Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Semper adamas

«La mia gente non ha paura di nulla, nemmeno delle parole»
(Gabriele d'ANNUNZIO, principe di Montenevoso)

«Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»
(Filippo Tommaso MARINETTI, Manifesto del Futurismo, in «Le Figaro», PARIGI, 20 febbraio 1909)

Vi Veri Veniversum Vivus Vici

Martedì, 15 Aprile 2014 12:42

Il beato Pietro Cathin

Non tutti sanno che CASTROVILLARI annovera ben quattro protettori: santa Maria del Castello (definita “prima e principalissima patrona, verso cui vi è una venerazione particolare, al punto che i suoi festeggiamenti si protraggono per quattro giorni), san Giuliano di TOURS vescovo (patrono ufficiale, tanto che il giorno festivo patronale è proprio il suo, visto che il giorno dedicato alla precedente, essendo il 1.o maggio, è già na festa civile), san Francesco di PAOLA (la devozione al quale è piuttosto endemica nel Meridione) e il beato Pietro CATHIN. A dire il vero da qualche parte, una volta, lessi che vi sarebbe da includere anche il Santissimo Sacramento (anch'esso, a quanto pare, piuttosto dimenticato), per cui il numero corretto sarebbe, in realtà, cinque.

Ritornando al nostro, ne sentii parlare per la prima volta da mio padre, che mi riportava come il padre a sua volta rivelasse una particolare attenzione per questa figura, che a quanto pare col tempo era venuta a scemare. Piano piano accrebbi la sua conoscenza, ma sempre in modo frammentario. E mai fu soddisfatto il mio desiderio di conoscere il suo dies natalis (ovvero il giorno della nascita al Cielo), o quella della sua memoria (ovvero quello della sua festa). Almeno fin quando non mi imbattei in uno scritto, breve ma piuttosto complesso e ricco di particolari, direi anche abbastanza esaustivo, che mi arrestò nel tentativo di ricerca di altri che volevo fare col precipuo intento di compierne una collazione che avrei gradito effettuare proprio per questa circostanza, e che, a dire il vero, ho ritenuto superflua, al punto che ho deciso di pubblicarlo integralmente, integrandolo, solo lì dove ho ritenuto appropriato, con un mio intervento, tramite note esplicative.

A tutti i cittadini coll'augurio di buona lettura anche quello di una buona commemorazione del nostro illustre ma un po' dimenticato concittadino e la speranza che chi di dovere sia in grado di far sì che possa divenire più conosciuto!

Il 15 aprile 2014 ricorre il 750.o anniversario della morte del frate Pietro Catin [l'autore lo riporta con questa grafia, invece che Cathin come è più spesso riportato, N.d.R.], compagno e discepolo di S. Francesco d'Assisi, fondatore (1221) in Castrovillari del primo convento francescano [da cui l'appellativo di Protoconvento, N.d.R.] di Calabria, assassinato nel rione Giudeca [o Giudecca, N.d.R.], per ordine del potente ebreo Parrasio mediante imposizione sul capo [a mo' di elmo, come altri sottolineano, N.d.R.] di un tripode arroventato, perché reo di aver tentato la conversione della moglie al cristianesimo. Seppellito di nascosto nella vallata del Fiumicello, 'nd 'i cann'i Fivuli [le modalità di resa grafica del dialetto non sono mai state ufficializzate; qualcun altro avrebbe reso questa frase nel modo seguente: 'nt' 'i cann' 'i Fivuli, N.d.R.], luogo sperduto e difficilmente accessibile, il suo cadavere venne ritrovato grazie a eventi prodigiosi. La reliquia, contesa tra i cleri delle parrocchie di S. Maria del Castello, S. Giacomo della Civita, S. Pietro la Cattolica, S. Giuliano, fu assegnata al convento di appartenenza e tumulata in un'area di pietra in apposita cappella, poi meta continua di pellegrini provenienti da ogni parte di Calabria e di Basilicata. Egli, per i suoi numerosi miracoli, fu proclamato Beato a furor di popolo e dichiarato Protettore della Città unitamente alla Madonna del Castello e a S. Giuliano [l'autore non cita il Paolano sicuramente perché solo in un secondo momento egli fu dichiarato tale, anche perché vissuto posteriormente, N.d.R.], con solenne celebrazione annuale della sua festa coincidente con l'Ottava di Pasqua [ovvero la domenica successiva a quella di Pasqua, detta seconda domenica di Pasqua o, un tempo, in albis (depositis), N.d.R.]. Il suo culto, durato oltre cinque secoli e mezzo, ebbe termine a causa della confisca del convento (1806) [altri 1809, N.d.R.] da parte dei soldati napoleonici, invasori del Regno di Napoli. I monaci, per timore della profanazione del corpo, lo nascosero in un luogo così segreto che mai più fu ritrovato. I castrovillaresi elaborarono una parmidia (racconto popolare) andata però dispersa attorno agli anni '40 del secolo scorso ma fedelmente ricostruita in versi dialettali di una poetessa [non citata, N.d.R.], mentre una pittrice [anch'essa non citata, N.d.R.ne ha ritratto la storia in un dipinto donato alla Chiesa della SS. Trinità ove tuttora trovasi esposto. Pur essendo apprezzabile il gesto compiuto dall'A.C. [Amministrazione comunale, N.D.R.] di Castrovillari, che, con un'apposita delibera ha intitolato il restaurato ex Protoconvento al Beato Pietro Catin [della Marca anconetana di Sant'Andrea o di Sant'Andrea della Marca anconetana, come appare in diverse citazioni, N.d.R.], esso da solo non basta  a trasmettere alle future generazioni completa e degna memoria della sua vicenda. Sarebbe per ciò opportuno che il Comune, tramite l'Assessorato alla Cultura, pubblicasse e diffondesse quel libretto (formato 16 × 22, pagg. 48), già pronto per la stampa, contente la storia e la rassegna dei miracoli del frate che uno scrittore locale ha gratuitamente offerto alle autorità municipali della sua Città, adoperandosi allo stesso tempo perché la sua statua lignea (ora nei corridoi del convento annesso alla Chiesa di S. Francesco di Paola), faccia ritorno alla sede originaria per essere sistemata nella sala del Presepe permanente. Sarebbe auspicabile inoltre che l'Ordinario diocesano desse seguito alla causa di canonizzazione ufficiale del Beato [qui l'autore non fa capire se è suo intento che sia canonizzato, cosa che può avvenire solo dopo la beatificazione, che per il momento è avvenuta come detto solo “a furor di popolo”, oppure voglia dire che il titolo di beato, avuto appunto “a furor di popolo”, divenga ufficiale, nel qual caso è opportuno parlare di causa di beatificazione, N.d.R.], che, pur incluso nel Martirologio dell'Ordine francescano, non lo è ancora in quello della Chiesa universale. A riguardo va detto che i suoi miracoli, sempre attestati in atti ufficiali da vari notai e regie autorità, trascritti dapprima in un libretto di carta pergamena e poi anche nella Platea del Convento [ovvero l'inventario, detto anche “stellone” oppure “cabreo”, N.d.R.], vennero autenticati dal notaio Persio Rizzo di Terranova (1573-1605), quindi spediti (1680) a Roma presso la Casa Generalizia dell'Ordine dei Minori, dove tuttora dovrebbero trovarsi.

Antonio SITONGIA, CASTROVILLARI 1264-2014  750.o anniversario del beato Pietro, in «Apollinea  Rivista bimestrale del territorio del Parco nazionale del Pollino», CASTROVILLARI, a. XVII, n. 6 novembre-dicembre 2013, p. 4

Purtroppo nessuno ha previsto per la data odierna degna celebrazione! Che avverrà per l'Ottava di Pasqua (quest'anno il 27 p.v.)? Il beato Pietro CATHIN e i fedeli (e cittadini) tutti, sfiduciati, attendono...

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

 

− COMUNICATO STAMPA −
 
Nicola Fiorita riconfermato presidente di Slow Food Calabria
Il Parco Peppino Impastato di Lamezia Terme ha ospitato il congresso regionale alla presenza dei trenta delegati provenienti dalle dieci condotte territoriali
 
«Vogliamo aiutare la Calabria a segnare il passo nella sfida educativa dei territori sapendo che è necessario riappropriarsi della propria identità passando anche per la tavola, puntando sulla potenzialità di una terra che ha ancora inespresse tante ricchezze del gusto. Ma vogliamo anche aiutare la nostra terra a ritrovare la gioia attraverso il cibo». Nicola Fiorita, riconfermato alla guida di Slow Food Calabria, parla così davanti ai trenta delegati in rappresentanza delle dieci condotte regionali del sodalizio nazionale a Lamezia Terme in occasione del congresso regionale. Insieme a lui presso il Parco "Peppino Impastato" nel giorno del Congresso regionale di Slow Food Calabria è stato rinnovato anche il gruppo dirigente che vedrà, per i prossimi quattro anni, Fiorita in qualità di presidente regionale, ed il comitato esecutivo composto da Francesco Surace (segretario), Luigi Monaco, Virginia Aloi e Antonio Blandi.
 
Nel prossimo mandato il cammino da tracciare passa da sette punti programmatici che tengano conto della «costruzione di reti utili alla diffusione ed alla conoscenza delle produzioni di qualità presenti in Regione, la ricchezza qualitativa e quantitativa, gli enormi progressi compiuti in settori come quello dell’olio e del vino. Dall’altro lato occorre denunciare e neutralizzare le numerose truffe che si nascondo dietro la commercializzazione di prodotti falsamente tipici, la cui distribuzione appanna la credibilità del nostra Regione e compromette ogni serio intento di valorizzazione». La Legalità, con la particolare relazione intessuta a livello regionale con l'associazione Libera, sarà uno di quei temi che serviranno per «contaminare - ha continuato - l'associazione a livello nazionale» nel corso della nuova fase programmatica che coinvolgerà Slow Food dopo il congresso nazionale previsto dal 9 all'11 maggio Riva del Garda, in Trentino, alla presenza di 750 delegati da tutte le regioni d'Italia. 
 
Il Congresso regionale - che ha visto la presenza anche del Sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, e di Lorenzo Berlendis (in rappresentanza della Lista 1 che vede candidato alla presidenza nazionale di Slow Food, Gaetano Pascale) e Francesco Mele (in rappresentanza della Lista 2 che vede candidato alla presidenza nazionale di Slow Food, Cinzia Scaffidi) - ha anche annunciato la volontà di far nascere la rete giovani di Slow Food Calabria che sarà affidata a Luigi Monaco. Nel corso del confronto partecipato dai trenta delegati regionali appartenenti alle dieci condotte territoriali di Slow Food in Calabria si è esaminato la realtà associativa della regione, sempre più visibile e riconoscibile e che fa registrare in termini percentuali il più alto numero di nuovi iscritti in Italia, e discusso i temi proposti dal Consiglio nazionale per il prossimo Congresso di Slow Food Italia, eleggendo i delegati che in quella sede rappresenteranno la Calabria. 
 
Approvato inoltre il programma che definisce le attività e le priorità di Slow Food Calabria nei prossimi quattro anni. Al centro della scena la tutela della biodiversità, coniugando “gusto” con “giusto” e puntando al rilancio di produzioni etiche e sane. E poi c’è la necessità di puntare sul territorio, che unisce montagna e mare, tutelando e valorizzando gli ecosistemi regionali. 
 
Ma nel nuovo quadriennio il comitato regionale ha puntato anche molta attenzione allo sviluppo delle aree interne, seguendo il filo conduttore del progetto nazionale sugli Appennini, coniugando la difesa della biodiversità allo sviluppo ecosostenibile. Ripartire dagli uomini e dalle donne che abitano le zone interne della regione sarà la sfida culturale che aiuterà a far vivere la Calabria come terra di viaggi, cambi, paesaggi, buone pratiche, focalizzando l’attenzione sui borghi antichi custodi della ricchezza identitaria delle popolazioni. 
 
«La Calabria ha tante storie interessanti da raccontare - ha concluso Nicola Fiorita, presidente di Slow Food Calabria - che bisogna far conoscere per promuovere la grande ricchezza che abbiamo. Saremo credibili se quello che diciamo riconduce a prodotti credibili che raccontano la nostra terra attraverso le storie di produttori appassionati ed amanti come noi del buono, giusto e pulito».
 
AVI Communication

Giovedì 10 aprile 2014, alle ore 20:00, presso i locali dell'agriturismo “Raganello” di CIVITA/ÇIFTI, ha avuto luogo la serata durante la quale si è svolta la cerimonia di consegna dei diplomi che certificano il superamento dell'esame finale, avvenuto nelle sessioni del 22 e 23 marzo uu.ss., del corso teorico-pratico di Escursionismo di Base, patrocinato dal Coordinamento “Formazione nazionale” dell'Associazione italiana Guide ambientali ed escursionistiche (AIGAE) e organizzato da Iris ONLUS, società cooperativa sociale di CIVITA/ÇIFTI.

Tale ciclo di lezioni, consistente di 32 ore, si è tenuto, per la parte teorica, presso i locali dell'Ufficio di Promozione turistica del Comune di SARACENA, sito all'interno dell'edificio della biblioteca civica locale, nei giovedì da gennaio a marzo del corrente anno, ovvero presso la sede del Gruppo archeologico del Pollino, sito all'interno del Protoconvento francescano “Beato Pietro CATHIN” di CASTROVILLARI, nei venerdì del medesimo periodo, e per la parte pratica, lungo vari sentieri della catena del Dolcedorme, sia del versane calabrese, che di quello lucano, dove gli iscritti delle due sedi si sono prodotti in uscite congiunte.

A istruire gli iscritti, tra cui anche dei veterani dell'escursionismo, Silvio CARRIERI, guida ambientale ed escursionistica e formatore associato all'ente patrocinatore, nonché guida ecomuseale e responsabile dei servizi educativi e turismo sociale dell'ente organizzatore, inoltre responsabile del Centro di Esperienza per l'Educazione ambientale (CEA) Pollino − Calabria,  interprete ed educatore ambientale e guida ufficiale del Parco nazionale del Pollino.

Il piano di studi ha seguito la didattica “Walking Group Leader Training (WGLT)”, ovvero “Formazione delle Guide di Gruppi di escursione” che (come indicato dal sito nazionale <http://www.aigae.org/>), è «il percorso per livelli che, porta a un passo da... diventare Guida ambientale escursionistica», di cui rappresenta il 1.o livello, e il cui esame (come riportato dal verso degli attestati) «ha verificato le competenze acquisite dagli allievi sui seguenti argomenti:
1. abbigliamento, attrezzatura e calzature;
2. allenamento, alimentazione, respirazione;
3. organizzazione della cassetta di primo soccorso e della farmacia;
4. lettura e interpretazione della carta topografica (nozioni di base);
5. metodologia di progettazione di un'escursione con carta topografica;
6. orientamento con carta e bussola (nozioni di base);
7. prevenzione dei pericoli della pratica escursionistica;
8. allerta dei soccorsi;
9. comportamenti ecosostenibili.»,
attestando «che gli esaminati hanno appreso la metodologia di progettazione di un'escursione adatta alle proprie capacità, con esclusione della stagione invernale, o terreni comunque innevati, a sapersi orientare con carta e bussola in aree sufficientemente infrastrutturate per la pratica escursionistica, ad alimentarsi, allenarsi, attrezzarsi e vestirsi in modo corretto, a chiamare correttamente soccorso in caso di incidente e a relazionarsi in modo efficace con i soccorritori, essendo, inoltre, informati sui comportamenti atti a rendere la propria pratica escursionistica sostenibile per l'ambiente di esercizio».

La serata, che è avvenuta alla presenza di Domenico GIOIA, coordinatore regionale dell'AIGAE, da FRASCINETO/FRASNITA, concludendosi colla consegna dei diplomi da parte del docente e di Sara CRIVELLA, da GUARDIA PIEMONTESE/LA GÀRDIA, anch'ella guida ambientale escursionistica e formatrice associata all'AIGAE, che lo ha affiancato come esaminatrice nelle due giornate di verifica, si è svolta all'insegna dell'informalità e della convivialità in un luogo, di proprietà di una stessa corsista, che meglio di altri, per la sua vocazione di vincolo al territorio, ha sottolineato anche il legame di tutti i partecipanti con questo e il loro desiderio di viverlo proprio secondo le modalità ispiratrici il corso.

A ricevere, per altro primi in Calabria e tra i primi in Italia, l'attestato (in ordine di consegna e di numero di matricola e con tra parentesi il comune di provenienza):
1. Lorenzo LA VITOLA (CASTROVILLARI);
2. Eliana DE SALVO (CERCHIARA DI CALABRIA);
3. Tonino BONANATA (SANGINETO);
4. Francesco LANCIANO (CASSANO ALL'IONIO);
5. Kethryn BRINDISI (SPEZZANO ALBANESE/SPIXANA);
6. Maria PIRRONE (CIVITA/ÇIFTI);
7. Rosa FRANCOMANO (CIVITA/ÇIFTI);
8. Caterina CIRIGLIANO (SARACENA);
9. Giovanni DE MARCO (CASTROVILLARI);
10. Carla PRIMAVERA (CASTROVILLARI);
11. Roberto FITTIPALDI (CASTROVILLARI);
12. Pietro D'AGOSTINO (CASTROVILLARI);
13. Andrea VACCHIANO (CASTROVILLARI);
14. Gianfranco LONGO (CASTROVILLARI).

L'organizzazione patrocinatrice, come esposto proprio sulla pagina iniziale del sito del Coordinamento dell'AIGAE della regione Calabria <http://www.calabriaguide.org/>, «è l'unica Associazione di categoria, nel nostro Paese, che rappresenta chi per professione accompagna in Natura i propri clienti, illustrando loro le caratteristiche ambientali e culturali dell’area visitata. Ad AIGAE fanno riferimento tanto le Guide Escursionistiche Ambientali che si occupano di Ecoturismo, che gli operatori di Educazione Ambientale che operano come liberi professionisti o nelle maggiori aziende italiane impegnate nella promozione del turismo sostenibile e della didattica ambientale».

Mentre quella organizzatrice, anche in questo caso come esposto sulla pagina relativa <http://uidu.org/nonprofits/1062-iris-soc-coop-onlus>, dichiara come sua missione sociale «turismo sociale, culturale ed ambientale», avendo come aree di intervento «Turismo sociale; Tutela beni, tradizioni, culture; Ambiente; Educazione, formazione; Disabilità; Povertà e gravi marginalità».

Dopo questo corso certificato, primo in Calabria, e tra i primi in Italia, ne sono in programma, nella nostra regione, altri quattro che si terranno, tutti nella nostra provincia, a LORICA DI PEDACE, a CORIGLIANO CALABRO, a CETRARO e a COSENZA.

Per maggiori informazioni riguardo la programmazione di ogni evento, di formazione, escursione o quant'altro, si rinvia comunque ai siti nazionale e regionale citati, oltre che alle pagina FB <https://www.facebook.com/pages/Aigae-Associazione-Italiana-Guide-Ambientali-ed-Escursionistiche/271016573019790?fref=ts>.

I neopatentati, che per la loro provenienza rappresentano un'area anche piuttosto vasta, e che si sono trovati particolarmente avvinti da questa esperienza dimostrando di creare un gruppo eccezionalmente affiatato, ora accederanno al programma (che consta di 9 uscite) preparativo per l'iscrizione al livello intermedio, che si terrà dopo le vacanze estive.

A tutti loro, l'augurio di giungere a sempre più alte vette!

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

− COMUNICATO STAMPA −

Salviamo il Dialetto e le Lingue di minoranza dalla scomparsa. Guardiamo alla nostra Lingua madre, non con nostalgia, ma come un prezioso patrimonio culturale, memoria del passato e consapevolezza del presente, da valorizzare.

Questo l'intento del Terzo Festival del Dialetto e Lingue minoritarie di Calabria, ideato dal Centro d’Arte e Cultura “26”, diretto dall’Antropologa Maria Zanoni e organizzato tramite il portale www.arte26.it con il Patrocinio del Ministero Beni, Attività Culturali e Turismo - Soprintendenza B.S.A.E. Calabria, Regione Calabria, Provincia di Cosenza, Comune di Castrovillari e Parco Nazionale del Pollino.

La cerimonia di consegna dei Premi, svoltasi al Teatro Sybaris di Castrovillari, è stata seguita da un numeroso e attento pubblico, giunto da vari paesi della regione, tra cui una rappresentanza occitana, in costume di Guardia Piemontese. Un gruppo di alunni dell'Istituto Comprensivo "Cistaro" guardiolo ha dato prova dell'impegno profuso nello studio della loro Lingua minoritaria, cantando l'inno occitano, che ha suscitato emozioni nei presenti.

La prof.ssa Zanoni, coordinatrice dell'evento, nel suo breve intervento introduttivo, ha affermato: "Occorre salvare i dialetti come patrimonio culturale, in una visione tra recupero delle tradizioni e letture antropologiche. La conoscenza dei dialetti è cosa ben diversa dalla tutela di etnie o lingue minoritarie. Tuttavia, è necessario ripensare alla cultura dei dialetti, non solo attraverso una chiave di lettura antropologica, ma anche attraverso un percorso giuridico, che ponga le basi per una vera e propria legge di tutela degli stessi, che non sia la stessa che tuteli le cosiddette lingue minoritarie (che andrebbe ripensata e rimodulata in molti aspetti).

I dialetti appartengono alla cultura italiana; sono dentro la storia della Nazione e hanno fatto la lingua italiana; anche se Italiano e dialetto hanno un diverso ruolo socio-linguistico. Il dialetto, con pari dignità delle lingue di minoranza, è l'espressione dell'identità territoriale e delle radici storiche del territorio stesso; pertanto, va conosciuto, valorizzato e tutelato, come bene culturale, come risorsa. In questa direzione va il Festival del dialetto calabrese".

Dopo gli interventi istituzionali, sono stati premiati i vincitori del Concorso Letterario e Fotografico internazionale dal tema “Il Dialetto tra Antropologia e Letteratura, oltre le Lingue di minoranza”.

Antonio Natale ha ottenuto il primo premio, per la prosa “Nott'i Natali”, in dialetto di Francavilla M.ma (CS); Marianna Affortunato ha ricevuto il secondo premio, per la prosa “Re di sett^ jinghi e Re di sett^ vacche” (Russumilella) in dialetto di Castrovillari. Il terzo Premio è stato aggiudicato a Francesco Leone di Rovigo, per la poesia “Mi scordài d’amare” in Dialetto di Marcellinara (CZ), suo paese natìo.

Premio per la sezione lingue minoritarie a: Maria Francesca Bruno di Guardia Piemontese, per la poesia “Filastròc dal pays meu” in Lingua Occitana.

Giovanni De Marco, di Castrovillari, con l’opera “a canceddùzza” ha ottenuto il Primo Premio del Concorso Fotografico. Sono stati, inoltre segnalati: Benedetta Scarpino di Corigliano, per la foto “a lùcia ‘ntru scuru” e Pedro Lopez, di Madrid, per la fotografia “u furnu ‘i Verbicaro”.

Il riconoscimento al merito per il lavoro di ricerca sul dialetto di Castrovillari, tramite l'espressione teatrale, è andato a Mena Filpo, che a conclusione della serata, insieme al gruppo teatrale amatoriale, da lei fondato, "i Pirrupàini", ha rappresentato la farsa “M’è arrivata ‘na littira”, molto apprezzata e applaudita.

Uff. stampa del Festival del Dialetto

− COMUNICATO STAMPA −

Tra “arte ed arte”. La mostra personale di pittura e scultura di Fabio Maestripieri intitolata “Gli Alberi Bianchi”, verrà inaugurata nella sala museale del Castello aragonese di Castrovillari sabato 12 aprile, alle ore 17,30 e sarà visitabile fino al 4 maggio.

L’iniziativa, promossa dalle associazioni “Club Artisti Riuniti” di Morano calabro, “Sifeum” e “Mystica Calabria” di Castrovillari, si avvale dei patrocini dell’Amministrazione Lo Polito e dell’Ente Parco nazionale del Pollino.

Nella serata dell’inaugurazione sarà presente il docente di Storia dell’arte nei Licei, Mario Vicino, che illustrerà l’opera.

Questa esprime l’attenzione su ciò che caratterizza di più il paesaggio del Pollino tra luoghi tipici e dove, in quelli impervi, vetta il pino loricato, magnifico albero bianco con forme scultoree , a dir poco suggestive.

L’esposizione di Maestripieri ribadisce, ancora una volta, come la natura, da sempre, è fonte d’ispirazione per l’arte, “essendo essa stessa- come afferma l’autore - Arte”.

“Un’altra occasione - dichiara il Sindaco Lo Polito - che dimostra come l’elemento culturale può supportare la specificità di un Territorio e come , in sinergia, ogni elemento, tra esistente, capacità e risorse, è patrimonio di un comprensorio che partecipa al proprio sviluppo integrato. Maestripieri è un altro <portavoce> interessante – sottolinea Lo Polito - di questa adesione condivisa per la crescita dell’esistente e senza prescindere dalle specificità che lo connotano.”

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari

(g.br.)

Dal Tirreno al Pollino seduti comodamente a tavola. "Il Portico" per la seconda tappa del "Viaggio nel gusto" propone martedì 8 aprile 2014 un tour identitario tra i sapori che da Santa Maria del Cedro a Morano, passando per Acri e Saracena disegnano una mappa del buono di grande qualità. L'agrume identitario della Riviera dei Cedri - trasformato in prelibate confetture dall'azienda "Officine dei Cedri" di Santa Maria del Cedro, guidata da Salvatore Mandato ed i suoi figli - il suino nero di Calabria dell'azienda "Romano" di Acri, il formaggio stagionato dei "Dolci Pascoli" di Morano Calabro, accompagnati dal carattere strutturato dei vini made in Saracena di "Feudo dei Sanseverino" dei fratelli Bisconte insieme al profumo intenso del Tartufo del Pollino compongono l'ensemble di gusto proposto a quanti parteciparanno alla seconda tappa di questo viaggio tra i sapori della Calabria. 
 
La scelta convinta di Ernesto Loiacono e del suo staff è quella di far diventare "Il Portico" di Castrovillari un luogo privilegiato dove poter conoscere, mangiando, la variegata eccellenza che esprime il territorio, dialogare con i produttori, approfondire la realtà delle aziende che scelgono di raccontare il terrorir con le loro ricchezze enogastronomiche. 
 
Il giovanissimo chef di Civita, Celestino Mauro, proporrà agli ospiti di questa seconda tappa del gusto un menù che contempla un antipasto con il salumi di suino nero dell'Azienda "Romano" di Acri ed i formaggi dell'azienda bio "Dolci pascoli" di Morano Calabro. Come primo un piatto di ravioli di castagna farciti al suino nero in salsa con Tartufo del Pollino, prima del maialino nero servito - per secondo - su fonduta di caciocavallo Silano Dop e radicchio croccante con mela caramellata al sapore di burro. Un biancomangiare arricchito dalle marmellate dell'azienda "Officine del Cedro" di Santa Maria del Cedro chiude la cena accompagnata dai vini "Donna Marianna" e "Lacrima Nera" della cantina saracenara "Feudo dei Sanseverino". Prezzo 30€ a persona. Per prenotazioni telefonare al 349.7590822.
 
[ AVI Communication ]

− COMUNICATO STAMPA −

Giovedì 10 aprile, alle 21,00, appuntamento da non perdere con la XV Stagione Teatrale comunale. Va in scena al teatro Sybaris “Requiem for Pinocchio­ - Non desiderare il naso d’altri” de LeVieDelFool, di e con Simone Perinelli, con un estratto di “Emporium” di Marco Onofrio. La rassegna, fortemente voluta dalla locale amministrazione guidata dal sindaco Mimmo Lo Polito, sta offrendo al suo pubblico un cartellone variegato di appuntamenti, puntando soprattutto l’attenzione su temi di carattere sociale e legati all’attualità, in un’autorevole partitura di visioni e di sguardi teatrali che coniuga il piacere dello spettacolo con la contemporaneità. “Requiem for Pinocchio”, sesto spettacolo in cartellone, è un monologo attuale e visionario che prende spunto dalla favola collodiana per rappresentare il dramma di Pinocchio trasformato da burattino  in  essere umano  e costretto  a sopravvivere nel mondo reale. Vincitore del “Premio Anteprima” 2012 e  del  “Premio Bianco e Nero” della Civica Accademia di Arte Drammatica Nico Pepe. Quello di Perinelli è un Pinocchio a processo, che accusato dei suoi misfatti, chiede di tornare burattino. L’umanità a cui è approdato non è umana e allora tornare ciocco di legno, capace di godere della felicità di una corsa libera e scomposta all’inseguimento di una farfalla colorata, forse non è poi così grottesco. L’umanità ridotta a brandelli, a pezzi meccanici come ingranaggi pronti a definire comportamenti  omologati, la corsa folle al profitto, la famelica bocca dell’opulenza, la viltà di un mondo del lavoro che non nobilita, la lotta per un tetto e quello per un teatro. “Di conseguenza Vostro Onore, approfitterei dell’udienza per chiedere di tornar allo stato naturale delle cose, ché, senza offender nessuno voler, da essere umano proprio non mi trovo – dice in  un  passo  del monologo Pinocchio –­ Poiché da burattin mai nessuno mi disse che divenir bambin significasse crescer, diventare ometto, uomo, vecchio poi morire. Ma la morte niente poi sarebbe, se non fosse che nel bel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai a dover lavorar per campare e la via della felicità s’è smarrita! Quindi, a prescindere da quel che sarà la sentenza, vi dico che questo vostro viver si chiama sopravvivenza. Preferisco faticar per uscir da una balena, che non per esser libero un sol giorno a settimana, ché non mi bastan 4 giorni al mese per vivere la vita, quindi la lascerei a voi questa fatica e non perché sia tipo da battere la fiacca, no, ma stavo meglio col cappio al collo che col nodo di cravatta!”.

Leviedelfool nasce ufficialmente come compagnia teatrale nel 2010 a Roma. E' una struttura libera e autonoma che vive dei progetti artistici di Simone Perinelli, della collaborazione a 360° di Isabella Rotolo e che ospita diversi artisti in ambito teatrale e non che collaborano alle produzioni della compagnia. Leviedelfool rappresenta i propri spettacoli in Italia e all'estero lavorando su drammaturgie originali e operando all’interno del teatro di Calcata dove organizza Itineraria Festival (Festival di Arti Sceniche) e il Calcata Teatro Lab.

Domenico Donato, Laura Capalbi 

Per l’ufficio stampa della

XV Stagione teatrale comunale di Castrovillari

− COMUNICATO STAMPA −

Ritorno alla terra, sostegno alle aree interne, difesa della biodiversità, attenzione al gusto. 

Giovani, Expo, educazione alimentare e dialogo tra territori al centro della prossima programmazione

Slow Food Calabria esiste eccome. Lo dimostrano il numero di soci (quasi mille) che fa registrare l'aumento percentuale più alto in Italia, le condotte territoriali raddoppiate negli ultimi anni, il consolidamento della rete Terra Madre, del settore educazione, quello che riguarda i numerosi Presidi regionali, gli eventi con la "chiocciola" che sono ormai un punto fermo nell'azione regionale.

Un movimento che si avvia al congresso regionale del prossimo 12 aprile a Lamezia Terme, sotto la presidenza di Nicola Fiorita, che guarda al futuro - senza dimenticare la vetrina dell'Expo 2015 - con alcuni punti fermi che diventeranno l'azione programmatica da e per i territori. La volontà è quella di rafforzare la realtà calabrese di Slow Food e renderla sempre più «visibile e riconoscibile» - e radicarla sempre meglio «per svolgere un ruolo di rilievo sulla scena regionale sotto più versanti». Dalla educazione alimentare, alla lotta allo spreco, passando per il sostegno a piccole produzioni e al mondo agricolo, impulso alla cultura della legalità e della salvaguardia ambientale. Una «rete di preziose realtà produttive, etiche, economiche» che vogliono sempre con maggiore incisività diventare «un attore “politico” legittimato a far sentire la propria voce su tutti i temi che toccano l’ambiente, la produzione agro-alimentare, l’utilizzo dei fondi comunitari, il destino della aree interne della regione» aggiunge il Presidente regionale, Nicola Fiorita. 

Nel nuovo quadriennio che si aprirà da aprile in poi, dopo la elezione della nuova struttura regionale, i punti nodali della nuova azione di sensibilizzazione e cura dei territorio passa necessariamente da sette capisaldi. 

1. Tornare alla terra 

Slow Food Calabria deve avere l’ambizione di portare i suoi 1.000 soci a sporcarsi le mani con la terra. Solo così si potrà incentivare un dialogo credibile con i contadini della nostra regione e si potrà restituire loro dignità e prospettive. La Calabria, nonostante quaranta e più anni di modernizzazione irrazionale resta ancora una regione a forte vocazione agricola, ed è dalle sue campagne, da quello che resta di un sapere millenario e di una cultura gastronomica e popolare che si può ricostruire una identità autonoma e un autonomo progetto di sviluppo. 

2. Sostenere le aree interne e i centri storici

Slow Food Calabria è parte attiva del Progetto nazionale sugli Appennini che lega la difesa della biodiversità e la ricomposizione di un progetto di sviluppo sostenibile al destino delle aree interne dell’Italia e al sostegno della sua economia. In un quadro complessivo di sfarinamento delle comunità e cortocircuito del modello economico imperante fino a qualche anno fa, bisogna ripartire dagli uomini e dalle donne delle zone interne perché la Calabria, la cui vita si è svolta per secoli all’interno e nelle montagne, è stata ed è ancora terra di viaggi, di passaggi, di scambi, di cultura. Così come bisogna sostenere il recupero dei centri storici, dove viene tuttora custodito quel che resta del miglior patrimonio identitario di questa regione.

3. Difendere la biodiversità

Il rilancio del Arca del Gusto e il suo stretto collegamento al progetto dei Presidi rappresentano un’altra delle sfide del prossimo biennio. Catalogare, difendere, promuovere sono le parole d’ordine che devono guidare l’azione futura di Slow Food Calabria.

4. Coniugare gusto con giusto. Un impegno per le produzioni etiche

Molte delle idee avanzate nel tempo da Slow Food Italia sono divenute progressivamente di comune condivisione. Pensiamo alla filiera corta, al km zero, all’abbinamento saperi-sapori. Oggi, un’associazione che si proponga di cambiare il mondo attraverso una rivoluzione gastronomica non può non avere come sua priorità la dimensione etica delle produzione. E qui, Slow Food Calabria può e deve giocare un ruolo di primo piano, ponendo al centro del dibattito pubblico il sostegno ai produttori che gestiscono terreni confiscati alle mafie ma anche facendosi promotore di un progetto sulla certificazione etica delle produzioni agro-alimentari 

5. Educare - Sviluppo del progetto “Orto in Condotta”

L'Orto in Condotta prende avvio nel 2004 divenendo lo strumento principale delle attività di educazione alimentare e ambientale nelle scuole. Si tratta di un progetto strutturale in cui Slow Food Italia ha investito molte risorse, anche perché mette in campo la possibilità di creare nuove generazioni sensibili ed informate ai principi che guidano l’associazione. Nella nostra regione sono attivi, solo due orti - Messignadi di Oppido M. (RC) e Santa Caterina sullo Jonio (CZ). Occorre rilanciare il progetto ponendosi l’obiettivo minimo di un orto per provincia.

La centralità del tema comporta l’impegno a verificare possibili sinergie anche con altre organizzazioni formative (le Università, prime fra tutte) e a sviluppare tutte le possibili occasioni educative.

6. Un mare di possibilità

La Calabria è una montagna in mezzo al mare. Riscoprire la montagna non significa dimenticare il mare. E’ dal mare che provengono ancora molte delle possibilità di questa terra, ma la loro concretizzazione presuppone che questo mare sia amato, curato, difeso, ripulito, rispettato. L’impegno per un mare e per una pesca sostenibile deve essere, ancora una volta, declinato a partire da chi il mare lo abita e lo vive: i pesci, i pescatori.

7. Un nuovo made in Calabria

Le potenzialità della Calabria restano ancora sostanzialmente inespresse e, per certi versi, inesprimibili fino a quando non si riuscirà a procedere contemporaneamente in due sensi. Si tratta, da un lato, di far conoscere la produzione di qualità presente in Regione, la sua ricchezza qualitativa e quantitativa, gli enormi progressi compiuti in settori come quello dell’olio e del vino. Dall’altro alto occorre denunciare e neutralizzare le numerose truffe che si nascondo dietro la commercializzazione di prodotti falsamente tipici, la cui distribuzione appanna la credibilità del nostra Regione e compromette ogni serio intento di valorizzazione.

[ AVI Communication ]
di Vincenzo Alvaro

− COMUNICATO STAMPA −

A Teatromusica dopo tanto teatro arriva la musica. Infatti, domenica 6 aprile alle 20,00, risuoneranno nell’auditorium comunale le celeberrime arie di Gioacchino Rossini in un concerto dedicato al suo genio. Un appuntamento da non perdere con l’orchestra di fiati di Morano Calabro, guidata dal M° Massimo Celiberto. Non nuova a eventi di questo genere, l’orchestra che conta 45 elementi, annovera un vasto repertorio (tra cui il Nabucco di Verdi, l’Elisir d’Amore di Donizetti, La Cenerentola di Rossini) che ha portato in scena su numerosi palcoscenici italiani e all’estero. Nel concerto saranno eseguite arie tratte da Il  barbiere  di Siviglia, L'italiana in Algeri, La gazza ladra, Guglielmo Tell, La donna del lago e Cenerentola. Interpretate dalle raffinate e magistrali voci del soprano Rosaria Buscemi, del baritono Daniele Muscolino e del basso Michele Bruno. La XIII stagione di TeatroMusica continua domenica 27 aprile con “L’orologio a pendolo” della Compagnia teatrale “E. Petrolini” di Barcellona Pozzo di Gotto.

DOMENICO DONATO

per l’ufficio stampa

di TEATROMUSICA

Giovedì, 03 Aprile 2014 15:26

Inaugurazione del progetto “Ever Green”

− COMUNICATO STAMPA −

Domenica 6 aprile 2014, ore 20:15, si terrà, presso il Polifunzionale della Parrocchia di S. Girolamo in Castrovillari, l’inaugurazione del Progetto “Ever Green”.

La serata vedrà la partecipazione e l’intervento di S.E. Mons. Nunzio Galantino, Vescovo di Cassano Allo Jonio e Segretario della Conferenza Episcopale Italiana, dell’Avv. Domenico Lo Polito, Sindaco della Città di Castrovillari, del dott. Carlo Sangineti, Assessore alla Politiche Sociali della Città di Castrovillari e Vice Sindaco, del dott. Raffaele Vidiri, Direttore della Caritas della Diocesi di Cassano Allo Jonio, di Don Giovanni Maurello, Parroco della Parrocchia di S. Girolamo e dell’Avv. Michele Diodati, referente del progetto “Ever Green”.

Il progetto “Ever Green”, finanziato con il fondo Cei 8 X 1000 con la collaborazione della Caritas Diocesana, intercetta il desiderio delle persone adulte presenti in Città di ritrovarsi per dar vita a momenti di confronto, crescita culturale e sociale nonché ricreativi.

Le attività che impegneranno gli aderenti al Progetto saranno guidate da un pool di volontari/animatori della Parrocchia di S. Girolamo.

Parrocchia di S. Girolamo

Michele Diodati

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