Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Semper adamas

«La mia gente non ha paura di nulla, nemmeno delle parole»
(Gabriele d'ANNUNZIO, principe di Montenevoso)

«Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»
(Filippo Tommaso MARINETTI, Manifesto del Futurismo, in «Le Figaro», PARIGI, 20 febbraio 1909)

Vi Veri Veniversum Vivus Vici

− COMUNICATO STAMPA −

Aperitivo letterario, venerdì 6 marzo alle 19, con l'autrice di Maschere di vetro e polvere (Falco editoreJesa Aroma, presso la sala conferenze della casa editrice Falco (Corso Telesio, 59).

Una conversazione, con gli spunti musicali di Januaria, per dire no alla violenza di genere; per rafforzare la convinzione che la donna rappresenti un meraviglioso scrigno di bellezza da rispettare e proteggere. Un uomo violento, è un uomo vigliacco. Un uomo che usa violenza sulle donne, non è un uomo.

Il libro di Jesa Aroma, Maschere di vetro e polvere, non è che l’esaltazione delle qualità femminili e la demonizzazione di un impulso, quello della brutalità.

Sorseggiando un buon prosecco, l’autrice discuterà con l’editore Michele Falco e con il giornalista Carlo Minervini. Le note più dilettevoli, musicate da Januaria, conferiranno un tocco di raffinatezza alla serata.

Il libro

Gioia – una trentaduenne totalmente soggiogata dal marito Riccardo e dalle pretese di quest’ultimo su di lei – ha una visione romantica della vita matrimoniale: un approccio che la porterà, a causa della continua ricerca del consenso del partner, a rinunciare in toto alla sua personalità e ad accantonare i suoi sogni. Gioia sottovaluta il temperamento del marito fino a quando, una sera, accompagnata a casa da un collega, Riccardo reagisce in maniera violenta contro di lei, acceso dall’alcool che ha in corpo. Lei lo perdonerà, ma la scoperta di essere tradita risveglierà in se stessa la ribellione alla sottomissione, insieme al senso di vendetta che la spingerà a indagare sull’identità dell’altra donna e sulle motivazioni che l’hanno portato al tradimento. Un taglio di capelli e una tinta nuova rappresentano l’inizio di un cambiamento che le permetterà di vedere le cose in maniera diversa.

Siamo la maschera che indossiamo è il pensiero che si fa strada nella mente di Gioia. Con l’aiuto di sua sorella e di Matteo – il collega che diventerà il suo grande amico – fugge da quella casa ormai simbolo di un passato rinnegato. Qualche giorno prima del definitivo trasferimento a Parigi, dove aveva di deciso di andare a vivere per sfuggire alle continue persecuzioni e minacce di Riccardo, una disgrazia cambierà totalmente la sua vita, rendendo Gioia una donna senza più un’anima.

L’ufficio stampa

Falco editore

Carlo Minervini

Avantieri, domenica 28 febbraio 2015, alle ore 16:30, presso la Sala convegni “Giovanni FALCONE e Paolo BORSELLINO” in CERCHIARA DI CALABRIA, si è tenuta la prima assemblea sociale del Club alpino italiano – Sezione di CASTROVILLARI – Sottosezione di CERCHIARA DI CALABRIA, con cui si è dato inizio ufficialmente alla sua attività sociale.

La sottosezione, concepita l'anno scorso da un comitato promotore, è nata il 31 gennaio del corrente anno, ricevendo così, con questo evento, il battesimo.

Tra il pubblico presente, una delegazione della sezione madre, tra cui la presidente, Carla PRIMAVERA, e i consiglieri Mimmo PACE, Ugo SPINICCI e Giancarlo ORSI.

Ad aprire i lavori il presidente del comitato promotore, Giovanni VANCIERI, che ha ricordato il percorso effettuato da questi giovani pionieri amanti della montagna per il raggiungimento in brevissimo tempo del risultato egregiamente raggiunto. Va infatti sottolineato che si tratta del sodalizio “alpino” con età media più bassa della Calabria e che è nato con un numero ben più alto di quello necessario per la sua apertura (circa 80, a fronte dei necessari 50, al momento della costituzione, di cui circa 50 di prima iscrizione).

Quindi la parola è passata alla “capospedizione” di CASTROVILLARI, che ha porto gli auguri alla nuova realtà figlia, non senza il suo consueto e doveroso riferimento alla quota rosa presente in modo rilevante nella neonata sottosezione.

Passati all'elezione del primo Consiglio direttivo, per cui si è optato per la piena rappresentanza con tutte le figure previste all'uopo (9), sono stati designati, in un primo tempo, per acclamazione, Reggente e Vicereggente, individuati nelle persone di Giambattista DRAMMISINO e Anna RUSCELLI, quindi, per elezione, i Consiglieri, Giovanni VANCIERI, Milena MAGNANO, Clara CHIDICHIMO, Vincenzo ZACCARO, Luca D’ALBA, Antonio BETTARINI e Francesco Antonio RUGIANO.

La rappresentanza castrovillarese ha voluto omaggiare il nuovo consesso di alcuni simboli che vogliono rappresentare l'inizio delle sue attività: la presidente ha consegnato il primo gagliardetto della sottosezione alla stessa, mentre il consigliere Mimmo PACE ha ceduto alcune sue opere video-cartacee, che rappresenteranno la pietra prima su cui costruire la biblioteca sottosezionale, esprimendo, contestualmente, l'augurio di una sua rapida crescita tale da svincolarsi dalle materne attenzioni, già espresso, a suo tempo, in occasione dell'ufficializzazione della notizia, dal presidente emerito Eugenio IANNELLI, che ha permesso di dare inizio a questa “ascesa”.

Dopo il benaugurale e doveroso rinfresco, l'appuntamento a tutti gli astanti è stato per il giorno successivo, quando, cioè, si è tenuta la prima uscita inaugurale organizzata dalla sottosezione “in solitaria”: destinazione la vetta del monte Sellaro e visita al santuario della Madonna delle Armi, con cui si è voluto tributare un doppio omaggio, alla montagna che sovrasta il paese e alla Madre divina a cui esso si affida.

Excelsior!

Di seguito:

il messaggio del vescovo eletto, mons. Francesco SAVINO;

il suo profilo

il saluto di mons. Nunzio Galantino al vescovo eletto.

Messaggio di S.E. Mons. Francesco Savino

alla Diocesi di Cassano all’Jonio

Vescovo eletto

______________________________________

Al popolo di Dio della Diocesi di Cassano all’Jonio

radunato in un'unica Chiesa,

con un unico canto di lode:

glorifichiamo Dio uno in tre Persone

(cfr. Lumen Gentium VII, n. 50 )

Carissimi fratelli e sorelle,

con «timore e tremore» ma, al tempo stesso, abbandonandomi alla grazia del Signore mi rivolgo a voi tutti con le parole dell’apostolo Paolo «grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!» (1Cor 1, 3).

Rendo grazie a Dio per il dono dell’episcopato accordatomi nella consapevolezza delle mie debolezze e vi invito ad unirvi ai miei sentimenti di lode al Signore, che, nella volontà di Papa Francesco, mi manda in mezzo a voi. Ringraziandolo con tutto il cuore gli assicuro tutto il mio impegno a seguire l’esortazione dell’apostolo Pietro: «Pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non per forza ma volentieri, secondo Dio, non per vile interesse, ma di buon animo; non spadroneggiando sulle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge» (1Pt 5, 2).

Imparerò ad essere vescovo con l’aiuto di tutti! Abbiate pazienza con me!

So di trovare una Chiesa viva e bella. Mi inserirò con grande rispetto nel cammino dei vescovi che mi hanno preceduto e del carissimo Mons. Don Nunzio Galantino, a cui assicuro la mia preghiera per il suo servizio come Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana.

Conosco qualcosa della vostra terra tanto ricca di tradizioni culturali molto antiche ed anche di realtà multiformi civili e religiose. La terra in cui sono stato parroco da oltre trent’anni, Bitonto, ha tanti aspetti che l’accomunano con la Regione Calabra. Dovrò distaccarmi dolorosamente dalla Comunità della Parrocchia-Santuario dei Santi Medici Cosma e Damiano, non tanto per le varie opere-segno realizzate ma soprattutto per i tanti laici, uomini e donne, con cui ho vissuto, nella compagnia dei più poveri e degli ultimi, una esperienza di “Chiesa in uscita”. Un pensiero grato va a Sua Eccellenza Mons. Francesco Cacucci, pastore della Chiesa di Bari-Bitonto, che mi ha dato sempre fiducia e mi ha sostenuto, al Vicario generale Don Mimì Ciavarella, a tutti i sacerdoti, ai diaconi, ai religiosi e alle religiose, ai seminaristi e ai laici.

Vi chiedo, cari fratelli e sorelle della Diocesi di Cassano all’Jonio, di impegnarvi con me in un percorso di «formazione del cuore» per superare ogni forma di idolatria che ci porta lontano da Gesù, che è via, verità e vita. È da poco iniziata la Quaresima e dunque viviamo un tempo favorevole per la conversione.

Desidero rivolgere il mio pensiero deferente a tutti i Vescovi della Calabria che saluto nella persona del Presidente Sua Eccellenza Salvatore Nunnari, Arcivescovo Metropolita, al Vicario generale Mons. Francesco Di Chiara, a tutti i responsabili della Comunità civile e alle Autorità militari dichiarando la disponibilità a lavorare per il bene comune secondo gli orientamenti della Dottrina Sociale della Chiesa. Ai fratelli e alle sorelle che appartengono ad altre fedi, ai non cristiani e ai non credenti esprimo il desiderio di vivere la «convivialità delle differenze» (cf. don Tonino Bello). Spezzeremo il pane quotidiano non soltanto sulla mensa eucaristica ma anche nelle realtà più deboli della Diocesi, sostando con chi è affaticato o con chi si è fermato perché sfiduciato. In particolare la mia attenzione sarà rivolta ai giovani, ai carcerati e a tutti i sofferenti.

La mia ordinazione episcopale avverrà a Bitonto nel Santuario dei Santi Medici il pomeriggio di Sabato 2 Maggio. Ho scelto come motto del mio stemma episcopale un versetto di San Paolo della seconda lettera ai Corinzi «Charitas Christi urget nos» (5, 14). È la cifra della mia vita spirituale. L’Amore di Cristo, che sento come presenza costante, ha conformato ciò che sono e che faccio e lo vivo come “urgenza” nei confronti delle persone che incontro.

Vi custodisco tutti nel mio cuore sin d’ora! Nessuno escluso!

Non lasciamoci rubare la gioia del Vangelo.

San Biagio, San Francesco di Paola e i Santi Medici Martiri Cosma e Damiano ci sostengano nel nostro cammino di popolo, alla sequela di Cristo.

Maria, l’Immacolata, l’Odegitria, ci aiuti a percorrere i sentieri più belli e ad avere «un cuor solo e un’anima sola» (At 4, 32) in Cristo.

Bitonto, 28 febbraio 2015

don Ciccio

Vescovo eletto di Cassano all’Jonio

 

Cenni biografici

Nasce a Bitonto il 13/11/1954, entra nel Seminario Regionale di Molfetta dopo aver conseguito la Maturità Classica al Liceo Classico "C. Sylos" di Bitonto, nel 1973. Gli anni liceali sono stati anni di studio, di vita associativa in Parrocchia presso San Silvestro e di attività vincenziana nella conferenza giovanile di San Vincenzo costituita da liceali sotto la guida del Prof. Ottavio Leccese e di Mons. Francesco Fornelli. È un giovane in ricerca che completa gli studi teologici ed è ordinato sacerdote dal vescovo di Bitonto, Mons. A. Marena, il 24 agosto 1978. Già nello stesso anno riceve l'incarico di insegnante di Religione. Insegna prima nella Scuola Media "F. Rutigliano", poi alla "V. Rogadeo" e in seguito al Liceo Classico "C. Sylos". Negli stessi anni è educatore nel seminario per minori a Bitonto e comincia a seguire in particolare la pastorale giovanile distinguendosi come guida-amico di ragazzi e di giovani che con entusiasmo partecipano alle sue proposte di preghiera e di studio. Organizza ritiri spirituali, campi scuola estivi, incontri di formazione. Segue un gruppo di giovani che entra nell'ACLI assumendo impegni derivati dalla formazione socio-religiosa del giovane don Ciccio.

È nominato vice-parroco della Parrocchia San Silvestro-Crocifisso dove anima la vita parrocchiale seguendo l'animazione e la catechesi dei giovani. Riceve negli stessi anni l'incarico di Responsabile della Pastorale giovanile della città.

Il 20 gennaio 1985 è nominato Parroco della Parrocchia Cristo Re Universale di Bitonto. Si tuffa con entusiasmo in ogni attività pastorale curando personalmente la catechesi, la liturgia e la carità. E vicino a tutti, si fa compagno di strada di ciascuno, particolarmente dei più deboli. Anima incontri di catechesi per gli anziani sempre più numerosi che maturano scelta di vita nell'impegno come catechisti e animatori dell'Oratorio. Grazie al Gruppo Caritas che cresce nei contenuti e nelle esperienze, apre un Centro d'Ascolto ed un piccolo Centro di Accoglienza. Tossicodipendenza, AIDS ed ogni forma di emarginazione sono gli interessi del Parroco che con entusiasmo e ardore sempre crescenti concretizza nella prossimità ai deboli e ai poveri la fede di Gesù Cristo. Promuove la catechesi per i genitori dei battezzandi in preparazione del Battesimo; utilizza come occasioni assemblee parrocchiali, incontri biblici di preghiera, ritiri spirituali. In questi anni ottiene l'incarico di Responsabile Caritas per la città di Bitonto.

Il 2 ottobre 1989 è nominato Parroco Rettore della Parrocchia Santuario Santi Medici. L'ambito più vasto della pastorale parrocchiale e l'attenzione ai fedeli devoti dei Santi Cosma e Damiano gli dà occasione di organizzare momenti liturgici di particolare respiro, soprattutto in occasione della festa liturgica dei Santi, il 26 settembre, e della festa ottobrina. La catechesi è articolata dal Parroco in vari settori e comprende anche la cura particolare dei ragazzi a rischio di devianza presso il Centro Pastorale Parrocchiale. La Carità è la forza propulsiva per la ideazione della Fondazione 'Opera Santi Medici Cosma e Damiano - Bitonto - ONLUS' nel novembre 1993. Nel frattempo don Ciccio ha già aperto un Centro d'Ascolto, una Casa d'Accoglienza per senza fissa dimora; ha dato impulso alla Mensa dei poveri e ha avviato la Costituzione di una Associazione famiglie contro la droga. Si fa prossimo in modo specifico agli usurati. Mentre cura la sua formazione teologica fino a conseguire il Baccalaureato in Sacra Teologia nel 1992, rivolge particolare attenzione ai problemi dovuti all'illegalità diffusa. A marzo 2000 ha discusso per la licenza in Antropologia per la tesi su «L'Ebraismo come uscita dall'essere. Dall'identità alla alterità su E. Lévinas».

Nel 1997, mentre avvia i lavori per la Casa Alloggio per malati di AIDS, che viene inaugurata il 2 ottobre 1998, dopo aver affrontato non pochi intoppi burocratici, inaugura a settembre il nuovo Progetto della Casa d'Accoglienza, che da ospitalità a donne in difficoltà anche con figli fino a 6 anni.

Don Ciccio è componente del Consiglio Presbiterale Diocesano.

Dirige la Rivista trimestrale "Eco dei Santi Medici" ed una collana della Casa Editrice "Ed Insieme" di Terlizzi dal titolo "Scrigni/contenuti preziosi su fogli leggeri".

In entrambe le pubblicazioni trovano posto interventi pastorali di don Ciccio Savino e contributi culturali di vario genere e specificatamente socio-religiosi di vari esperti di chiara fama nazionale in contatto con il Parroco-Rettore del Santuario.

Nel 1998 riceve a Bitonto il Premio "L'uomo e la città", un premio attribuito alla persona che con il suo impegno contribuisce a far crescere la città dal punto di vista culturale, sociale e religioso.

Insegna Pastorale della Carità a Bari presso lo STIP (Studio Teologico Interreligioso Pugliese).

L’8 luglio 2007 inaugura l'Hospice Centro di Cure Palliative "Aurelio Marena", che ospita ammalati in fase avanzata e non guaribili di cancro. Sempre nel 2007 riceve per la sezione speciale "Solidarietà Sociale" il Premio "Leonardiano", un premio cittadino attribuito alle personalità che hanno dato il massimo contributo e prestigio all'immagine della propria città.

Il 28 Febbraio 2015 viene eletto da Papa Francesco Vescovo della Diocesi di Cassano all'Ionio.

 

Nunzio Galantino

Vescovo

28 Febbraio 2015

Saluto di Mons. Galantino al nuovo Vescovo, Mons. Francesco Savino

Assieme a Sacerdoti, Religiosi/e e laici fedeli di tutta la Diocesi, accolgo con gioia e con affetto davvero grande la tua nomina, don Ciccio carissimo, affidando il tuo ministero episcopale allo sguardo materno di Maria Santissima e al cuore grande del nostro popolo.

Papa Francesco ha voluto che fossi tu a succedermi come Vescovo alla guida della Chiesa di Cassano all'Jonio. Una Chiesa che, come ti ho più volte detto in questi giorni, oltre a poter contare su una nobile storia può contare su un popolo che conserva tanta voglia di abitare in maniera piena, consapevole ed evangelica un territorio bello ma anche segnato da tante ferite.

Nei tre anni trascorsi per le strade della nostra Diocesi, a contatto con le Comunità parrocchiali e con tutte le realtà che compongono l'intera società civile, ho imparato ad amarla sempre di più. E sono certo che la stessa esperienza la farai tu.

I tre anni trascorsi qui, in Calabria – grazie all’affetto e all’accoglienza che sin dal primo momento mi sono stati riservati – hanno fatto crescere il mio senso di gratitudine innanzitutto nei confronti del buon Dio; anche se ora quella gratitudine è accompagnata da comprensibile fatica.

Sabato scorso, nell'Aula Paolo VI, i tanti fedeli lì presenti mi hanno commosso con quel “NOOO!” gridato a Papa Francesco che aveva detto: « ... Credo che sia il momento di pensare a darvi un altro Pastore». E che poi, scherzando, ha aggiunto: «... Ma forse voi gli farete una statua grande, lo ricorderete ...».

Credimi, don Ciccio, una bella statua, o meglio un bel gruppo di statue d’oro io lo farei realizzare per i Sacerdoti, i Religiosi/e e per tutti i laici di questa Diocesi. Ma non ho i soldi per farlo!

Soprattutto in questo ultimo anno non è stato facile per loro starmi dietro. Sì! Quest’ultimo anno! Da quando cioè Papa Francesco mi ha chiesto di aiutarlo in maniera più diretta a servizio della Chiesa e della Conferenza Episcopale Italiana. Ho voluto dirti questo nel momento in cui ti faccio giungere il saluto di tutta la Chiesa diocesana perché tu sappia sin d'ora di poter contare su una Comunità che ha sempre amato i suoi pastori e che li ha sempre accompagnati con tanto affetto. I Sacerdoti in particolare li troverai desiderosi di continuare il cammino che, con tanta generosità e talvolta con difficoltà, vanno facendo con le loro rispettive comunità.

Conoscendo la tua predilezione per gli ultimi, voglio affidarteli perché trovino in te un padre ed un amico più di quanto non abbia potuto fare io.

Oltre ai Sacerdoti, i poveri, i giovani ed i laici in genere sono la vera ricchezza di questa Chiesa. La Diocesi di Cassano ha un laicato davvero bello e che merita tanta attenzione e tanto rispetto da parte nostra.

Con loro sin da oggi mi impegno a pregare perché la tua presenza in questo lembo di terra calabrese possa continuare a dire a tutti quanto il Signore li ama.

Ti accompagniamo con un grande abbraccio lungo la strada che farai per venire da Bitonto a Cassano. E tu facci giungere il tuo affetto, la tua preghiera e la tua benedizione.

don Nunzio

CV in Rete coglie l'occasione per porgere ad ambedue i presuli i più fervidi voti augurali per il prosieguo della loro attività pastorale.

 

− COMUNICATO STAMPA −

Arginare la povertà che, specie al Sud ed ancor più per la crisi economica generale, assale, tormenta e in molti casi distrugge le famiglie. Questa la sfida raccolta dalla Diocesi di Cassano all’Jonio, che sotto la guida del suo vescovo, monsignor Nunzio Galantino, ha attivato il fondo finanziato coi contributi dell’8xmille Cei. 

Destinatari dell’intervento saranno i nuclei familiari residenti nei Comuni del territorio diocesano che abbiano visto notevolmente ridursi la loro capacità ordinaria di reddito per motivazioni oggettivamente riconducibili ad una serie di motivazioni tra le quali, ad esempio, la perdita del posto di lavoro, la riduzione del fatturato di azienda, l’esclusione dall’accesso al credito bancario, l’impossibilità di far temporaneamente fronte ad imprevedibili situazioni di difficoltà economica.

Protagoniste dell’iniziativa saranno la Caritas diocesana, diretta da Raffaele Vidiri, e la Fondazione antiusura “San Matteo apostolo”, presieduta da don Attilio Foscaldi. Il finanziamento erogabile sarà pari ad un massimo di 3.000 euro, da rimborsare entro il limite di 60 mesi. La Fondazione curerà la fase tecnica dell’operazione, sottoscrivendo la convenzione con l’istituto bancario che materialmente erogherà i contributi a garanzia dei quali, inizialmente, sarà posto un plafond da 30.000 euro attinti alle risorse dell’8xmille. La Caritas, invece, attraverso i suoi operatori e con l’aiuto dei volontari della Fondazione, curerà l’ascolto e l’istruttoria delle richieste, per verificare l’effettiva condizione di bisogno ed avviare, in aggiunta alla concessione dell’aiuto economico, un percorso di accompagnamento ed orientamento utile a favorire un più rapido ritorno alla serenità. «In un contesto segnato dal persistere della crisi e dalla crescita della disoccupazione ed in cui sempre soffocante è la presenza della criminalità – commenta Vidiri – insieme alla fondazione antiusura, su impulso di monsignor Galantino, abbiano ritenuto doveroso ritagliare uno spazio per la fiducia. Un altro passo a sostegno delle famiglie, contro le povertà, per tutelare la vita e la speranza».

Diocesi Cassano all’Jonio

Ufficio Comunicazioni Sociali

Direttore: Roberto Fittipaldi

− COMUNICATO STAMPA −

Se vuoi sapere come vivono in natura le specie animali del Pollino chiedilo ai bambini. Saranno loro, con dei fumetti, a raccontarti chi sono e cosa fanno in natura il Lupo, il cinghiale, il cervo, il grifone, il capriolo e tanti altre specie animali che popolano l’ecosistema del Parco Nazionale più grande d’Italia. Da protagonisti, infatti, ben 118 bambini dagli otto ai tredici anni appartenenti a sette classi coinvolte nel progetto “Rappresentiamo l’ecosistema” hanno esplorato la natura nei comuni di Civita, Saracena, Francavilla Marittima, Cerchiara di Calabria, San Lorenzo Bellizzi e Frascineto, guidati dal team di esperti del Gruppo di Ricerca Dedalos che insieme ad Atc Cosenza 1, presieduto da Saverio Bloise, hanno messo in piedi una esperienza che è già diventata un modello da esportare in tutta Italia.

Prima nella natura ad osservare gli animali ed il loro ambiente. Poi in aula a realizzare con l’aiuto di disegnatori e videomaker un video racconto, sotto forma di fumetto, che è stato presentato stamane nell’auditorium dell'Istituto Comprensivo Statale “Corrado Alvaro” di Francavilla Marittima - Cerchiara di Calabria – San Lorenzo Bellizzi, una delle scuole coinvolte insieme a l'Istituto Omnicomprensivo Statale "Ernest Koliqi” di Frascineto – Civita e l'Istituto Comprensivo Statale di Morano – Saracena. Quasi diciotto minuti di filmato divertente, accattivante, entusiasmante in cui i ragazzi con i loro volti, le storie, sono i veri protagonisti tanto da essere stati presi a modello da FederCaccia che sul suo portale nazionale ha raccontato di questa esperienza, la prima in Calabria, che verrà portata come case history all’interno della fiera espositiva “Caccia Village” che si terrà a Bastia Umbra nel maggio prossimo.

«Siamo diventati il fiore all’occhiello per la Calabria – commenta soddisfatto Saverio Bloise, presidente dell’Ambito Territoriale di Caccia Cosenza 1 – per aver mostrato una strada possibile per la integrazione tra il mondo della caccia, quello agricolo ed ambientale, passando dai banchi di scuola. Serve un approccio nuovo per raccontare il futuro ecosostenibile e nel nostro piccolo abbiamo voluto sfatare anche l’immagine del cacciatore che non rispetta l’ambiente». Di sicuro per i giovanissimi studenti questa esperienza è stata «positivissima» confessa la vice preside dell’Istituto di Francavilla, Simonetta Zecca, che ha raccontato come i bambini siano «stati interessati da questo tipo di attività che li ha posti subito in relazione con la natura nella quale devono percepire gli stimoli giusti per il rispetto dell’ambiente».

L’esperienza sul campo, i giochi, hanno prodotto quella «interazione proficua» che ha lasciato entusiasti i ragazzi vogliosi di continuare in progetto di questa caratura. Alberto Vitari è stato l’esperto faunistico che materialmente ha condotto le esplorazioni sul campo per approfondire la conoscenza di «un ecosistema che è ricco di una serie di componenti che i bambini sono stati felicissimi di scoprire trasmettendo questo entusiasmo anche alle famiglie ed ai docenti».

A sostenere questo progetto di «alfabetizzazione ecologica» c’era anche Lorenzo Vitari, Dirigente della Provincia di Cosenza, che da subito ha «guardato con molto interesse a questa iniziativa, prima in Calabria, che ha permesso di far vedere che i cacciatori non sono distruttori o vandali ma educatori di coscienze». Ad introdurre il filmato presentato stamane c’era Tiziana Stefanizzi in rappresentanza del Gruppo di Ricerca Dedalos, la quale ha voluto ringraziare tutto il team pugliese per il lavoro compiuto per portare a termine questa esperienza edificante per tutti. Giuseppe Cortone e Eugenio Muscianese, inanellatori Ispra hanno poi illustrato il Progetto Turdidi 2014/2016 che vedrà coinvolte le classi nel prossimo futuro. 

[ AVI Communication ]

di Vincenzo Alvaro

− COMUNICATO STAMPA −

Continua il racconto del Pollino enogastronomico realizzato il 20 e 21 febbraio nella parte calabrese del Parco Nazionale più grande d'Italia. L'Ente Parco, presieduto da Domenico Pappaterra, ed il Gal Pollino Sviluppo, diretto da Francesco Arcidiacono, hanno ospitato per una due giorni una ventina di giornalisti nazionali ed internazionali del settore. Un viaggio alla scoperta dei luoghi, delle storie, delle aziende che animano la filiera enogastronomica di qualità aderente alla rete Pollino People Experience

Un’esperienza di promozione che la Tgr Calabria con Gennaro Cosentino ha seguito passo passo e che domani racconterà ne "Il Settimanale" in onda alle ore 12.25 su Rai 3. Il patrimonio naturale di bellezza ineguagliabile, i punti di forza della filiera enogastronomica con i migliori chef di caratura internazionale e le diverse culture dei vari paesi che si contraddistinguono l'uno dagli altri per i valori e le usanze saranno narrati nello speciale che la tropue Rai ha realizzato per l'occasione. 

L'Educational ribattezzato dalla Rai "Il Pollino dal vivo" ha permesso di far conoscere ed apprezzare il Parco del Pollino ad un parterre di specialisti del settore che con entusiasmo hanno sottolineato i valori aggiunti che questo territorio può offrire. «Ora - ha dichiarato Domenico Pappaterra - abbiamo una marcia in più per rilanciare la nostra filiera di qualità alla più grande vetrina mondiale, Expo2015». In questo senso continua il lavoro ininterrotto con tutti gli addetti ai lavori, «per non arrivare impreparati a questo appuntamento. La natura, l'enogastronomia, il turismo e la cultura, un mix di risorse da tutelare e valorizzare. Sono convinto che questa deve essere la strada maestra per dare slancio alla nostra economia territoriale» ha concluso il presidente del Parco del Pollino. 

[ AVI Communication ]

di Vincenzo Alvaro

− COMUNICATO STAMPA −

Si apre ancora una volta il sipario dell’auditorium comunale per l’undicesimo spettacolo in cartellone di “TeatroMusica 2014­2015”; la rassegna ideata e organizzata da L’Allegra Ribalta, presieduta da Massimo Celiberto, sotto la direzione artistica di Franco Guaragna, che anche quest’anno sta riscuotendo notevoli consensi alternando testi teatrali divertenti a concerti di qualità. Domenica 1 marzo alle 18,30 sarà la compagnia Aprustum a portare in scena “Cafè Chantant”, commedia musicale in tre atti di Eduardo Scarpetta, per la regia di Casimiro Gatto. Vero e proprio capolavoro di Scarpetta, “Cafè Chantant” punta alla risata trattando uno dei periodi più brutti e difficili del teatro. Ambientata in una Napoli di inizio Novecento, in piena "belle époque", la commedia si snoda tra gli espedienti per campare di un gruppo di teatranti di prosa classica alle prese con la "crisi del settore", a causa dello straripante successo di una nuova forma di spettacolo, appunto il Cafè Chantant. Uno spettacolo nel quale si eseguivano piccole rappresentazioni teatrali e numeri di arte varia (operette, giochi di prestigio, balletti, canzoni), in locali dove si potevano consumare bibite e generi alimentari nel corso dello spettacolo. Cafè Chantant, con un forte riferimento legato alla realtà storica dei teatri e alla loro trasformazione, è tutto giocata sull’improvvisazione degli attori classici che si devono cimentare in un nuovo genere d’intrattenimento, reinventando dei nuovi ruoli con personaggi­macchiette: la prima ballerina del can­can, il mago di scena, lo chansonnier dai lustrini malinconici, la bella chanteuse con la mossa. Un pot­pourri di personaggi con le loro miserie e le loro vittorie ­ tra scappatelle extraconiugali e i problemi della "fame nera” per un vaudeville alla napoletana, per divertirsi con gusto e riflettere su un particolare momento di crisi etico sociale, facendo qualche dovuto paragone con la società contemporanea. In scena all’auditorium di Morano ci sarà il collaudato gruppo di attori di Aprustum formato da Fedele Battipede, Antonio De Biase, Ivan Donadio, Luca Donadio, Luana Fazio, Vincenzo Forte, Luigi Grisolia, Rosanna Guaragna, Gabriele Pacenza, Mariella Pudia, Alessandra Pugliese, Katia Sartore, Claudio Scriva e Lucrezia Zaccaro. Accompagnati dall’orchestra dal vivo composta da Camillo Maffia, Alessandro Fuscaldo, Nunziato Di Benedetto, Eva Iannuzzi, Giuliano Struga e Francesco Russo. Le musiche e le scene dello spettacolo sono di Andrea Magnelli. Per il gran finale di stagione a “Cafè Chantant” di Aprustum seguiranno altri tre spettacoli imperdibili, tra cui il concerto “Don Pasquale” di Gaetano Donizetti previsto per il 21 e 22 marzo. Buone notizie giungono anche dal fronte istituzionale, infatti, il sindaco De Bartolo ha annunciato che a breve inizieranno i lavori di efficientamento energetico per la Casa Comunale e per l’auditorium, secondo un progetto finanziato dal Ministero dell’Ambiente. Lavori che renderanno l’auditorium ancora più accogliente per l’inizio della nuova Stagione di TeatroMusica.

DOMENICO DONATO

Ufficio Stampa

TEATROMUSICA 2014­2015

 

− COMUNICATO STAMPA −

Conferire la cittadinanza onoraria a monsignor Nunzio Galantino. La proposta arriva dai gruppi consiliari di centrodestra all’indomani dell’annuncio, dato dallo stesso Presule, della convocazione per sabato mattina di clero e fedeli per procedere, secondo quanto riportato dagli organi di informazione, ad importanti comunicazioni. Di fronte all’imminente, probabile avvicendamento alla guida della Chiesa cassanese, anticipato ed ufficializzato già dal Santo Padre in occasione dell’udienza del 21 febbraio, i capigruppo del centrodestra – nelle persone di Mimmo Lione, Giuseppe Cerchiara, Luigi Cosenza e Nicola Leone – avanzano l’idea di insignire il Pastore della Chiesa cassanese della cittadinanza onoraria. «Monsignor Galantino – dicono i quattro capigruppo – tanto si è speso per la città di Cassano e l’intera comunità diocesana, soprattutto nei giorni bui e tristi del triplice omicidio in cui perse la vita il piccolo Cocò ed in occasione dell’assassinio di padre Lazzaro Longobardi. Ha promosso ed organizzato la visita alla diocesi del Pontefice, conseguito l’elevazione a Basilica minore della Cattedrale e, in particolare, riacceso la speranza nei giovani, dimostrando coi fatti, e con l’impegno portato avanti in favore dei più deboli ad esempio tramite l’operato della Caritas da lui presieduta, che un altro stile di vita un altro orizzonte sono possibili». Ragioni per le quali, argomentano Cosenza, Lione, Cerchiara e Leone, «chiederemo al presidente del consiglio ed all’amministrazione comunale di accogliere e sostenere unitariamente questa iniziativa, convocando in tempi rapidi una seduta ad hoc dell’assemblea consiliare. Monsignor Galantino ha sempre ricordato quanto si senta cassanese e quanto bene voglia alla nostra città: riteniamo doveroso suggellare questo abbraccio».

I Gruppi consiliari di centrodestra

− COMUNICATO STAMPA − 

Eccellenza, qualità, amore per le cose fatte bene. Ma soprattutto l’importanza per la cultura, lo studio, la formazione in generale. Per essere competitivi nel mondo del lavoro serve tutto questo. Lo hanno appreso bene gli studenti dell’Itcg “Pitagora – Calvosa” affidata alla dirigente scolastica, Franca Eugenia Guarnieri, nel corso della nuova esperienza extra curriculare vissuta a Tropea nel cuore dell’azienda “Romano arti grafiche”. La nuova “uscita” degli studenti castrovillaresi rientra nel più ampio programma di alternanza scuola – lavoro che l’Istituto cittadino propone nel corso dell’anno di studi per conoscere direttamente realtà eccellenti e formative della Calabria.

I protagonisti della visita sono stati gli alunni del triennio accompagnati dai docenti Teresa Stabile, Francesco Ottato e Francesca Gaudio. Nel corso dell’incontro Mario Romano, presidente regionale dei giovani di Confindustria Calabria, ha sottolineato alle classi di studenti quanto sia importante investire nella formazione, considerando, come imprenditore calabrese, questo tassello una vera e propria missione sociale nella sua attività quotidiana.

Per i giovani presenti la visita è diventata un’attività altamente formativa che ha consentito di trasferire in loro valori essenziali per la loro crescita. L’esperienza fuori dalle mura scolastiche ha stimolato la curiosità dei ragazzi, toccando le corde dei loro interessi e delle loro passioni.

[ AVI Communication ]
di Vincenzo Alvaro

− COMUNICATO STAMPA −

Il mistero ha fatto da sfondo al Mercoledì d’autore, tradizionale appuntamento letterario con le migliori penne della casa editrice Falco.

Nella suggestiva Tea Room della “Torteria di Polly Dì” a Rende, tra un tè caldo e letture raffinate, lo scrittore Giulio Bruno ha presentato il romanzo L’esca di Alarico, elaborato poliziesco che racconta le imprese del commissario Giannitteri e del suo intuitivo amico Marcillei.

I riferimenti a Montalbano sono quantomai manifesti, fin dai nomi: proprio il bancario Marcillei, infatti, rappresenta l’anagramma di Camilleri.

Il romanzo, ambientato a Cosenza con minuziose descrizioni della città, dei tic e delle nevrosi dei suoi cittadini, è il secondo episodio di una saga che vede protagonista il detective Luca Giannitteri.

Due rapimenti e un omicidio sconvolgono la quiete della città, e sarà proprio il commissario a dover fare luce sui misteriosi delitti. Sullo sfondo, la figura di Alarico e la leggenda ad esso legata, in un intreccio tra storia e modernità che rapisce il lettore fino all’ultima riga.

Nel corso della serata, il pubblico ha rivolto numerose domande all’autore, che ha già rivelato che un terzo episodio della saga è in fase di realizzazione. 

 
Carlo Minervini
Ufficio stampa Falco editore
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