Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Semper adamas

«La mia gente non ha paura di nulla, nemmeno delle parole»
(Gabriele d'ANNUNZIO, principe di Montenevoso)

«Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»
(Filippo Tommaso MARINETTI, Manifesto del Futurismo, in «Le Figaro», PARIGI, 20 febbraio 1909)

Vi Veri Veniversum Vivus Vici

Mercoledì, 08 Gennaio 2014 08:47

La Befana va a Betania

La Befana vien di notte... Di solito, ma anche di giorno non si perita di muoversi. Nel suo dì, infatti, la simpatica vecchina, girovagando tra vicoli e palazzi della nostra cittadina, ha fatto visita a Casa Betania, dove era in corso un'allegra festicciola organizzata a bella posta e dedicata ai più piccoli e alle loro famiglie. Ella si è presentata con un suo aiutante, di nome Natalino, proprio nel bel mezzo dell'evento, e insieme hanno provveduto, nel tripudio generale, tra pizzette, dolciumi e dolci bevande, come da tradizione, alla distribuzione di regali. Purtroppo la loro permanenza è stata limitata, per i numerosi impegni che avevano da assolvere di nuovo anche in altri luoghi, dove altri bimbi erano ancora in attesa del loro bramato arrivo.

Il progetto, denominato “Regaliamo un sorriso. Un giocattolo a tutti”, ideato dai padroni di casa e al secondo anno di realizzazione, è stato reso possibile anche grazie alla collaborazione di Integrando.Sì. Nei giorni scorsi, infatti, in seguito all'interessamento dei volontari delle due associazioni, è stato possibile raccogliere i giocattoli che sono stati distribuiti insieme coi sorrisi di tutti i presenti.

Da segnalare la fattiva partecipazione delle iscritte al corso di cucito dell'associazione integrazionista, che si sono prodotte nella realizzazione delle calze ripiene di caramelle e cioccolatini.

L'iniziativa è continuata anche al di fuori delle mura domestiche, recapitando anche a domicilio regali a chi era stato impossibilitato a presenziare.

L'appuntamento colla brutta ma buona dispensatrice di regali e suoi eventuali coadiutori (a dire il vero impersonati da due belli e baldi giovani) è rinviato all'anno prossimo. Nel frattempo, presso la struttura, rimane sempre attivo, grazie ai volontari e “befaneschi” collaboratori, il servizio di raccolta di quanto possa essere distribuito per la felicità di chi stenta ad avere anche semplicemente un sorriso.

Perché se «l'Epifania tutte le feste porta via», non si porta con sé anche i problemi di chi la vita fatica a condurla e, sempre per rimanere in tema di vecchiaia e bruttezza, ma purtroppo non di bontà e simpatia, se la Befana bussa alla porta una volta l'anno, la Fame lo fa tutti i giorni. 

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

[Continua]

Ed ecco allora, in un crescendo senza fine, aprirsi, finite le feste, colle loro spese, un altro periodo, con sue spese, per cercare di rientrare nei canoni cosmetici, che la società (lei sì bulimica!) impone: “Dieta & Palestra”, sembra il grido d'arme che i novelli cavalieri della “gozzoviglia alla faccia del mondo” (dal primo al quarto compresi!) urlano, quasi fosse un novello verbo che porta la salvezza agli uomini dalla mente ottenebrata; ma non si rendono conto che sono più simili ai Cavalieri dell'Apocalisse, e che la loro è la mente ottenebrata, poiché la lucentezza è passata esclusivamente ai loro vestiti, gli involucri, dimostrandosi sempre più simili, come disse Qualcuno (Gesù Cristo o Babbo Natale, fate voi!), a dei “sepolcri imbiancati”.

Una società bulimica, dicevamo, e anche schizofrenica, se è vero che oltre agli acquisti dei giorni passati, con cifre da capogiro (fino a qualche anno fa, a dire il vero, ma ora ridimensionati non da un ritorno a un'austerità voluta, ma da una crisi subita...), si sommano quelli dei giorni a venire, per via dei “$aldi”, “$aldi”, “$aldi”, che sembra tanto una grafia errata di “$oldi”, “$oldi”, “$oldi”, dove non solo bisogna fare attenzione a non farsi appioppare le rimanenze di magazzino della stagione autunno-invernale precedente (come neanche fosse una collezione medievale!), ma si deve pregare Nostra Signora dell'Economia che nella stagione prossima non risultino essi come di qualche secolo fa.

Nell'ottica di tutto ciò, forse si può comprendere perché questa festa non abbia più il significato di una volta: la Befana portava soprattutto dolci, con cui si concludevano le feste in un finale esplosivo che non ha più senso, essendoci, come diceva già una canzone di Raffaella CARRÀ del 1970, «una Befana per settimana».

Ci sembra quindi che riecheggi la frase Quel che volete (dovunque, sempre, comunque), che per altro è anche la seconda parte del titolo della medesima commedia citata del bardo inglese.

Ma soprattutto, visto che la musica è cambiata, e l'insegnamento del Maestro stravolto, ci si chiede: come si può accettare che qualcuno scelga l'incenso quando gli viene offerto l'oro? Non ci sarebbe più religione!

O forse sì...

 

[3/3 – Fine {In tutti i sensi}]

Articolo precedente: <http://www.cvinrete.altervista.org/index.php/component/k2/item/881-la-dodicesima-notte-%E2%80%93-2a-parte-evoluzione>

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

[Continua]

Comunque la mettiamo, coll'Epifania, che una tradizione orale popolare ha corrotto in Pifania prima, da cui Bifania, per poi giungere a Befania e infine a Befana, tanto da personificarla nella vecchia strega buona (forse l'unica della letteratura!), tanto cara e una volta così attesa soprattutto dai piccini, finisce quel periodo dal sempre meno contenuto sacro e dal sempre più contenitore profano che sono le feste natalizie e le giornate a esse precedenti.

Tale processo di laicizzazione, che nel volgere di qualche decennio ha portato a far virare questo periodo dal sacro al profano, ha quasi il sapore di una “profanazione”, anche per chi non è credente, tanto che, per l'impronta quasi esclusivamente consumistica che esso ha assunto, al termine “laico” sarebbe più opportuno sostituire quello di “laido”.

Coll'ottica di una visione semplice e umile, quale quella della civiltà campagnola, come neanche nelle campagne ora si vede più, le abbuffate (e non solo di tipo alimentare!) dei giorni precedenti avevano un senso. Come i vestiti nuovi, i regali, le feste danzanti, i botti. Ma in una società dove è più facile morire per indigestione piuttosto che per fame (a meno che la scelta perversa di apparire sempre più simili a modelli umani inutili, inarrivabili e insulsi ci spinga all'anoressia), tutto questo rappresenta un vergognoso vortice che fa sprofondare verso l'inferno quell'Umanità che in nome del dio “uno e quattrino” pensa di elevarsi sempre più verso il paradiso.

L'Avvento di Gesù Bambino è diventato l'avvento di Babbo Natale! E i vari “cenoni, pranzoni & compagnoni” sono diventati sempre più occasioni autoreferenziali in cui, nel totale disinteresse o, nella migliore delle ipotesi, nella marginale attenzione rivolta a chi muore per la fame (ma non a causa dell'anoressia!), i partecipanti, crogiolandosi nell'opportunità e nella possibilità della crapula data loro dalla società, gli unici complessi di colpa che provano sono dettati dall'aumento ponderale con conseguente deleteria aumentata massa corporea, che più che per i motivi sanitari, igienici e salutistici, rappresentano un problema per quelli estetici.

[2/3 – Continua]

Articolo precedente: <http://www.cvinrete.altervista.org/index.php/component/k2/item/880-la-dodicesima-notte-%E2%80%93-1a-parte-definizione>

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Domenica, 05 Gennaio 2014 12:51

La dodicesima notte – 1.a parte: Definizione

Colla seguente notte, che per altro con tale definizione ha dato pure il nome a una commedia scritta da William SHAKESPEARE, e il successivo giorno si chiude il ciclo del Natale, se si compie il computo dalla Notte santa stessa.

La computazione del tempo natalizio, infatti, può essere effettuata a partire da date diverse, a seconda delle tradizioni. C'è chi parte dal 16 dicembre (inizio della novena di Natale), computando 21 notti/giorni; chi dal 13 (santa Lucia da SIRACUSA vergine e martire), 24 n/g; chi dall'8 (Immacolata concezione), 29 n/g; chi dal 6 (san Nicola Magno vescovo), 31 n/g; chi dall'1 (inizio del Calendario dell'Avvento), 37 n/g; e chi addirittura dalla prima domenica di Avvento, che, essendo una festa mobile, può cadere dal 27 novembre al 3 dicembre, computando da un minimo di 34 a un massimo di 40 n/g. Ne consegue che se le tradizioni divergono sulla data di inizio del computo del tempo natalizio, non è così su quella di fine.

In questo giorno la Chiesa d'Occidente celebra la commemorazione dell'Epifania, ovvero la “Manifestazione” di Gesù Cristo all'Umanità, mentre la Chiesa d'Oriente celebra la commemorazione della Teofania, ovvero l'“Apparizione della Divinità” in occasione del Battesimo del Salvatore, che le due tradizioni volevano fossero avvenute il medesimo giorno dell'anno, seppur in anni diversi, per una visione perfettamente simmetrica e speculare, che tanto si addiceva alla perfezione divina, che vedeva la coincidenza di eventi simili per significato, tanto da associarla a un'altra commemorazione legata anch'essa al medesimo concetto, il miracolo effettuato a CANA dal Signore, durante il banchetto delle famose nozze, che rappresenta l'inizio della sua vita pubblica.

Almeno così per il beato Iacopo de' FAZIO, detto I. da VARAGINE (o VORAGINE o VARAZZE) nella sua Leggenda Aurea.

[1/3 – Continua]

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Sabato, 04 Gennaio 2014 12:35

Regaliamo un sorriso. Un giocattolo a tutti

Casa Betania, istituzione attenta alle necessità di chi è economicamente svantaggiato, per il secondo anno consecutivo, ha deciso di raccogliere del materiale congruo per poterlo donare ai bimbi meno fortunati della cittadina per la solennità dell'Epifania. Per tale obiettivo, quest'anno, essa ha attuato una sinergia con Integrando.Sì, solerte associazione impegnata nell'ambito dell'integrazione.

Pertanto, in questi giorni, si potrà incontrare la Befana (o meglio, i suoi “collaboratori”) presso alcuni luoghi di vendita per questa “colletta ludica”. Chiunque si dovesse recare presso tali empori troverà dei volontari “befaneschi” che saranno ben lieti di accettare quanto si vorrà acquistare per devolverlo nel giorno “epifanico” a chi attende la vecchia rattoppata assieme a una vita migliore.

Volendo, per tale donazione, ci si può recare anche presso la struttura suddetta, al numero civico 22 di via Nicola DE CARDONA.

Sono graditi soprattutto giocattoli, ma anche libri per l'infanzia e materiale di cancelleria che permetterà, a chi attende la simpatica nonnina, di trascorrere qualche ora di spensieratezza.

E chissà se non scriveranno alla strega buona anche una letterina...

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Giovedì, 02 Gennaio 2014 23:33

Il buon anno alla città

Passeggiare il primo dell'anno nella propria città è un modo per ripercorrere per l'ennesima volta il medesimo tratto, cercando di vederlo cogli occhi rinnovati dalla speranza dell'anno nuovo.

E come tante altre volte, anche il primo di questo anno, tanti si saranno prodotti in questo incontro con essa.

Ma questo appuntamento, spensierato e speranzoso al contempo, ha evidenziato a tutti la scarsa sensibilità di molti cittadini che continuano a stuprarla, questa volta addirittura con vergognosi cumuli di spazzatura ai margini delle sue arterie, segno di allegre feste vissute ma di altrettanto non vissuta coscienziosità civica...

Se non si comprendono le responsabilità che ciascuno di noi ha nei confronti della collettività, si può mai pretendere il miglioramento della stessa?

Un buon anno inizia anche da queste piccole grandi cose!

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Mercoledì, 25 Dicembre 2013 12:06

Da Betlemme a Betania

Oggi, 25 dicembre, è Natale! Un evento che avvenne in una sperduta località dell'oriente mediterraneo, lontana dai fasti imperiali, di nome BETLEMME, il cui significato è “Casa del Pane” (in ebraico בֵּיִת לֶחֶם, [Beit Lehem]) o “Casa della Carne” (in arabo بَيْتِ لَحْمٍ, [Bayt(i) Laḥm(in)]), dove, in una situazione di estrema, ma dignitosa, indigenza nacque il Re dei re, Regnante sui regnanti.

Natale viene una volta l'anno, e c'era chi, come Lucio DALLA, annunciava che in quello seguente ci sarebbe stato tre volte e festa tutto il giorno e oltre alla luce anche da mangiare tutto l'anno e che ogni Cristo sarebbe sceso dalla croce...

Ma ci sono dei posti in cui Natale avviene tutti i giorni, senza però che ci sia niente da festeggiare, se non il miracolo quotidiano dell'esistenza. Sono quei posti in cui il Bambinello appare nelle forme più degradate dell'Umanità, proprio come quando nacque, e batte alla porta del cuore di ciascuno, colla speranza anche solo di avere un posto caldo in cui rifugiarsi, un pasto caldo con cui rifocillarsi e una parola calda con cui ritemprarsi, colla promessa che ciò che si sarebbe fatto al più piccolo dei fratelli lo si sarebbe fatto al più Grande degli uomini!

Uno di questi luoghi è Casa BETANIA, che nel centro della città, e senza strillare, quotidianamente serve chi nel silenzio vive e a volte muore pure. Quegli invisibili che una cometa, qualche millennio fa, ha reso primi nella speranza...

È essa una casa che reca nel nome quello di una località, anch'essa sperduta, che porta impresso nei secoli il segno dell'ospitalità e il cui etimo è sempre riconducibile al significato di “casa”, donandole ancor di più quel valore di accoglienza che tale parola ha.

È essa un luogo in cui l'ospitalità si fa concreta, e il miracolo della speranza nuova si fonde a essa: il pane e la carne sono quel pasto quotidiano garantito a chi il mondo non ha concesso molto. Il tutto condito con quell'Amore che, più che sapore, dà senso alla vita. Per chi lo riceve, ma soprattutto per chi lo dona.

Ed è per questo che, consapevole che Cristo continuerà ancora a rimanere in croce, sicuro di interpretare anche i voti augurali di tutta la squadra di CV in Rete, insieme con codesti ultimi e i loro silenti servitori, uomini (ma soprattutto donne) di buona volontà, disponibili emuli novelli dell'antico buon samaritano, irradio, tramite questo canale, gli auguri di buone feste a tutti i lettori.

È Natale 

È Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.

È Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.

È Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.

È Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.

È Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.

È Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

(Madre Teresa di CALCUTTA)


Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

 COMUNICATO STAMPA

Con il desiderio di regalare sempre più a bambini, affetti da neuroblastoma, la speranza di crescere, correre, giocare e vivere.

Per questo motivo ancora una volta lo Sport si spende, senza mezze misure e tentennamenti, per raccogliere più fondi possibili da destinare, in beneficenza, alla ricerca oncologica pediatrica e per sconfiggere una patologia che causa la morte in età prescolare.

Lo fa nel capoluogo del Pollino sabato 21 dicembre, allo Stadio comunale “Mimmo Rende”, attraverso la sua capacità di coinvolgere e mettere in relazione, grazie all’Associazione Italiana onlus per la lotta al Neuroblastoma che promuove, in occasione del ventesimo compleanno dell’organismo provinciale, l’evento con una manifestazione di calcio interforze, patrocinato dall’Amministrazione comunale – Assessorato allo Sport, a cui partecipano la Polizia di Stato, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia Penitenziaria, il Corpo Forestale dello Stato e l’Esercito Italiano.

“Donare il proprio contributo per questa urgenza sociale – affermano i promotori invitando i cittadini al Campo – è importante se si vuole contribuire a riaccendere la speranza negli occhi innocenti dei bambini e delle loro famiglie.”

“È con questo spirito – aggiunge il Vice Sindaco, Carlo Sangineti – che partecipiamo, convinti che iniziative di condivisione di tal genere, per il bene e la qualità della vita, sono fondamentali per quella crescita che auspichiamo per tutti e che non può prescindere dalla salute e dalla capacità di fare rete. Un impegno che aiuta a creare vera solidarietà.”


L’Ufficio stampa del Comune di Castrovillari

(g.br.)

Per maggiori informazioni, consultare il sito ufficiale dell'Associazione italiana per la Lotta al neuroblastoma: <http://www.neuroblastoma.org/>.

Lunedì, 09 Dicembre 2013 22:02

Riapertura al culto della “Cattedrale”

Ieri, domenica 8 dicembre 2013, alle ore 17:00, dopo sei anni circa di chiusura per i lavori di restauro, ristrutturazione e completamento, la comunità cittadina tutta, e in particolar modo quella dei fedeli cristiani cattolici di rito latino, ha potuto, dopo numerosi rinvii, finalmente avere restituita la chiesa più grande della città: la parrocchiale dei Sacri Cuori, comunemente appellata “Cattedrale”.

Alla presenza di un popolo festante e in trepidante attesa dell'evento e delle autorità civili e militari, l'ordinario della nostra diocesi provvedeva, durante la celebrazione della messa festiva pomeridiana, alla cerimonia prescritta dal Codice di diritto canonico per la dedicazione del nuovo altare.

Per descrivere a pieno l'evento, si riporta per intero il decreto episcopale, letto dal presule e consegnato al parroco dopo averlo entrambi vergato insieme col vicario generale davanti ai fedeli tutti.

Per Grazia di Dio e della Sede Apostolica

Vescovo

di

Cassano all'Jonio

 

Prot. n...

 

Oggi, otto dicembre dell'anno del Signore 2013, durante la celebrazione della santa Messa nella Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, io sottoscritto Mons. Nunzio Galantino, Vescovo di Cassano all'Jonio, alla presenza del clero diocesano e del popolo

 

ho dedicato

l'altare della chiesa parrocchiale

dei Sacri Cuori

in Castrovillari (CS).

 

Durante la celebrazione, come richiesto dal rito di dedicazione, ho collocato nel sepolcro opportunamente preparato le reliquie di San Biagio, Vescovo e Martire, patrono della diocesi, di Santa Agnese vergine e martire, di San Vincenzo Ferreri, religioso e del Beato Domenico Lentini, sacerdote di Lauria (PZ).

Il presente atto, oltre ad essere collocato nel sepolcro insieme alle reliquie, sarà conservato nell'archivio della chiesa parrocchiale dei Sacri Cuori e in quello della Curia vescovile.

Cassano all'Ionio, 8 dicembre 2013

Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

 

+ Nunzio Galantino

Vescovo

 

Il Vicario generale

Mons. Franco Oliva

 

Il parroco

Sac. Carmine Francesco De Franco


Inoltre, per eternare l'evento, è stata posta all'ingresso di «questa monumentale realtà, situata nel cuore della Città di CASTROVILLARI», di «questo mastodontico tempio», come è stato definito dal parroco stesso l'edificio nel suo intervento, una lapide su cui è incisa succintamente la storia e che di seguito è riportata nella sua interezza. 

DIOCESI DI CASSANO ALL'JONIO

Parrocchia Sacri Cuori

CASTROVILLARI

 

Il Cardinale

FEDERICO TEDESCHINI

Il 22 giugno 1954 pose la prima pietra

per la realizzazione del complesso parrocchiale dei Sacri Cuori

ardentemente desiderato da

Mons. Raffaele Barbieri.

Vescovo della Diocesi di Cassano all'Jonio.

I lavori ebbero inizio il 20 giugno 1957.

I lavori di completamento, finanziati con

decreto del 22 gennaio 2008 a firma del

Card. Angelo Bagnasco,

presidente della C.E.I.

iniziarono il 28 settembre 2008

 

Iniziata dai predecessori, Don Carmine Francesco De Franco

ha portato a termine la monumentale opera

inaugurata e riaperta al pubblico l'otto dicembre del 2013 da

Mons. Nunzio Galantino

Vescovo di Cassano all'Jonio.

 

AD PERPETUAM REI MEMORIAM

A.D. MMXIII

Deo gratias!

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Domenica, 08 Dicembre 2013 22:33

San Nicola Magno e la Tradizione – 4.a parte

[Continua]

Ma ci viene spontaneo chiederci: fino a quando si godrà di questa indipendenza culturale, prima di essere fagocitati nel grande calderone global-mondializzatore di stampo prettamente angloamericano?

Allora ci viene ulteriormente spontaneo chiederci se oltre alla visione senz'altro conservatrice, inutilmente protesa alla preservazione antistorica delle proprie tradizioni e alla preclusione di qualsiasi integrazione, vista come una inutile, superflua e nociva contaminazione, e alla visione senza dubbio innovatrice, pericolosamente rivolta a un'acritica accettazione delle culture altrui, non ci sia da considerare l'opportunità di accogliere, integrare, metabolizzare e rielaborare elementi provenienti anche da altre realtà.

Tutto ciò in modo da compiere nella nostra Tradizione quell'iniezione di linfa vitale che le permetta non già di sopravvivere, ma, anzi, di vivere nello splendido percorso che ogni Tradizione ha il diritto e il dovere di effettuare, affinché, traendo spunto dal passato, non le sia precluso il futuro.

[4/4 − Fine]

Articolo precedente: <http://www.cvinrete.altervista.org/index.php/component/k2/item/819-san-nicola-magno-e-la-tradizione-%E2%80%93-3a-parte>

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

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