Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Semper adamas

«La mia gente non ha paura di nulla, nemmeno delle parole»
(Gabriele d'ANNUNZIO, principe di Montenevoso)

«Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»
(Filippo Tommaso MARINETTI, Manifesto del Futurismo, in «Le Figaro», PARIGI, 20 febbraio 1909)

Vi Veri Veniversum Vivus Vici

− COMUNICATO STAMPA −

A due passi da Catanzaro, nel comune di San Floro, quattro giovani si dedicano da qualche tempo al recupero della vocazione agricola del loro territorio e si impegnano per costruire un futuro gioioso attraverso la coltivazione e la lavorazione del fico.

Animati dalla convinzione che le risorse locali possano giocare un ruolo determinante nella propria vita, e in quella delle comunità che vivono, e guidati dalla competenza del presidente della Pro Loco, Floro Varano, Stefano, Giusy, Fabio e Domenico stanno riscrivendo il proprio destino in forma sostenibile, equa, rispettosa e gioiosa.

La comunità del fico di San Floro muove, con queste prospettive, verso la riscoperta di una eccellenza assoluta. Le numerose cultivar di fichi rintracciate nel territorio comunale possono  certamente costituire la base di un paniere di prodotti di assoluto valore. Per salvare e recuperare dall’estinzione questo patrimonio di germoplasma si è deciso, come primo passo, di costituire il campo catalogo, al fine di classificare le varie cultivar, e successivamente di analizzare i caratteri botanici e le caratteristiche organolettiche nelle varie tipologie di fichi.

Il gruppo di giovani agricoltori ha già avviato una produzione significativa anche a livello economico puntando sulla diversificazione tra prodotto fresco e prodotto essiccato. Per la linea del fresco sono state scelte la cultivar “Ficazzana” (produce fioroni di pezzatura intorno ai 200 grammi) e la cultivar “Malangiana” (di colore nero con striature bianche e di un gusto particolare). Per la linea dell’essiccato si punta alla valorizzazione della cultivar “Dottato bianco” che,  prodotto sulle colline assolate e siccitose delle estati sanfloresi, raggiunge un tenore zuccherino pari al 70% del peso. Il dottato bianco di San Floro oltre che a essere di pezzatura importante è un fico “Caprificato”, quindi ricco di semi che rappresentano un piccolo scrigno di materie prime nobili fondamentali per  la salute dell’organismo umano.

I fichi di San Floro vengono essiccati, come da tradizione, al sole estivo sulle “cannizze” (stuoie di canne), supporti naturali del territorio che non trasmettono al frutto alcuna forma di contaminazione. La lavorazione tipica di San Floro prevede la conservazione del fico per tutto l’inverno; all’arrivo dei primi freddi i fichi si ricoprono naturalmente di una efflorescenza bianca costituita da zuccheri che dall’interno del fico trasmigrano in superficie facendolo diventare bianco.

La lavorazione si articola in varie tipologie: “Pittera”, “Crucetta”, “Cunocchia”, “Fhietta”. A Natale, la tradizione vuole che i fichi secchi vengano farciti con gheriglio di noce, scorzetta di mandarino e un pezzettino di cannella e successivamente infornati fino a diventare dorati. La lavorazione a “Pittera” è unica e caratteristica del territorio di San Floro, si realizza utilizzando il fusto di un’erba spontanea, tipica delle nostre colline sabbiose, con cui si impilano i fichi realizzando una specie di triangolo: talvolta bicolore alternando fichi bianchi e fichi neri a mo’ di scacchiera. 

L’incontro con la condotta di Catanzaro ha moltiplicato l’entusiasmo dei giovani produttori e sta già generando importanti sinergie. Se Slow Food può conferire esperienza, relazioni, solidità al progetto di valorizzazione del fico, l’entusiasmo dei giovani che tornano alla terra restituisce spessore ai nostri sogni e alle nostre passioni.

[ AVI Communication ]

di Vincenzo Alvaro
Martedì, 10 Marzo 2015 12:36

8.a Giornata delle Ferrovie dimenticate

Avantieri, domenica 8 marzo 2015, non solo si è celebrata, nel mondo, la Donna, per via della tradizionale Giornata internazionale a essa dedicata, giunta alla sua 107.ma edizione, ma si è voluto anche ricordare, in Italia, quelle “vecchie signore abbandonate”, che tanta parte hanno avuto nella storia patria, per il loro ampio valore sociale che hanno espresso durante il loro altamente meritorio servizio, grazie alla Giornata nazionale delle Ferrovie dimenticate, giunta alla sua 8.a edizione. Dal 2008, infatti, la prima o la seconda domenica di marzo è dedicata al ricordo di quei cammini di ferro che, dopo aver assolto brillantemente alla loro funzione, sono ora negletti e consegnati solo alla memoria.

Tale campagna, promossa dalla Confederazione Mobilità dolce (CoMoDo), si svolge in una giornata con eventi e manifestazioni in tutta Italia. Tra essi, da citare, per il nostro territorio, l'iniziativa intitolata “Antiche strade ferrate del Parco nazionale del Pollino”: un'escursione lungo il vecchio tracciato ferroviario dismesso da CAMPOTENESE a MORANO CALABRO della linea LAGONEGRO - CASTROVILLARI - SPEZZANO ALBANESE / SPIXANA, organizzata dal Club alpino italiano (CAI) − Sezione di CASTROVILLARI in collaborazione proprio con CoMoDo.

L'appuntamento per i partecipanti era alle ore 8:30, nel piazzale dell'Autostazione − Ferrovie della Calabria, già stazione ferroviaria di CASTROVILLARI, nei pressi del famoso “Locomotore 503”.

L'uscita, la cui partecipazione era aperta a tutti, presentava una difficoltà di tipo “E” (escursionistico), ovvero di medio impegno distribuito su una lunghezza di circa 7 chilometri su strada sterrata e sassosa, per una durata complessiva  di circa 4 ore (sino alle 13:30).

A condurre la comitiva, che ha registrato anche la partecipazione di elementi provenienti da ambiti diversi da quelli pollineani, Francesco SALLORENZO, guida ufficiale del Parco nazionale del Pollino e guida AIGAE (Associazione italiana Guide ambientali escursionistiche).

La passeggiata ha sottolineato come l'intero tracciato fosse stato realizzato a regola d'arte, evidenziando tanto elementi tecnici quanto artistici difficilmente reperibili in artefatti contemporanei, che, sommandosi agli incantevoli paesaggi che attraversa, donano alla tratta una valenza inusuale, tanto che la sua dismissione, invece che un suo potenziamento, ovvero una diversa destinazione d'uso, è da considerarsi un atto scellerato nei confronti delle comunità per cui erano state concepite le Ferrovie calabro-lucane, le quali avrebbero potuto trarre ancora benefici da un (ri)utilizzo del proprio percorso. Lo stato di totale abbandono, infatti, ha evidenziato come i “beni comuni” non siano stati utilizzati, almeno ultimamente, per il “bene comune”, né da parte delle figure amministrative, che avrebbero dovuto implementare tale risorsa, né da parte degli stessi cittadini, che hanno, a volte, anche vandalizzato ciò che con tanta dedizione i nostri antenati ci avevano lasciato, a dispetto dell'interesse che molti, invece, anche stranieri, profondono per queste risorse, che spesso i locali stessi dimostrano, a vario titolo, di non apprezzare.

A proposito di questa camminata, un fattivo socio della locale sezione del CAI, Francesco PUGLIESE, scrive:

[...] un contributo concreto per la riscoperta di un patrimonio ormai quasi perduto. Un impegno culturale di notevole spessore che mira alla riscoperta di come eravamo “quando l’Italia era povera” e al tentativo di far conoscere, preservare e valorizzare ciò che resta di un patrimonio del passato il quale non è costituito di sole infrastrutture (la ferrovia con le sue stazioni i suoi ponti ecc.) ma di tradizioni, scambi culturali e commerciali che grazie alle ferrovie locali hanno segnato indelebilmente il nostro territorio. Una grande passeggiata lungo una tratta importante che va da CAMPOTENESE a MORANO durante la quale alcuni cittadini, particolarmente sensibili all'ambiente e alla nostra storia, insieme al CAI di CASTROVILLARI, hanno voluto condividere la riscoperta di un ritaglio del nostro passato. Se proprio vogliamo evidenziare una nota negativa, o positiva, a seconda dei punti di vista: l’assenza di rappresentanti politici.

Una giornata sicuramente piacevole per il percorso effettuato e per i ricordi e gli apprezzamenti di un passato nemmeno poi tanto lontano, iniziata e finita in prossimità di un locomotore d'epoca, che però ha lasciato nei partecipanti quell'amaro in bocca di chi è consapevole che il treno, che tante speranze già un secolo fa aveva portato col suo arrivo, altrettante se n'è portate via colla sua partenza.

 

Per chiunque volesse approfondire l'argomento, si rimanda ai seguenti collegamenti:

<http://www.ferroviedimenticate.it/>

<https://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovie_Calabro_Lucane>

<http://www.lauriacultura.it/2014/lagonegro-castrovillari-albanense/>

<https://books.google.it/books?id=sJEqAwAAQBAJ&pg=PP3&lpg=PP3&dq=Italia+Nostra+479+gen-mar+2014:+Ferrovie+delle+meraviglie&source=bl&ots=cwrm3pGwoM&sig=oYU7Ih0Wiml4SE8f74p9WSeC81k&hl=it&sa=X&ei=Kiz-VM7LLqbkyAO64IGgBQ&ved=0CCgQ6AEwAQ#v=onepage&q=Italia%20Nostra%20479%20gen-mar%202014%3A%20Ferrovie%20delle%20meraviglie&f=false>

− COMUNICATO STAMPA − 

La casa editrice Falco ha inaugurato la rassegna di Aperitivi letterari, in onore della festa della Donna, con la presentazione del volume Maschere di vetro e polvere della scrittrice Jesa Aroma.

Un libro che narra di violenza, di riscatto, di solitudine. Un’indagine interiore, l’introspezione della protagonista Gioia, vessata dal marito Riccardo, e trasformata in mero oggetto di possesso, prigioniera del proprio matrimonio.

«È un libro – ha spiegato Jesa Aroma – che è maturato lentamente dentro di me. Non è il tentativo di dare una spiegazione ai fenomeni di violenza, è il racconto di una storia che diventa essa stessa ricettacolo di tante vicende di cronaca che ho letto nel corso degli anni».

Il tema caldo e l’interesse del pubblico hanno fatto scaturire un interessante dibattito, che ha coinvolto le mille sfumature dell’universo femminile.

Una conversazione – quella dell’autrice con il giornalista Carlo Minervini e l’editore Michele Falco – intervallata dagli spunti musicali di Januaria, raffinatissima cantautrice che ha deliziato la platea pizzicando le corde della sua chitarra e proponendo musiche e parole scritte proprio da Jesa Aroma.

«Inauguriamo questo format di eventi all’interno della nostra casa editrice – ha spiegato l’editore Michele Falco – e lo facciamo omaggiando ciò che di più prezioso esiste a questo mondo: la donna. E proprio a partire dal libro di Jesa Aroma, che denuncia in più punti le carenze umane e legislative in tema di violenza di genere, prendiamo posizione contro tutte le forme di abuso: specialmente quelle verso i più deboli, compiute dai vigliacchi».  

 

 

L’ufficio stampa

Falco editore

Carlo Minervini

Domenica, 08 Marzo 2015 00:02

Women at work

− COMUNICATO STAMPA −

Le relazioni tra le persone cambiano grazie a internet, nuovo mezzo di connessione tra individui, gruppi, istituzioni. La rete consente di acquisire nuove forme di socialità, è uno spazio virtuale che è però presente nelle nostre vite reali e consente di incontrare, comunicare, scambiare.

Ciascuno di noi oggi ha a disposizione uno spazio per raccontare sé e ciò che gli appartiene, condividendo tutto ciò con chiunque sia interessato, i suoi hobby, il suo lavoro, i suoi studi, i suoi progetti, i problemi, il tutto a disposizione di chiunque sia interessato alla conoscenza e al confronto reciproci. Non siamo più solo oggetti di comunicazione, ma soggetti connessi che interagiscono, costruiscono e collaborano quotidianamente. E nella rete si creano legami e relazioni concrete su cui sappiamo di poter contare. Mi rivolgo in particolare alle donne che lavorano o che sono in cerca di occupazione e vogliono fare rete tra loro: facciamo nascere gruppi di discussione su tematiche specifiche, promuoviamo donne imprenditrici, promuoviamo network di donne che cercano/offrono opportunità di lavoro, organizziamo convegni e dibattiti con chi può aiutarci a capire, utilizziamo al meglio i social network per promuovere la professionalità al femminile.

Sfatiamo luoghi comuni del tipo:
-le donne non sanno fare squadra
-le donne sono invidiose tra loro
-le donne non sanno fare networking

…E tanti altri che vi verranno senz’altro in mente.

Questo gruppo vuole smentire tutto questo. Vuole riunire donne, diverse per competenze, che si uniscono per portar avanti progetti nuovi, donne che quando hanno un problema possono rivolgersi al gruppo ,donne che cercano collaborazioni per partecipare a bandi, donne che si promuovo traendone reciproco beneficio. Questo gruppo “woman at work” nasce come sostegno reciproco, è un luogo dove siamo libere di esprimere i nostri talenti, cerchiamo di far nascere percorsi professionali che sperimentano nuovi modi di lavorare, basati prima di tutto sulla relazione e sulla possibilità di portare nel lavoro la propria passione, senza dimenticare poi il fare business.

Per networking si intende l’arte di sviluppare la rete di conoscenze lavorative e personali e di sfruttare il potenziale del passaparola che da queste può derivare. https://www.facebook.com/groups/1547726038830062/

Women at work Marina Martino

Giovedì, 05 Marzo 2015 16:05

Io sto con Rosario

Dopo la pubblicazione della notizia del vergognoso licenziamento subito da un nostro concittadino, Rosario RUMMOLO, da parte della ditta in cui prestava servizio, la Ferloc, in seguito a legittime richieste di delucidazioni su, a quanto pare, evidenti irregolarità riportate sulla busta paga, oltre al così detto ashtag , partito qualche giorno fa su varie piattaforme sociali, da ieri è partita, altrettanto spontaneamente, la campagna “Mettiamoci la faccia”, con cui i cittadini del capoluogo del Pollino si ritraggono in fotografia, anche in gruppo, per poi postarla, colla scritta “Io sto con Rosario” esprimendo partecipazione alla lotta condotta dallo stesso per il licenziamento, per altro attuato, secondo l'azienda, “per giusta causa”.

Anche noi di CV in Rete ci stringiamo attorno a lui esprimendogli la nostra piena solidarietà.

− COMUNICATO STAMPA −

La FIPAV Comitato Regionale Calabria in collaborazione con la Scuola Volley Avolio di Castrovillari orga“nizza il 5 Marzo 2015 a partire dalle ore 15.00, nella Palestra del Polisportivo 1° Maggio “Franceschino Filpo” , una seduta di allenamento in occasione del "PROGETTO TALENTI REGIONE femminile ,indetto dal Settore Tecnico Nazionale. Nella giornata di domani sotto la direzione tecnica del responsabile del progetto selettivo nazionale Prof. Giuseppe Davide Galli, che sarà coadiuvato dai selezionatori regionali e provinciali, saranno visionate 18 atlete provenienti da tutta la Calabria nate nel 2000-2001 e  99.  Seguirà il Corso di Aggiornamento per gli allenatori della Calabria di ogni ordine e grado dove relazionerà il prof. Galli sul tema: "Dal palleggio didattico al palleggio di alzata. Lo sviluppo tecnico tattico dell'alzatore”. La Scuola Volley Avolio e il Comitato Regionale Calabria sono infatti orgogliosi di poter organizzare e ospitare un evento di tale portata per la pallavolo calabrese, che ha la finalità di qualificare il movimento pallavolistico e la ricerca e lo sviluppo dei  talenti. La società castrovillarese ringrazia il Comitato regionale Calabria per aver scelto Castrovillari quale sede di questo evento.

Scuola Avolio Volley Castrovillari

− COMUNICATO STAMPA −

Il progetto locale Nati per Leggere Castrovillari aderisce alla decima edizione di “Storie Piccine”, la settimana Nati per Leggere del mese di marzo dedicata alla lettura ad alta voce, promossa dalla Città di Torino , da Iter - Istituto Torinese per un’Educazione Responsabile-, dalla rete di Biblioteche Civiche Torinesi e dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura. Un evento che negli anni ha coinvolto molti progetti locali e regionali Nati per Leggere. “Libro, dove mi porti?” è il titolo dell’iniziativa locale che prevede quattro incontri di lettura dal 10 al 13 marzo. Martedì 10 in biblioteca, dalle 16:00 alle 17:30, ai bambini di età compresa dai 3 ai 6 anni i lettori volontari leggeranno “Lupo&lupetto” e “Crictor, il serpente buono”, due dei libri vincitori della V edizione del Premio nazionale Nati per Leggere 2014 che approfondiscono il tema dell’amicizia e della scoperta di sé; mercoledì 11 marzo alle 9:45 con i bambini della sezione Primavera della scuola paritaria Mamma Chioccia, l’educatrice e lettrice volontaria Patrizia Pisani insieme ai bambini e genitori svolgerà un laboratorio sulle emozioni “Facciamo finta che... “ a partire dal libro “Guarda che faccia!” uno dei libri in edizione speciale Nati per Leggere; giovedì 12 marzo alle 15:00 presso il Puntino lettura NpL della scuola dell’infanzia Rione Civita le maestre e i lettori volontari leggeranno “Orso, buco!”, altro libro vincitore del Premio NpL, che insieme a ritmi, suoni, forme e colori, offre al bambino una grande capacità di immaginare dentro e oltre la storia. Venerdì 13 marzo alle 9:30 i lettori volontari incontreranno i bambini con i loro genitori presso l’asilo nido comunale per leggere insieme “Le mani di papà”, libro vincitore della sezione del Premio “Nascere con i libri”. Dunque ancora belle storie, per il puro piacere della lettura insieme ai piccini, per fermare il tempo e ritrovare nel libro un punto d’incontro. Le letture continueranno in altri Punti e Puntini lettura NpL della città che si stanno costituendo, in biblioteca, negli ambulatori pediatrici, presso l’U.O. di Pediatria, nelle scuole. Una rete locale che comincia a funzionare, un progetto di comunità ancora sperimentale ma che si spera avrà il sostegno della comunità intera.

Info: https://www.facebook.com/NatiperLeggereCalabria; www.natiperleggere.it

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Tel. 328.6290572

Il coordinamento locale NpL

− COMUNICATO STAMPA −

Dopo il grande successo riscosso dalla compagnia Aprustum con “Cafè Chantant “ di Eduardo Scarpetta la XIV Stagione di TeatroMusica, organizzata da L’Allegra Ribalta in sinergia con il Comune, continua con un altro appuntamento da non perdere. Protagonisti all’auditorium comunale, domenica 8 marzo alle 18,30, saranno gli attori siciliani della Compagnia Ettore Petrolini di Barcellona Pozzo di Gotto con la commedia brillante “Decisamente brutta…” di Francesco Chianese. Divisa in due atti la commedia, che vede otto attori in scena, è basata sull'inganno. Si ironizza su fatti che potrebbero accadere e forse in qualche famiglia, di scarsi valori morali, accadono. In fondo, in fondo cos'è la vita... se non un piacevole inganno? Visto il successo e l'apprezzamento che la Rassegna sta avendo, gli organizzatori invitano tutte le persone interessate allo spettacolo a prenotare in anticipo i biglietti presso “Au Rendez-Vous” di Morano Calabro. La Stagione di TeatroMusica 2014-2015 continua poi con il grande concerto di musica classica “Don Pasquale” di Gaetano Donizetti. Per la prima volta, il 21 e 22 marzo alle 19,30, a Morano sarà rappresentata un’opera intera, a cura dell’Orchestra di Fiati moranese diretta dal M° Massimo Celiberto. Da non perdere.

Domenico Donato

Ufficio stampa TEATROMUSICA

− COMUNICATO STAMPA −

Sabato 7 marzo, alle 21,00, al Teatro Comunale di Cassano all’Ionio, la compagnia castrovillarese Aprustum mette in scena “A che servono questi quattrini?”, la celebre commedia scritta da Armando Curcio e resa famosa dal film omonimo con Eduardo e Peppino De Filippo. Lo spettacolo è inserito nella sezione “L’altro teatro” della IX Stagione Teatrale della Città di Cassano all’Ionio, organizzata dall’associazione culturale Novecento, sotto la direzione artistica di Benedetto Castriota. Scritta con successo da Curcio per i De Filippo, alla vigilia della seconda guerra, prima che il furore attivo degli eventi devastasse ogni dolcezza, “A che servono questi quattrini?” sa smitizzare con garbo incensurabile retoriche corporativiste o stakanoviste di quegli anni esaltati. La sceneggiatura è condita con battute tanto brillanti quanto intelligenti sul rapporto delle persone con i beni materiali, con l’apparire nella società, con le dinamiche uomo­donna nella vita di coppia. Il tutto con buon gusto e senza mai scadere in volgarità. In un passo della commedia, uno dei protagonisti, lo sprovveduto Vincenzino Esposito esclama: “Il danaro non ha mai dato la felicità a nessuno! Specialmente quann'è poco!”. E lo dice con una riserva di popolana ironia che mette in discussione la tesi del suo maestro filosofo, lo spiantato marchese Eduardo Parascandolo, barbone metafisico. Costui si aggira per i vicoli e i bassi di Napoli, raccogliendo adepti tra gli emarginati e i semplici che plagia con le sue bizzarre e fascinose teorie: “il denaro è un trucco, serve solo ad apparire ciò che non si è” secondo il vecchio furbo Professore. E di conseguenza il faticoso lavoro che lo procura è inutile; la vita è il dolce far niente, l'ozio filosofico, la liberazione della fantasia; la ricchezza inventata può procurare gli stessi vantaggi della ricchezza reale. Tesi che si ribalta in comico paradosso quando la sua applicazione esige al contrario frenetica organizzazione, competenza commerciale, astuzie e praticità dinamiche e non più contemplative che sistemeranno non solo l'incolto Vincenzino, ma pure il suo geniale maestro, inventore di un'eredità inesistente e comunque felicemente risolutiva. In quest'epoca di furia tecnologica, avvelenata dall'ansia di denaro e dal consumismo dissennato, la compagnia Aprustum (reduce dai successi scarpettiani di “Cafè Chantant” e di “Lu curaggio de nu pompiere napoletano”), porta in scena questa surreale commedia di Curcio affinché sia divertita riflessione per rivalutare, assolvendoli dal senso di colpa, anche il tempo improduttivo, le pause inerti che rivitalizzano la fantasia e il piacere del sentirsi vivere. Diretti sapientemente da Casimiro Gatto, sulla scena ci saranno Fedele Battipede, Antonio De Biase, Filomena De Tommaso, Nunziato Di Benedetto, Ivan Donadio, Luca Donadio, Marianna Fortunato, Luigi Grisolia, Rosanna Guaragna, Alessandro Laitano, Gabriele Pacenza, Mariella Pudia, Claudio Scriva e Lucrezia Zaccaro. Le scenografie sono di Andrea Magnelli.

DOMENICO DONATO

UFFICIO STAMPA APRUSTUM

− COMUNICATO STAMPA −

Viole’ di e con Angela Micieli, per la regia di Rosy Parrotta, produzione Khoreia 2000, è finalista al Rome Theatre Award che si terrà nella capitale il 10 marzo. Un altro importante attestato di merito per lo spettacolo già vincitore del premio miglior testo e giuria popolare al Festival Dirittinscena 2014 e, ancora, medaglia d’argento al Premio Centro alla Drammaturgia per Monologhi 2014. “E’ il giusto riconoscimento – dichiarano la Micieli e la Parrotta - per l’importante lavoro svolto a favore del teatro civile e di ricerca e che ci consegna, nel contempo, anche una grande responsabilità, quella di saper proseguire sulla strada intrapresa, mantenendo inalterato il livello di qualità raggiunto nell’affrontare tematiche sociali. Raccontare la violenza è, di per sé difficile, ma per noi donne lo è ancora di più perché nel momento catartico dei protagonisti della storia entrano in gioco, per noi autrice/attrice e regista, sentimenti e sensibilità appartenenti esclusivamente al genere femminile che “smuovono” il tutto ma capaci di rendere il momento della messa in scena emozionante per tutte le parti coinvolte, in forma di testimonianza sincera. Raccontare la triste attualità con bocca e cuore di donna, con la dolcezza e la disciplina di una mamma che ama la propria creatura”. Attenzione con la quale la Compagnia Khoreia 2000 sta preparando il prossimo lavoro Metropolitalia – Linea B. Uno spettacolo che torna in scena, in una nuova veste, con tutta la sua forza, sabato 28 marzo al Teatro Sybaris.

Laura Capalbi

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