserito nel ricco cartellone della XVI Stagione Teatrale di Castrovillari, organizzata grazie alla volontà del commissario straordinario, Massimo Mariani, e all’impegno del segretario generale dell’ente, Maurizio Ceccherini, in sinergia con le associazioni culturali Khoreia 2000 ed Aprustum. E allora ci viene da chiedere “Cosa ci si può aspettare da un quartetto d’archi? L’esecuzione appassionata di un programma classico? O magari il confronto con il grande repertorio, tra evoluzioni narrative e virtuosismi?” Di solito è questo ciò che accade. Di solito. Qui è la fantasia a regnare sovrana e in libertà, grande ed inaspettata, va a braccetto con il rigore. Lo scatenato Quartetto Euphoria, composto da Marna Fumarola e Suvi Valjus (violini), Hildegard Kuen (viola) e Michela Munari (violoncello), si esibisce in una cornice che solo inizialmente è quella seriosa dei concerti classici. Nulla, degli inizi misurati, lascia presagire il caos sonoro che scuoterà musiciste e partiture. Bastano pochi minuti e la confusione si sostituisce alla logica. Massimo stupore, quindi, se il quartetto si trasforma sotto i vostri occhi: gli archetti diventano oggetti di scena e gli strumenti rivelano possibilità di utilizzo impensate. E allora, a questo punto, si può ancora dire di assistere ad un concerto? Le musiciste sono reali? E’ burla? O verità?

Noi preferiamo semplicemente pensare che la musica abbia bisogno di essere, oltre che ascoltata, vista e gustata. Tutto qui! “Euphoria Show!”, in definitiva, è uno spettacolo unico nel suo genere, assolutamente da godere in versione live. Marna Fumarola, Suvi Valjus, Hildegard Kuen e Michela Munari hanno fondato il Quartetto Euphoria nel 1999, contagiate dal virus fantastico della Banda Osiris che, nel 2000, accompagnano nella fortunata tournée di Roll Over Beethoven. Il Quartetto Euphoria, spesso ospite di trasmissioni televisive Rai, all’impegno teatrale e alle sue esilaranti performance affianca un’intensa attività concertistica e l’approfondimento del repertorio classico. Collabora con artisti di fama internazionale tra cui Stefano Bollani, Skin, il duo Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, Ron, l’Orchestra di Piazza Vittorio. Ha preso parte a numerosi festival nazionali ed internazionali riscuotendo ampi successi di critica e di pubblico. Tra il 2000 e il 2004 ha realizzato le colonne sonore dei seguenti film di Matteo Garrone: “Estate romana”, “L’imbalsamatore” e “Primo amore”. Nel 2005 realizza “Guarda che Musica!”, concerto musicomico per la regia della Banda Osiris, partecipa al talk- show “Parla con me” su Rai3 e si esibisce al Teatro Ariston di San Remo, in occasione della 30° edizione del Premio Tenco. L’anno seguente si esibisce alle Olimpiadi di Torino. Nel 2007 è la volta di “Radio Euphoria”, esilarante spettacolo di teatro musicale per la regia di Enzo Toma con testi di Francesco Niccolini. Nel 2008 si esibisce insieme a Skin alle trasmissioni televisive “Che tempo che fa” su Rai3, “Quelli che il calcio” e “Scalo 76” su Rai2.

DOMENICO DONATO

UFFICIO STAMPA

XVI STAGIONE TEATRALE

COMUNALE DI CASTROVILLARI

Venerdì, 10 Aprile 2015 00:30

− COMUNICATO STAMPA −

“Un turco napoletano” di Eduardo Scarpetta chiuderà la XIV Stagione di TeatroMusica, ideata ed organizzata da L’Allegra Ribalta sotto la direzione artistica di Franco Guaragna. La Rassegna iniziata lo scorso 25 ottobre, ha saputo regalare emozioni e divertimento al numerosissimo pubblico che, di volta in volta, ha riempito l’auditorium comunale, alternando commedie esilaranti portate in scena da compagnie di livello ai concerti eseguiti dall’Orchestra di Fiati di Morano Calabro, guidata dal M° Massimo Celiberto, fino all’apoteosi del “Don Pasquale” di Donizetti, che ha portato per la prima volta un’Opera nella sua compiutezza all’auditorium. La XIV Edizione di TeatroMusica, oltre all’incessante lavoro e professionalità di tutti i membri de L’Allegra Ribalta, è stata resa possibile grazie al patrocinio e alla vicinanza del Comune di Morano Calabro – assessorato alla cultura guidato dalla dott.ssa Emilia Zicari, della Provincia di Cosenza, della Regione Calabria e del Parco Nazionale del Pollino. Domenica 12 aprile alle 19,30 la Rassegna si congeda con un ultimo spettacolo da non perdere: L’Allegra Ribalta porta in scena l’esilarante “Un turco napoletano”, due atti comici diretti da Casimiro Gatto. Lo spettacolo, che sarà replicato domenica 19 aprile alla stessa ora, è la trasposizione teatrale del famoso film interpretato da Totò nel 1953, a sua volta tratto dall’opera originale di Eduardo Scarpetta, rappresentata per la prima volta al San Carlino di Napoli nel 1888. La commedia prende avvio quando l'onorevole Coccheletti, deputato di Sorrento, promette a Don Pasquale, ricco e maturo commerciante, marito gelosissimo della bella Giulietta, di mandargli come maestro di casa un turco, che essendo un autentico eunuco, diverrà il fedele custode della virtù della sposa e della giovane figlia di don Pasquale. Succede però che un farabutto, Felice Sciosciamocca, evaso dal carcere col suo amico Faina, dopo aver messo fuori combattimento il turco, si sostituisce a lui e si presenta a don Pasquale, che l'accoglie festosamente. Felice ignora la peculiare qualifica del turco, del quale ha preso il posto, e si meraviglia quando Don Pasquale gli lascia libero accesso alle camere di Giulietta e di Lisetta: non manca, però, di approfittare della situazione. Per la festa del fidanzamento di Lisetta arriva a Sorrento l'onorevole Coccheletti, il quale naturalmente vede subito che Felice non è il suo turco ma non può parlare, perché il mariuolo lo ricatta, minacciando di rivelare a tutti che il deputato presenta come sua legittima consorte una ballerina, sua amante. Gli organizzatori invitano tutte le persone interessate allo spettacolo a prenotare in anticipo i biglietti presso “Au Rendez­Vous” di Di Leo Immacolata in Via maddalena a Morano Calabro.

Domenico Donato

Ufficio Stampa

XIV Stagione TEATROMUSICA

di MORANO CALABRO

Venerdì, 10 Aprile 2015 00:00

− COMUNICATO STAMPA −

Castrovillari si conferma città della musica con l’ottava edizione del Festival Castro...Canta, concorso canoro per nuovi talenti, con brani editi e inediti, organizzato dall’Associazione Culturale Khoreia 2000 che si propone di scoprire voci di qualità e dare delle reali opportunità di crescita artistica, formativa e professionale nell’ambito musicale facendo rete con diversi concorsi nazionali, gemellati a loro volta con il Premio Mia Martini, il Festival di Castrocaro, Sanremo Rock e il Canta Giro. In palio diversi premi tra cui l’opportunità di un progetto discografico di musica elettronica a cura di Net Label Discocrash Records. La manifestazione si svolgerà, nella città del Pollino, domenica 17 Maggio presso il Teatro Sybaris. Cinque le categorie in gara: 6 – 9 anni, 10 – 13 anni, over 14 anni, Gruppi Musicali e Coro. Una giuria tecnica e la giuria popolare valuteranno le esibizioni. Iscrizione gratutita entro e non oltre il 30 aprile 2015. Ulteriori informazioni e regolamento sul sito http://khoreia2000.altervista.org. Pronti, dunque, ugole d’oro a scaldare la voce per questa opportunità che vuole essere una rampa di lancio per artisti in erba destinati ad affermarsi.

L’Ufficio Stampa della Manifestazione

Mercoledì, 08 Aprile 2015 15:45

Con “Mulignane” la XVI Stagione Teatrale Comunale di Castrovillari si appresta a vivere il gran finale. Tre spettacoli da non perdere nel mese di aprile chiuderanno questa rassegna che sta ampiamente rispettando l’obiettivo che i direttori artistici, Casimiro Gatto di Aprustum e Rosy Parrotta di Khoreia 2000, si erano prefissati alla vigilia e cioè quello di riportare la gente al Teatro Sybaris con spettacoli di qualità e appetibili ad ogni tipo di pubblico. Sabato 11 aprile alle 21,00 il proscenio del Sybaris sarà tutto della poliedrica Gea Martire che porta in scena “Mulignane”, una commedia sagace sulla natura femminile, tra il timore di uscire allo scoperto e la dipendenza dagli uomini, tratta da un racconto di Francesca Prisco e diretta da Antonio Capuano. La visione dello spettacolo, prodotto da Eventi Mediterranei, non è consigliata ai minori di 14 anni. L'attrice napoletana, che al cinema ha incarnato diversi ruoli brillanti lavorando con numerosi Maestri, tra cui Ettore Scola, Mario Monicelli, Dino Risi, Giancarlo Giannini, Ferzan Özpetek e Carlo Verdone, racconta la storia di una donna del Sud, dalla sottomissione al riscatto finale. Zitella, trascurata nel vestire, succube di una madre invadente, insicura, la protagonista vive una quotidianità povera di stimoli, amicizie, bellezza e amore. Ella però si appresta a vivere un vero sconvolgimento che la farà sbocciare, tra situazioni comicissime e scene esilaranti; una vera e propria metamorfosi per parlare, ridendo, di forti temi sociali, come il rapporto uomo­donna, i ruoli, il rispetto reciproco. “Senza un uomo come si fa? È triste, e brutto, ci vuole un uomo, ci vuole l’amore... ahè, è ‘ na parola! E addo’ sta?”, dice la protagonista afflitta da una madre che, tra una parmigiana di “mulignane” e l'altra, la esaspera affinché trovi un marito. “Intanto gli anni passano e il vuoto intorno, anzi interno, dilaga. E allora va bene “qualunque”: un 'turzo', un arrogante, un pagliaccio, un rimorchio, un’altra trappola pur di arginarlo, quel maledetto vuoto”. E così cede all'amore occasionale di un rozzo fattorino che conosce, però, solo un amore: quello del sesso brutale, delle fruste, delle pratiche sadomaso, che lasciano alla malcapitata solo 'mulignane' (lividi). Ma le botte prese (metaforicamente e fisicamente) smuoveranno i muscoli della donna, pronta a ribaltare il suo destino e a far saltare gli schemi. E tutto si ribalta. Strade sotterranee conducono alla luce e le mulignane (melanzane) diventano ruoti di parmigiane da servire bollenti, insolita temperatura per la vendetta che, come è noto, è un piatto che va servito freddo. Il tutto con grande ironia, continui giochi a doppio senso (a partire dal titolo) ed espedienti comici, nel solco della tradizione farsesca, che trovano nella splendida interprete la perfetta quadratura del cerchio.

Domenico Donato

Ufficio Stampa

XVI Stagione Teatrale

Comunale di Castrovillari

Mercoledì, 25 Marzo 2015 17:16

− COMUNICATO STAMPA −

Dopo i grandi consensi di critica e di pubblico, da Nord a Sud, dello spettacolo “Viole’”, Khoreia 2000 presenta al Teatro Sybaris di Castrovillari la sua nuova produzione dal titolo “Metropolitalia ­ Linea B”. Lo spettacolo, previsto per sabato 28 marzo alle 21,00, rientra nella sezione fuori abbonamento della XVI Stagione Teatrale Comunale di Castrovillari, quest’anno resa possibile grazie, soprattutto, alla sinergia che il Comune ha saputo imprimere, per volontà del commissario prefettizio, Massimo Mariani e il determinante apporto del segretario generale, Maurizio Ceccherini, con le associazioni culturali Khoreia 2000 ed Aprustum. “Metropolitalia – Linea B”, scritto e diretto da Rosy Parrotta, con Giovanni Pisani, Martina Daniele, Angela Micieli e Luca Delle Cave è un contenitore di vite italiane, che “trasporta” i singoli individui interni, passeggeri, verso una riflessione sulla propria esistenza e i molteplici individui esterni, spettatori, verso l’attenzione nei confronti del singolo. Storie di solitudine, di infanzia spezzata, di coraggio e di disabilità, alcune in chiave ironica. Storie comuni ma uniche, uniche nel loro bisogno di essere raccontate. E non esiste racconto se non dalla necessità di essere ascoltato. Un pensionato, una donna, una ragazzina e un diversamente abile affetto da sclerosi multipla, sotto una lente di ingrandimento, danno voce al loro mondo interiore, alle loro paure, alle loro ansie, ai loro segreti, ai loro desideri, per ritornare poi nello spazio fatto di schemi e linee rette in cui la vita li costringe a muoversi. Uno spazio definito e rettangolare come una metropolitana, dove il tempo cadenzato dal tic tac dell’orologio scandisce i movimenti ciclici nella loro abitudine. In un’esistenza e in un quotidiano fatti di passaggi, sfugge il tempo, sfuggono i sentimenti. Ben vengano, allora, le fermate. Continua dunque l'impegno di Khoreia 2000 nel teatro civile, nell'affrontare tematiche sociali che scuotono le coscienze e spingono alla riflessione. Da qui, anche l'idea di creare in autunno un festival tematico, il “Calàbbria Teatro Festival”, che ad ottobre 2015 giungerà alla sua quinta edizione.

Domenico Donato

Ufficio Stampa

XVI Stagione Teatrale

Comunale di Castrovillari

Giovedì, 19 Marzo 2015 17:22

− COMUNICATO STAMPA −

Sabato 21 e domenica 22 marzo a TeatroMusica arriva l’evento musicale tanto atteso: l’Orchestra di fiati di Morano Calabro, diretta dal M° Massimo Celiberto, presenta il “Don Pasquale”, la celeberrima opera buffa in tre atti di Gaetano Donizetti. Per la prima volta, l’auditorium comunale di Morano Calabro si trasforma in Teatro d’Opera; sul palcoscenico l’Opera sarà eseguita integralmente nella sua versione classica, con scene e costumi dell’epoca, mentre l’Orchestra composta da 45 elementi si sistemerà nella “buca per l'orchestra”, allestita per l’occasione. Michele Bruno (Don Pasquale), Rosaria Buscemi (Norina), Francesco Sauzullo (Ernesto), Luca Bruno (Dottor Malatesta) e Gianluca Di Stefano (Notaro) sono i cinque protagonisti, cantanti di dichiarata fama, ognuno dei quali lavora con importanti enti teatrali con attività concertistica sul territorio nazionale e non. Diretti sul palcoscenico da Rosaria Buscemi saranno affiancati dalle comparse de L’Allegra Ribalta. Le scenografie dell’Opera sono di Andrea Magnelli, le luci di Eva Iannuzzi, la fonia di Nellino Cosenza. Gaetano Donizetti, ormai giunto al culmine della celebrità (aveva già composto le sue opere più famose, tra cui Anna Bolena, L'elisir d'amore, Lucia di Lammermoor, La Favorite e La fille du régiment), decise di comporre il Don Pasquale dopo la lettura casuale del vecchio libretto di Angelo Anelli. La storia vuole che l'opera sia stata composta in soli undici giorni, ma è probabile che in questo periodo siano state composte "solo" le linee vocali e che l'orchestrazione abbia invece richiesto altro tempo. Il libretto, firmato da Michele Accursi, è in realtà opera dello stesso Donizetti e di Giovanni Ruffini, la prima rappresentazione dell'opera ebbe luogo al Théâtre­Italien di Parigi il 3 gennaio 1843. L’opera è ambientata a Roma agli inizi dell’800; Don Pasquale è un anziano e ricco settantenne che è adirato con il nipote Ernesto, futuro erede delle sue fortune, perché questi rifiuta di sposare una ricca e nobile zitella come lo zio vorrebbe. Ernesto è invece innamorato di Norina, una vedova giovane e carina ma di modeste condizioni. Lo zio decide allora di diseredarlo sposandosi egli stesso e a tal scopo ha chiesto al dottor Malatesta di trovargli una moglie adeguata. Questi però, amico di Ernesto, ordisce un piano per aiutare i due giovani. Pertanto il dottore propone a Don Pasquale di sposare sua sorella Sofronia, donzella bella e pura e appena uscita dal convento. Don Pasquale accetta esultante e, per cominciare, scaccia di casa il nipote Ernesto. Ma il dottor Malatesta chiede a Norina di impersonare Sofronia, per organizzare un finto matrimonio e dopo le nozze ridurre alla disperazione Don Pasquale. Tipica del Don Pasquale è l’efficacia con la quale il lirismo e la malinconia si contrappongono al sorriso malizioso o anche alla schietta risata. Quando, nel preludio al secondo atto, la tromba introduce lo sconforto di Ernesto, il languore accorato della melodia cancella all’istante la scintillante gaiezza del finale del primo atto. In fondo l’aria “Cercherò lontana terra” è pleonastica, s’ispira a una situazione che Norina e Malatesta sono sul punto di capovolgere. Ma era istintivo in Donizetti innamorarsi di certi momenti lirici indipendentemente dal fatto scenico (lo stesso era accaduto con la “Furtiva lacrima” dell’Elisir d’amore, da lui introdotta nell’opera a dispetto del librettista) e ricavarne melodie struggenti. L’Orchestra di Fiati di Morano Calabro diretta dal Maestro Massimo Celiberto non è nuova a serate di questo genere: il Nabucco di Verdi, l’Elisir d’Amore di Donizetti, La Cenerentola di Rossini sono solo alcune delle opere che annovera nel suo vasto repertorio e che ha portato in scena su numerosi palcoscenici italiani e all’estero. Con i suoi 45 componenti l’ensemble moranese continua ad esprimersi in musica saggiando con successo vari generi, lo scorso anno, infatti, ha presentato nella rassegna TeatroMusica il concerto “La Poesia di De Andrè”. Si consiglia la prenotazione presso Au Rendez – Vous, in via Maddalena, a Morano Calabro (tel. 3292160645).

DOMENICO DONATO

UFFICIO STAMPA TEATROMUSICA

Mercoledì, 18 Marzo 2015 11:24

− COMUNICATO STAMPA −

C’è grande attesa per la nuova produzione di Scena Verticale che sarà presentata al Teatro Sybaris venerdì 20 marzo alle 21. “Polvere ­ dialogo tra uomo e donna” è il titolo dello spettacolo di Saverio La Ruina, inserito nella sezione fuori abbonamento della XVI Stagione Teatrale Comunale di Castrovillari, organizzata da Khoreia 2000 ed Aprustum, sotto la direzione artistica di Rosy Parrotta e Casimiro Gatto. Artista unico, tra i più premiati della scena italiana, Saverio La Ruina sposta questa volta l’attenzione di uno dei temi più tristemente scottanti, il femminicidio, su un piano inesplorato per una pièce dal forte impatto dissacrante. Come lingua non usa il dialetto calabrese, ma un italiano quotidiano e colloquiale; con lui a dividere la scarna scena c’è Jo Lattari, un’attrice cosentina non professionista. La drammaturgia ossessiva di “Polvere” che ha debuttato al Teatro Elfo Puccini di Milano in gennaio, chiude la trilogia iniziata con “Dissonorata” (2006) e proseguita con “La Borto” (2009), dove l’autore vestiva i panni dimessi della donna del sud vittima di ataviche sopraffazioni maschili. Ruolo più volte premiato in questi ultimi anni. In “Polvere” La Ruina passa nel fronte opposto, quello del persecutore, e lo fa mettendo in atto con crudele leggerezza quei meccanismi di potere che minacciano la coppia a qualsiasi latitudine sociale e culturale. Le botte sono la parte più fisica del rapporto violento di coppia; l’uccisione della donna la parte conclusiva. Ma c’è un prima, immateriale, impalpabile, polvere evanescente che si solleva piano intorno alla donna, la circonda, la avvolge, ne mina le certezze, ne annienta la forza, il coraggio, spegne il sorriso e la capacità di sognare. Una polvere opaca che confonde, fatta di parole che umiliano e feriscono, di piccoli sgarbi, di riconoscimenti mancati, di affetto sbrigativo, talvolta brusco. “ Il lavoro preparatorio è stato lungo e complesso dice Saverio La Ruina ­ incontri, interviste, lettura di articoli e testimonianze. Gli uomini hanno scarsa capacità di aprirsi e la tendenza a giustificarsi e autoassolversi. Le donne sono più lucide e oneste nell’autoanalisi e anche nella restituzione della figura maschile rispetto al rapporto malato che si creava. Spesso si dice ma come hai fatto a metterti con un uomo così? eppure questi uomini spesso conquistano le donne anche con gesti e sentimenti molto belli, che provano realmente, ma hanno una doppia faccia. Mi interessa che tutti possano trovare in questo spettacolo qualcosa di vicino a loro”. Lo spettacolo è stato già presentato in numerose città come Roma, Venezia, Udine Bologna, Genova e ovunque ha riscosso grande successo di pubblico e critica, con recensioni a favore sulle maggiori testate nazionali (da Repubblica a Il Sole 24 Ore, da L’Avvenire al Corriere sella Sera e molte altre). Sara Chiappori così scrive su La Repubblica Milano “Di solito sono le donne a parlare delle donne. Soprattutto quando si tratta di violenza e dei rapporti di potere. Saverio La Ruina è una magnifica eccezione. La violenza è tutta psicologica ed emotiva nella sequenza di scene che La Ruina sviluppa in un micidiale crescendo di tensione. La Ruina è attore maestro del dettaglio, del gesto minimo”. Da non perdere.

POLVERE

Dialogo tra uomo e donna

di Saverio La Ruina

con Saverio La Ruina e Jo Lattari

musiche originali Gianfranco De Franco

contributo alla drammaturgia Jo Lattari

contributo alla messinscena Dario De Luca

aiuto regia Cecilia Foti

disegno luci Dario De Luca

audio e luci Gennaro Dolce

realizzazione quadro Ivan Donato

organizzazione Settimio Pisano

produzione Scena Verticale

con il sostegno di Comune di Castrovillari

LA COMPAGNIA Scena Verticale nasce nel 1992 a Castrovillari (CS) per opera di Saverio La Ruina e Dario De Luca, direttori artistici del gruppo. Nel 2001 si aggiunge alla compagnia Settimio Pisano che ne cura l’aspetto organizzativo. La compagnia debutta nel '96 con “La Stanza della memoria”, testo e regia di Saverio La Ruina e Dario De Luca. Con “De­viados” (dal progetto finalista al Premio Scenario ’97), debutta al festival Teatri 90 di Milano nel 1999. Nel 2000 “Hardore di Otello” (tragedia calabro­scespiriana), testo e regia di Saverio La Ruina debutta al festival Santarcangelo dei Teatri. “Dissonorata”, scritto diretto e interpretato da Saverio La Ruina, è presentato nel mese di settembre 2006 in anteprima nazionale al festival Benevento Città Spettacolo e in prima nazionale al festival Bella Ciao, diretto da Ascanio Celestini. Per l’interpretazione e la drammaturgia di questo spettacolo, Saverio La Ruina riceve due Premi UBU 2007 nelle categorie “Migliore attore” e “Migliore testo italiano”. Nel 2007 debutta “Le tre malebestie – Luigi Sturzo”, diretto da Dario De Luca, allestito per il progetto Storie Interrotte promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico, realizzato in collaborazione con l’Ente Teatrale Italiano e con Rai Radio 3. Nel giugno 2009 debutta al festival Teatri delle Mura di Padova “U Tingiutu. Un Aiace di Calabria” di Dario De Luca, il cui testo giunge finalista al Premio Riccione per il Teatro 2009. “La Borto” debutta al Teatro India di Roma nel novembre 2009. Saverio La Ruina, autore­regista­interprete di questo spettacolo, riceve il Premio UBU 2010 per il “Migliore testo italiano” e una nomination nella categoria “Migliore attore”. Nel 2010 Scena Verticale riceve il Premio Speciale UBU per il festival Primavera dei Teatri, giunto alla XV edizione, di cui è ideatrice e organizzatrice. “Italianesi”, di e con Saverio La Ruina, debutta al Teatro India di Roma nel novembre 2011. Grazie all’interpretazione di questo lavoro la Ruina riceve il Premio UBU 2012 nella categoria “Migliore attore” e “Italianesi” riceve una nomination come “Migliore testo italiano”. “Morir sì giovane e in andropausa”, di Dario De Luca, ha debuttato al festival Inequilibrio di Castiglioncello (LI), nel luglio 2012; dal 2013 la compagnia è impegnata nel progetto di residenza teatrale “More” presso il Teatro Morelli di Cosenza.

DOMENICO DONATO

UFFICIO STAMPA

XVI STAGIONE TEATRALE

COMUNALE DI CASTROVILLARI

Venerdì, 13 Marzo 2015 10:08

− COMUNICATO STAMPA −

Marzo sarà un mese ricco di appuntamenti da non perdere al Teatro Sybaris con ben tre spettacoli inseriti nel cartellone della XVI Stagione Teatrale di Castrovillari, organizzata dal Comune in collaborazione con le associazioni culturali Aprustum e Khoreia 2000. A partire da sabato 14, alle 21,00, con “Statue Unite”, atto unico tra Viviani e Beckett, di Eduardo Tartaglia, prodotto da Ente Teatro Cronaca di Napoli, la più antica formazione di prosa d’Europa nel settore del teatro privato, per passare poi al nuovo lavoro di Scena Verticale, giorno 20, “Polvere”, dove Saverio La Ruina esplora l'universo maschile violento e quindi a sabato 28 con Khoreia 2000 che presenta “Metropolitalia Linea B”, con al centro storie di integrazione, di solitudine, di infanzia spezzata e di coraggio. “Parto. Non dimenticherò mai la Via Toledo: la via più popolosa e gaia del mondo ­ scrisse Stendhal nel 1817. Quasi duecento anni sono passati, da quando il grande scrittore francese lasciava la nostra città con la morte nel cuore. Chissà, è lecito chiedersi, ­dice Eduardo Tartaglia, anche regista e interprete di “Statue Unite” ­ se oggi ancora Napoli apparirebbe ai suoi occhi e senza paragone alcuno la città più bella dell’universo. Qualche dubbio, in verità, lo nutriamo. Soprattutto, temiamo, stenterebbe a riconoscere proprio la storica centralissima via, da lui così tanto amata. E non vogliamo qui unirci al fin troppo facile coro di chi si lamenta del degrado, dell’incuria, del disordine da suk mediorientale a cui essa pare irrimediabilmente condannata. Al contrario, ciò che a nostro avviso maggiormente contrasta con quella definizione del 1817, è proprio quell’aggettivo: “gaia”. Che così difficilmente, adesso, anche l’animo più ben disposto assocerebbe alla strada. Popolosa ancora, certo; ma priva, ahinoi, di quel sentimento di letizia che pure doveva evidentemente caratterizzare il suo glorioso passato”. Così, tra ambulanti venditori di ogni sorta di mercanzia contraffatta, giocolieri tristi, malinconici suonatori, improvvisati artisti di strada, quasi tutti provenienti da un altrove lontano e tutti vanamente alla ricerca di un’attenzione che stenta ad arrivare da parte di chi è preda solo dei propri affanni, facciamo finalmente il nostro incontro con i protagonisti della storia: Raffaele ed Adelaide, interpretati da Eduardo Tartaglia e Veronica Mazza. Artisti?... Maghi?... Illusionisti?... Mimi?... Cialtroni?... Chissà. Interpreti, forse: di un copione antico e modernissimo. Offrire, in assenza di altro, lo spettacolo di sé. Fare del proprio corpo un’esibizione. Dare della propria materialità una sorta di rappresentazione. Una modalità dignitosa e per certi versi estrema: per tacitare la coscienza di chi non vuole arrendersi alla condizione ultima e definitiva di “mendicante”. Li troviamo, così, in decoroso silenzio, nella curiosa posizione di statue viventi. “Statue unite”, per la precisione. Avvolti da ampi camicioni di un vistoso colore arancio; ricoperti da turbanti dal sapore vagamente orientale; con le gambe conserte nella tipica postura siddhàsana; catturano l’attenzione dei passanti (o questo almeno nei loro auspici ...) grazie ad un misterioso artificio, una magia, un prodigio nascosto. Che, quasi in spregio ad ogni legge fisica, consente ad Adelaide di galleggiare nel vuoto, proprio sopra la testa di Raffaele. Sorretta, questo è evidente ma, non di meno, ugualmente inspiegabile all’apparenza, dal solo esile bastone che Raffaele mantiene saldo con la destra. Il trucco c’è, ma non si vede! Ed è questo che conta. Da sempre.

STATUE UNITE

di Eduardo Tartaglia

con Veronica Mazza, Eduardo Tartaglia e Giuseppe De Rosa

scene Luigi Ferrigno

costumi Mariarosaria Riccio

regia Eduardo Tartaglia

produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

debutto settembre 2014 Festival di Benevento Città Spettacolo

Eduardo Tartaglia, autore, regista e attore di teatro e cinema, all'inizio, affonda le mani nel teatro classico tradizionale, lavorando a stretto contatto con attori e registi legati alla grande scuola eduardiana: Mariano Rigillo, Antonio Casagrande, Tato Russo, Regina Bianchi, Aldo Giuffré e Mario Scarpetta. Successivamente, si sposta nella sperimentazione e nel teatro di ricerca con le compagnie Alfred Jarry dei Santella e Libera Scena Ensemble di Renato Carpentieri, del quale diventerà socio, portando per tre anni un repertorio che lo vede al centro dell'attenzione sia in veste di interprete che in quella di autore e regista. Raccogliendo intorno a sé, giovani talenti della nuova generazione teatrale partenopea, attira l'attenzione di Paolo Sorrentino che lo dirige nel corto “L'amore non ha confini” (1998) con Giovanni Esposito. Dopo aver firmato "Chi arde per amor... si scotta e suda!" che diventa un cult, nel 2000 scrive il musical "Emozioni" con la regia di Sergio Japino. Negli ultimi anni ha portato a teatro “I fiori del latte” (2008), “La valigia sul letto” (2010) e “Questo bimbo a chi lo do” (2012).

Veronica Mazza, conosciuta dal grande pubblico per il ruolo di Cinzia Maiori, nella soap “un posto al sole” è un'attrice napoletana che ha partecipato a numerosi allestimenti di grande prestigio, firmati tra gli altri da: Giorgio Albertazzi, Tato Russo, Antonio Casagrande, Mario Scarpetta, Gigi Savoia, Renato Carpentieri, Walter Manfrè e Gianfranco D’Angelo. È protagonista di tutti gli spettacoli teatrali e cinematografici ideati e prodotti da suo marito Eduardo Tartaglia, tra cui il film “Ci sta un francese, un inglese e un napoletano” nel 2008 per cui ha ricevuto vari premi.

DOMENICO DONATO

UFFICIO STAMPA

XVI STAGIONE TEATRALE

COMUNALE DI CASTROVILLARI

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