Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Semper adamas

«La mia gente non ha paura di nulla, nemmeno delle parole»
(Gabriele d'ANNUNZIO, principe di Montenevoso)

«Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»
(Filippo Tommaso MARINETTI, Manifesto del Futurismo, in «Le Figaro», PARIGI, 20 febbraio 1909)

Vi Veri Veniversum Vivus Vici

Giovedì, 06 Giugno 2013 13:14

La grande bruttezza...

Cos'è la vita? Una continua ricerca di qualcosa che le dia senso! C'è chi la vede scorrere nell'inanità e chi la plasma nell'impegno. Ma molti, pur impegnati, la trascorrono nella vanità e la vacuità di una insulsa quotidianità. La vanità e la vacuità di una vita inutile, fatta solo di esteriorità.

Alla continua ricerca della “grande bellezza” (da cui prende nome la pellicola), si è perso un valido scrittore e giornalista, Jep GAMBARDELLA (Toni SERVILLO) che dopo avere steso il suo primo e ultimo libro (L'apparato umano), per trarre ispirazione si è “rinchiuso” nel mondo “en plein air” della bella esistenza (dolce vita!) romana dei primi anni dieci del terzo millennio dell'era volgare (che più volgare non sembra essere mai stata, o forse sì; d'altronde già ROMA è di suo una città nobile e volgare, piena di contraddizioni, tra papi e puttane, chiese e casini...).

Richiami alla Dolce vita e citazioni felliniane si sprecano, ricontestualizzate, attualizzate. Non disturbano, anzi, ma nobilitano la pellicola per il tributo volontario a chi fu un grande, senza per questo perdere la sua personalità. Non si facciano però paragoni: i capolavori rimangono tali, seppure spesso attorniati (o proprio per questo) dall'alone della visionarietà, elemento tipico della cinematografia del grande regista riminese.

La falsità dei sentimenti è sottolineata dal freddo cerimoniale autoimpostosi dal protagonista alle funzioni funebri; ma una lacrima sul viso tradisce la sua umanità. Irrompe nella scena l'imprevisto. L'umano, il troppo umano che si nasconde nelle pieghe di ognuno che, per quanto stirate, conservano un so che di sgualcito, a sottolineare come sia impossibile cancellare del tutto la scintilla di divino che ci rende vivi, e per certi versi, veri!

Vi sono tutti gli elementi della drammaturgia classica: le pulsioni di vita (relazioni tanto alla luce del sole, quanto a quelle della luna) e di morte (decessi e funerali); intellettualismi sofistici e feste caleidoscopiche. Eros e thanatos; apollineo e dionisiaco.

Ma tutti, immersi nel vortice dell'esistenza, attendono quel “qualcosa” che dia senso alla propria vita e, nell'attesa di quella esteriore “grande bellezza”, che forse non troveranno mai, si consumano nella notte, come le falene in un fuoco, fatuo, in una interiore “grande bruttezza”...

 

Scheda (Tratta da Wikipedia)

Lingua originale

Italiano

Paese di produzione

ItaliaFrancia

Anno

2013

Durata

142 min

Colore

Colore

Audio

Sonoro

Rapporto

2,35:1

Genere

Commedia, drammatico

Regia

Paolo SORRENTINO

Soggetto

Paolo SORRENTINO

Sceneggiatura

Paolo SORRENTINOUmberto CONTARELLO

Produttore

Francesca CIMANicola GIULIANO

Casa diproduzione

Indigo Film, Medusa Film, Babe Film, PathéFrance 2 Cinéma

Distribuzione (Italia)

Medusa Film

Fotografia

Luca BIGAZZI

Montaggio

Cristiano TRAVAGLIOLI

Musiche

Lele MARCHITELLI

Scenografia

Stefania CELLA

Costumi

Daniela CIANCIO

Trucco

Matteo SILVI

Interpreti e personaggi

  • Toni SERVILLO: Jep GAMBARDELLA

  • Carlo VERDONE: Romano

  • Sabrina FERILLI: Ramona

  • Carlo BUCCIROSSO: Lello CAVA

  • Iaia FORTE: Trumeau

  • Pamela VILLORESI: Viola

  • Galatea RANZI: Stefania

  • Giovanna VIGNOLA: Dadina

  • Giusi MERLI: Suor Maria “La Santa”

  • Luca MARINELLI: Andrea

  • Serena GRANDI: Lorena

  • Giorgio PASOTTI: Stefano

  • Massimo POPOLIZIO: Alfio BRACCO

  • Massimo DE FRANCOVICH: Egidio

  • Franco GRAZIOSI: Conte COLONNA

  • Sonia GESSNER: Contessa COLONNA

  • Anna DELLA ROSA: “Non fidanzata” di Romano (Ragazza esangue)

  • Ivan FRANEK: Ron SWEET

  • Vernon DOBTCHEFF: Arturo

  • Dario CANTARELLI: Assistente della “Santa”

  • Lillo: Lillo DE GREGORIO

  • Luciano VIRGILIO: Alfredo

  • Anita KRAVOS: Talia CONCEPT

  • Isabella FERRARI: Orietta

  • Roberto HERLITZKA: Cardinale BELLUCCI

  • Aldo RALLI: Cardinale

  • Antonello VENDITTI: Sé stesso

  • Fanny ARDANT: Sé stessa

Per l'elenco dei premi assegnati o proposti, si rinvia al seguente collegamento: <http://www.imdb.com/title/tt2358891/awards>.

 

Sabato, 18 Maggio 2013 12:42

Notte ballerina

Oggi, sabato 18 maggio 2013, alle ore 01:32:17 del tempo coordinato universale (UTC), le 03:32:17 italiane, una scossa di terremoto, della magnitudine di 2,1, è stata registrata dalla Rete sismica nazionale dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), localizzandola nel distretto sismico del Pollino a una profondità di 7,2 km. Più precisamente le coordinate ipocentrali sono le seguenti: 39,833 °N, 16,212 °E, che praticamente corrispondono a un punto del territorio di CASTROVILLARI a meno di 500 m dalla fascia della circonvallazione esterna della città, l'insieme di vie intitolate ai premi NOBEL italiani, comunemente detta “via dei Moranesi”.

Il fenomeno di costume che salta più agli occhi in questi casi e di cui tutti si sono resi conto è come i cittadini interessati al sisma si ritrovino nel giro di pochi minuti nella piazza virtuale delle piattaforma sociale più diffusa per comunicare, apprendere e scambiare opinioni e informazioni a riguardo.

Ormai, purtroppo, è abbondante il tempo che ci ha messo alla prova, anche se il silenzio di qualche mese ci aveva, a quanto pare invano, lasciato sperare in un addormentamento prolungato del fenomeno.

Ora si è risvegliato e con lui stanotte molti di noi!
 
 
Lunedì, 13 Maggio 2013 21:51

Tavola rotonda “La riforma forense”

COMUNICATO STAMPA

Venerdì 10 maggio, in veste di Presidente della Camera Civile di Castrovillari, l’avv. Antonella Gialdino, nella prestigiosa sala del Protoconvento Francescano, introduce la tavola rotonda sulla riforma dell’Ordinamento Forense.

Grazie ad autorevoli relatori, l’avv. Mario Rosa delegato nazionale della Cassa Forense, l’avv. Antonio Baffa delegato nazionale Consiglio Nazionale Forense, l’avv. Francesco Storace Vice-Presidente Nazionale dell’Unione Nazionale delle Camere Civili, è stata analizzata sotto vari aspetti la Legge 247/2012 alla luce anche, anzi, soprattutto, delle criticità che la norma presenta.

E’ entrata in vigore lo scorso 2 febbraio, la legge 247 del 21 dicembre 2012, recante la nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense.

Si tratta di una Riforma storica, attesa da oltre ottanta anni e foriera di novità a dir poco emblematiche.

Lo scopo della norma è garantire un buon funzionamento della giustizia ed una modernizzazione della professione forense, in modo particolare del processo civile.

Una macchina giudiziaria che funziona bene per i cittadini, sostiene l’avv. Antonella Gialdino, è una marcia in più per un Paese economicamente fermo e in piena crisi. Una professione forense che è messa nelle condizioni di modernizzarsi può essere uno dei motori di questo cambiamento.

La domanda che ci poniamo è: le riforme che si sono succedute dagli anni 90 ad oggi, hanno migliorato il funzionamento della giustizia civile?

E’ fuor di dubbio che l’incidenza sociale ed economica di una giustizia civile lenta ed impacciata è enorme. Si pensi, per esempio da una parte, cosa significa immobilizzare per tempi lunghissimi ingentissime somme di denaro, sottraendole al mercato e dall’altra parte si pensi quale incidenza possa avere, questa circostanza sul fenomeno dell’usura.

Per valutare se le legge 31 dicembre 2012 n.247, di riforma della professione forense, sia “buona” o “cattiva” non sarebbe corretto esprimere giudizi di valore soggettivi, ma è necessario utilizzare criteri il più possibile oggettivi e verificare se la riforma risolva (o quantomeno possa risolvere, in una prospettiva a medio termine) i problemi che affliggono l’Avvocatura. Essendo l’Avvocatura parte integrante della società, soffre innanzitutto della generale crisi economico-finanziaria dell’Italia e di gran parte dell’Europa.

Poiché si tratta di una crisi generale del “sistema-paese”, non si può pensare (né pretendere) che la riforma offra strumenti per la soluzione di detta crisi.

Trattandosi però di crisi economica ha – per sua natura – carattere congiunturale e dovrebbe quindi essere superata in un ragionevole lasso di tempo (breve o lungo che sia), a seconda anche della capacità dei nostri governanti.

Ma l’Avvocatura soffre anche una crisi strutturale (e a differenza della prima quindi non transitoria), dovuta alla ipertrofia degli iscritti agli albi.

Ed allora, se questa è la situazione da cui parte l’Avvocatura Italiana, qual è la risposta che dà la legge di riforma?

In primo luogo la legge 247/2012, costituisce una grande ed indiscutibile vittoria “politica” dell’Avvocatura. La riaffermazione che qualcosa conta e può ancora contare in Italia, pur a fronte dell’indubbia ostilità dei c.d. “poteri forti”.

Dopo i tanti “schiaffi” che siamo stati costretti a subire in questi ultimi anni (dalle bersaniane “lenzuolate liberalizzatrici” dell’estate 2006 ai provvedimenti montiani), la fine dello scorso anno ci ha portato due importanti vittorie: la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità della mediazione obbligatoria e, a distanza di pochi giorni, l’approvazione definitiva (dopo ottant'anni) della legge di riforma dell’ordinamento.

Queste due “vittorie” dovrebbero risollevare almeno un po’, il morale dell’Avvocatura e consentirle di ripartire dopo la “lunga notte”.

Appare altresì indubbio che la legge di riforma, approvando un autonomo “Statuto” dell’Avvocatura e sottraendola alla normativa di carattere secondario che, tramite il D.L.vo n.1/2012 disciplina tutte le altre professioni, riconosce la “specificità” della nostra professione e, conseguentemente, la necessità di una sua autonoma regolazione e, perfino, in alcuni casi, il diritto di autoregolamentazione (come all’art.3, per quanto riguarda il codice deontologico, e, più in generale, i poteri regolamentari del CNF e dei Consigli dell’Ordine.

Sempre in quest’ottica, la riforma costituisce una importante vittoria.

Camera Civile “Avv. Domenico Mazziotti” di CASTROVILLARI

Aderente all’Unione Nazionale Camere Civili

Mercoledì, 08 Maggio 2013 21:33

Il Giro d'Italia tocca le nostre zone

Oggi, mercoledì 8 maggio 2013, si è svolta la 5.a tappa del 96.o Giro d'Italia che, essendo giunto in Calabria ieri, ha visto per la seconda giornata consecutiva una scenografia anche calabrese.

Il percorso odierno, che si dipanava dal capoluogo della Calabria citeriore a quello della Basilicata levantina, per un totale di 203 km, portava la gara ciclistica più prestigiosa d'Italia sulla costa ionica, dopo averle fatto toccare quella tirrenica.

Durante il tragitto erano previsti alcuni traguardi volanti: uno di questi era presente nella località di villeggiatura balneare di VILLAPIANA LIDO. Qui il passaggio della corsa dal tipico color pastello, avvenuto entro pochi minuti, ha visto tagliare la linea da un gruppo di testa composto di cinque corridori che vi hanno transitato entro pochi decimi di secondo. Nell'ordine: Rafael ANDRIATO (Fantini), il cui transito è stato registrato alle ore 14:18:52,27, Alan MARANGONI (Cannondale) [14:18:52,38], quindi Tomas Aurelio GIL MARTINEZ (Androni), Ricardo MESTRE (Euskaltel), Brian BULGAC (Lotto); a seguire, distaccato, il resto della compagine.

La passerella dei “girini” è stata caratterizzata dal tradizionale entusiasmo che contraddistingue questo genere di manifestazioni, con presenza di pubblico di tutte le età, tenuto conto comunque della concomitanza dell'evento con una giornata feriale. A rendere ancor più piacevole il tutto è stata complice l'ottima porzione di giornata, che, promettendo all'inizio poco di buono, ha permesso nei momenti più salienti al sole di fare il suo compito, riservando il grigio a festa conclusa.

Domani la terza sponda d'Italia attende i blasonati eredi di Karl DRAIS, a cui siamo tutti grati per l'invenzione dell'antenata di quello strumento che permette di tingere ancora di rosa una nazione intera. Oggi anche le nostre zone!

Lunedì, 06 Maggio 2013 11:11

La Donna, la Storia e la Sessualità

«L'uomo si conosce al lavoro, la donna a letto».

A una prima lettura, frettolosa se non anche un po' prevenuta, dettata da ignoranza storica e/o superficialità di giudizio, qualcuno potrebbe etichettare tale aforisma come il frutto di una elucubrazione tipicamente misogina e maschilista. E qualcun altro, in parte o del tutto favorevole, potrebbe obiettare che, seppur in generale, una persona espone il suo stile di essere (anche) attraverso il modo di mangiare.

Poiché vi è una indiscussa (cor)relazione tra cibo e sesso, non si può che concordare con quest'ultima affermazione, ma non appieno, perché anche la commensalità è sottoposta a regole sociali che impongono una modalità di approccio ai viveri non sempre derogabili, e difficilmente abbiamo l'opportunità di osservare un mangiatore in un momento così intimo da permettersi di abbandonare tutti i dettami di un'educata alimentazione; e anche quando fosse, poiché il rito della mensa il più delle volte è officiato in modo comunitario e le sue regole imposte sin da piccoli, pochi arrivano a svestirsi totalmente dell'abito sociale indossato per appropinquarsi nell'istintualità più assoluta alle vettovaglie, pur nella celebrazione di una liturgia della nutrizione compiuta in solitudine.

Pertanto tale sentenza va letta in un quadro sociologico complesso per cui la sua esegesi è la seguente.

All'uomo la società ha sempre destinato una funzione sociale particolare e spesso è successo che uomini insignificanti (per cultura, ceto sociale, intelligenza, capacità personali, censo, apparenza fisica, ecc.) si siano talmente sentiti realizzati nell'attività che svolgevano, al punto da gettarsi a capofitto nella propria opera tanto da finire col risultare degli esempi per la società stessa, non ostante in tutto il resto fossero degli incapaci.

Tale non è stata l'opportunità concessa nella Storia dalla società alla donna, che sempre ha dovuto trincerarsi dietro un'esistenza fatta di apparenze imposte (dagli altri e quindi, subendole, più o meno con rassegnazione, fatte proprie da sé) per evitare la sua morte sociale (e a volte, se non spesso, purtroppo anche quella fisica!), in quanto i peccati mortali muliebri erano innumerabili, se non pure indicibili. Ne è derivata una selva di donne che non hanno potuto appieno esprimere la propria vitalità, se non nella vita privata (come la famiglia) dove sono potute essere figlie, sorelle, mogli e madri esemplari, almeno in apparenza. Ma in tutti questi ruoli ha comunque pesato la loro differenza di genere, al punto che comunque nel relazionarsi cogli altri (anche solo all'interno della famiglia stessa) non sono potute essere sempre, dovunque e comunque come avrebbero voluto.

E mentre per l'uomo la sessualità, spesso esibita senza problemi alcuni, del tipo “pisello al vento”, non ha mai rappresentato un terreno di prova problematico (se non per eventuali e soli problemi organici), potendone anche esporre liberamente pensieri, parole e opere (tranne le omissioni, solo vero peccato mortale virile!), tanto da renderla più "orale" che reale, l'unico ambito in cui per forza di cose hanno le donne avuto l'opportunità di spogliarsi di tutto, anche figuratamente, seppur nell'intimità dell'alcova, è stata proprio essa. E spesso nemmeno col compagno ufficiale, che nel corso della Storia ha sempre confuso la figura della moglie devota e fedele con quella della tenera e amorevole madre...

Domenica, 05 Maggio 2013 13:11

Pasqua ortodossa

Oggi, domenica 5 maggio 2013, in tutto il mondo i fedeli di religione cristiana ortodossa, per via della discrepanza esistente tra il calendario liturgico (che segue ancora la vecchia modalità giuliana) e quello civile (con modalità gregoriana), festeggiano la Pasqua. Anche a CASTROVILLARI, la piccola ma unita comunità di tale fede, guidata dal parroco Giovanni Zoti KAPPARELLI, fondatore della parrocchia di San Giovanni di KRONSTADT, ubbidiente al patriarcato di MOSCA, ha onorato questo giorno di festa. Alle ore 10:00, infatti, è stata celebrata la divina liturgia presso la sede dove è allocata la chiesa, alcuni locali di palazzo GALLO, ora sede provvisoria del Municipio, gentilmente offerti dal Comune per le funzioni dei fratelli separati d'Oriente.

Insieme coi nostri auguri di una buona Pasqua, che solo raramente coincide con quella cattolica ed evangelica, vogliano giungere anche quelli di una auspicata e necessaria ricongiunzione per rendere fattivo l'appello all'unità di tutti cristiani riproposto dal Concilio ecumenico vaticano II e, in tempi più recenti, anche dal sommo pontefice Giovanni Paolo II Magno, nell'enciclica intitolata proprio con una frase tratta dalla preghiera sacerdotale di Gesù (Gv 17, 20-23) che ne condensa lo spirito e che è divenuta giustappunto la formula programmatica del movimento ecumenico: Ut unum sint (in latino: «affinché siano una cosa sola»).

Mercoledì, 01 Maggio 2013 17:23

Festa patronale di santa Maria del Castello

Oggi, giovedì Primo maggio 2013, alle ore 11:00, presso il santuario diocesano di Santa Maria del Castello, si è tenuta, colla consueta partecipazione di popolo che la caratterizza e considerata la perdurante difficoltà di raggiungimento del luogo di culto, la messa solenne in onore della “prima e principalissima” (come recita un documento del XVIII secolo) patrona cittadina. A presiedere il rito S.E. mons. Nunzio GALANTINO, ordinario della diocesi di CASSANO ALL’IONIO, che ha concelebrato insieme col vicario zonale, don Franco OLIVA, il rettore del santuario medesimo, mons. Carmine DE BARTOLO e il clero castrovillarese.

Il pastore ha esternato con quanto giubilo egli recandosi presso la nostra cittadina si fa visitatore della Madre e Regina dei castrovillaresi e di come viva con apprensione la drammatica situazione derivata dall'evento calamitoso della frana del colle su cui sussiste il tempio mariano, che ha reso impossibile l'accesso al luogo sacro coi vari mezzi, e quindi difficoltoso a quanti non siano nelle piene condizioni per impegnarsi in una faticosa salita. Simpatico il ricordo di quando, la prima volta che ebbe la ventura di giungervi, esortato a pregare per l'ottima e pronta soluzione della situazione, lasciò esterrefatta una pia donna colla risposta che non è colla preghiera che si risolvono tali problemi, aggiungendo poi, in seguito al suo stupore, che è l'impegno degli uomini a dare esito alle circostanze varie, e che la preghiera in questi casi serve solo a chiedere allo Spirito Santo di infondere nell'animo il desiderio della giusta azione e la sua pronta attuazione.

A fine culto, ha avuto luogo il tradizionale rito della consegna delle chiavi che, porte dal rettore del santuario al primo cittadino, Domenico LO POLITO, sono state da questi offerte al presule.

Subito dopo tale cerimonia, il sindaco, per la prima volta partecipante alla liturgia in questa funzione, si è prodotto in un'allocuzione tanto icastica, quanto significativa: sostenendo che quello non fosse né il luogo né il tempo riservati a lui per parlare di cose che si prometteva di affrontare in un altro dove e in un altro quando, porgeva le sue scuse alla comunità dei fedeli e a quella dei cittadini, di cui, partecipandovi a entrambe e per via del suo mandato, sentiva particolarmente la sofferenza.

Tra le autorità presenti, il vicesindaco, Carlo SANGINETI e il consigliere provinciale Piero VICO.

Nella mattinata, alle ore 07:00, nel contesto della prima messa del giorno di festa cittadino, celebrata da don Federico BARATTA, parroco della Pietà, si era tenuta la seconda cerimonia dell'Incoronazione e Offerta dell'oro alla Madonna. Pochi sanno, infatti, che tale rituale, che in prima battuta avviene il giorno precedente durante la messa solenne delle ore 11:00, viene ripetuto nel giorno odierno in tale cornice.

I festeggiamenti, che sono iniziati colla giornata antecedente l'attuale, durante la quale, oltre alla prima cerimonia oggi reiterata si è tenuta anche la processione della statua della Madonna del Castello e della Pace, si protrarranno, come di consuetudine, fino al giorno 3 p.v., quando, colla festa del santissimo Crocifisso, che vedrà interessata la basilica minore di San Giuliano, dove, nella cappella DOLCETTI, appunto anche detta “del Crocifisso”, è custodito l'artefatto ligneo che sarà portato in processione, avranno conclusione.

Mercoledì, 24 Aprile 2013 08:51

98 anni di vergogna!

Chissà perché ci sono uomini che, anche dopo essere stati assassinati, lo vengono ulteriormente dopo morti!

Chissà perché ci sono popoli che, dopo essere stati sterminati, devono subire il silenzio assordante della Storia!

Chissà perché ci sono delle realtà che non si vuole, non si può, non si deve consegnare alla Verità!

Non vogliamo spendere una parola nel raccontare cosa è successo, lasciando al lettore l'incombenza, ma vogliamo urlare a Dio & all'Umanità la nostra indignazione per ciò che sta continuando a succedere.

È oggi il giorno che il popolo armeno (che si ritiene dimenticato anche da Dio, se infatti afferma che quando Egli fece la Terra, tutte le pietre che Gli avanzarono le gettò nel loro Paese!) commemora il così detto Genocidio armeno od Olocausto degli Armeni o Massacro degli A. (e che nella loro lingua madre suona Metz Yeghern, “Grande Male”).
 
Onore al popolo armeno, che tra l'altro ha anche l'orgoglio di aver adottato nel 301, primo al mondo, il Cristianesimo come religione ufficiale.
 
Chissà perché ci sono popoli che anche dopo essere stati dimenticati in vita, meritano l'infamia della condanna all'oblio!
 
Quando questa congiura del silenzio finirà?
 
Sono 98 anni.
 
Di vergogna!
 
Domenica, 21 Aprile 2013 21:10

Concerto di Primavera

Oggi, domenica 21 aprile 2013, alle ore 19:00, presso la Sala 8 del Protoconvento francescano “Beato Pietro CATHIN” in CASTROVILLARI, si è tenuto il “Concerto di Primavera”, un melodioso incontro per clarinetto e pianoforte organizzato dall'Associazione musicale “San Giuliano” di CASTROVILLARI e patrocinato dal Comune di CASTROVILLARI.

La pomeridiana, a ingresso gratuito, ha permesso di ascoltare le esecuzioni effettuate dai maestri Domenico DI VASTO e Antonella SALERNI che si sono prodotti, coi rispettivi strumenti, in un repertorio di mirabili pezzi di musica classica di Ernesto CAVALLINI (Serenata per clarinetto e pianoforte), Ennio MORRICONE (Gabriel's Oboe), Ludig van BEETHOVEN (32 variazioni per pianoforte), Carl Maria von WEBER (Concerto n. 1 in fa minore opera 73, J. 114), Alamiro GIAMPIERI (Il Carnevale di VENEZIA variato per clarinetto e pianoforte).

Per le autorità, presenti il sindaco della città, Domenico LO POLITO, il vicesindaco, Carlo SANGINETI, i consiglieri comunali Lucio RENDE (con delega alla Cultura) e Armando GAROFALO e il presidente dell'azienda municipalizzata Gas Pollino, Girolamo RUBINI.

L'evento, che ha ottenuto grande successo di pubblico, si è tenuto in una sala stracolma e traboccante, situazione che fa bene sperare nel continuo desiderio di ascolto di buona musica e auspicare nell'organizzazione e l'ottima riuscita di futuri eventi similari con cui poter sempre più deliziare gli amanti della musa Euterpe e anche attrarre chi, essendone digiuno, possa, con sempre maggiore diletto, alimentarsene.

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Domenica, 21 Aprile 2013 10:12

(Dies) Natalis Romæ

Sulla data ufficiale d'inizio della storia d'Italia gli studiosi non sono concordi: c'è chi sostiene che coincida con quella odierna, colla data che nel 753 a.C. vedeva, secondo una leggenda riportata anche dall'erudito Marco Terenzio VARRONE, la fondazione, da parte di Romolo (& Remo), dell'Urbe immortale, della Città eterna, tanto da farvi derivare la cronologia romana, definita infatti colla locuzione ab Urbe condita; c'è chi punta, invece, sul 4 settembre del 476 d.C. (MCCXXIX a.U.c), quando, cioè, colla deposizione dell'imperatore Romolo Augustolo, ultimo sovrano dell'Impero d'Occidente, il crollo di questa entità, porta l'Italia a non essere identificata più coll'Impero, ma con un regno (o più regni) indipendente, e con un nuovo sovrano, il re degli Eruli & dei Romani (ovvero d'Italia!) Odoacre.

Noi propendiamo per quest'ultima tesi, poiché, se l'Italia è e deve essere degli Italiani, ROMA è e deve essere anche dell'Umanità intera, per la Storia, la religione, il diritto, la lingua, l'ingegneria, l'arte, la bellicistica, &c.
 
E proprio per questo motivo, e non in contrasto ad esso, che avendo la ventura di averla come capitale del nostro Stato, avremmo l'obbligo di festeggiare questa data, senza darle significati politici ulteriori e superando le remore che ostano a questa scelta dovuta all'unica città divinizzata.
 
Auguri, alla Città (& al Mondo), per i suoi 2766 anni!
 
Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)
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