Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Semper adamas

«La mia gente non ha paura di nulla, nemmeno delle parole»
(Gabriele d'ANNUNZIO, principe di Montenevoso)

«Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»
(Filippo Tommaso MARINETTI, Manifesto del Futurismo, in «Le Figaro», PARIGI, 20 febbraio 1909)

Vi Veri Veniversum Vivus Vici

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Il nome “Giangurgolo” è un composto. Deriverebbe dalle parole Gian(ni) (o Zanni) e Gurgolo (o Gurgola) e starebbe a significare “Gianni Golapiena”, ovvero “Boccalarga”, cioè “Gianni Ingordo”, per via del suo insaziabile appetito, caratterizzandone così da subito le peculiarità: persona di molte chiacchiere e di grande ingordigia intesa anche come fame. Il suo enorme appetito, infatti, è a stento placato da "un carretto di maccheroni, una cesta di pane e due botti di vino".

Col nome “Zanni” si indica un tipico personaggio della Commedia dell'Arte che rappresenta la più antica maschera del servo, e presenta diverse varianti in Italia. Il nostro, infatti, riprende e reincarna con stile calabrese proprio quello bergamasco. Si vedano, a tal proposito, le maschere Brighella (nei panni di primo zanni) e Arlecchino (nei panni di secondo zanni). Come primo zanni troviamo pure Buffetto e Pedrolino (da cui deriveranno il francese Pierrot e l'italiano Pierino), ma anche Stoppino, per lo più secondo zanni, come pure, nei panni di secondo zanni troviamo Trivellino, Frit(t)ellino, Mezzettino, Traccagnino, spesso confuso con Arlecchino, come nel caso di Naccherino e Nespolino, ma anche Temellino, Volpino, Truffaldino, Fichetto, Francatrippa. La funzione di uno Zanni sdoppiato consisteva nella necessità di affidare al primo il ruolo di servo furbo e maneggione e al secondo quello di servo sciocco e pasticcione.

Della parola "zanni" rimane, infatti, ancora oggi traccia nel dialetto calabrese, nell'uso di espressioni come "fari 'i zanni", che vuol dire, "fare degli scherzi", o ancora l'espressione "zanniare" che vuol dire "scherzare" appunto. È possibile reperire un ulteriore riferimento allo Zanni nel dialetto reggino, nella tipica espressione "Facc' 'i Maccu" (Faccia di Macco), che deriva dal personaggio Maccus, il servo sciocco della commedia plautina, molto simile al servo sciocco interpretato da molti Zanni della Commedia dell'Arte.

Il termine “Gurgolo”, invece, vuol indicare "bocca larga" o "grande bocca", ovvero un personaggio, ingordo e goloso, ma anche di gradasso e vanaglorioso, rimandandoci a un altro personaggio della commedia plautina: il Miles gloriosus.

Comunque, l'interpretazione non si ritiene univoca e la spiegazione del ghiottone ingurgitatore potrebbe essere derivata da una deduzione a posteriori.

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Articolo precedente: <http://www.cvinrete.altervista.org/index.php/cultura/item/42-giangurgolo-una-maschera-calabrese-tra-carnevale-e-commedia-dellarte-–-3a-parte-origine-ii>

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Secondo Alfredo BARBINA, invece, che abbraccia l'ipotesi di un'origine sì nel contesto napoletano, ma pur sempre di una maschera calabrese, che impersonerebbe il tipo goffo e rozzo, dai tratti fortemente allettanti per non essere considerata dal fantasioso e pittoresco teatro napoletano, solo in un secondo momento avrebbe assunto quelle connotazioni che lo hanno reso la caricatura del patriziato vano e sfrontato in fuga dai Savoia.

Nel XVIII secolo egli entrò anche in due farse napoletane, dove la sua caratterizzazione, soprattutto il dialetto calabrese, diverso da quello degli altri che era napoletano, lo resero particolarmente individuabile.

Questo personaggio, di molte parole (e molta fame) e di pochi fatti, che rappresentava una parodia dei vari feudatari che avevano spadroneggiato nell'Italia meridionale, nacque, o comunque si sviluppò, secondo la maggior parte degli studiosi, per soddisfare l'esigenza di rendere ridicoli i dominatori spagnoli o a essi rifacentisi e farne la caricatura, ovvero quegli arroganti e boriosi signorotti di quel periodo che imitavano gli atteggiamenti altezzosi e imbelli degli ufficiali spagnoli, e che, agli occhi della popolazione meridionale, dovevano apparire tanto uomini oltremodo stravaganti e bugiardi, nonché affamati e donnaioli, quanto persone del tutto inutili e futili.

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Articolo precedente: <http://www.cvinrete.altervista.org/index.php/component/k2/item/38-giangurgolo-una-maschera-calabrese-tra-carnevale-e-commedia-dellarte-–-2a-parte-origine-i>

Prossimo articolo: Nome/II

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L’origine precisa di questo tanto strano e burlesco quanto gioioso e simpatico personaggio è incerta, a causa della totale frammentarietà delle fonti sia storiche che letterarie, anche se il contesto storico in cui si affermò è quello immediatamente seguente la guerra di successione spagnola e la firma del trattato di UTRECHT (1713)

Secondo alcuni studiosi, come Giuseppe PETRAI, autore de Lo spirito delle maschere, era la caricatura di quelle persone che imitavano i cavalieri siciliani "spagnoleggianti". Intorno alla metà del XVIII secolo, dopo che la Sicilia venne ceduta ai Savoia col trattato suddetto, molti nobili spagnoli siciliani, per non sottostare ai nuovi dominatori, migrarono verso le sponde del Regno di NAPOLI, approdando nella città di REGGIO DI CALABRIA, dall'altra parte dello Stretto.

Secondo alcune fonti letterarie, invece, risalirebbe al Seicento (se non addirittura alla metà del secolo precedente!), dicendola nata a NAPOLI. È del 1618, infatti, la notizia di un attore, tale Natale CONSALVO, che nella capitale del Regno lavorava nelle vesti di “Capitan Giangurgolo”. Fu Benedetto CROCE a sostenere che sia questa la prima volta che si faccia menzione di tale personaggio calcante le scene dei teatri.

Solo in un secondo momento alcuni testi documentano la sua presenza nella città calabrese dello Stretto.

Secondo tale congettura, la maschera fu importata in Calabria e utilizzata nell’ambito della satira locale per ridicolizzare quegli stupidi e inetti di blasonati siciliani decaduti di origine spagnola e vicini alla corona di Spagna che avevano compiuto la traversata, diventando, tale maschera, quella tradizionale della regione.

Da tale data questo personaggio si moltiplicò in tutta Italia e anche oltre, se addirittura lo troviamo nel 1668 a PARIGI, anche se nel ruolo di Zanni (per cui V. oltre).

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Articolo precedente: <http://www.cvinrete.altervista.org/index.php/component/k2/item/36-giangurgolo-una-maschera-calabrese-tra-carnevale-e-commedia-dellarte-–-1a-parte-introduzione>

Prossimo articolo: Origine/II

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La Commedia dell'Arte, che ha rappresentato uno dei momenti più elevati della storia del teatro, fece uso dalla seconda metà del Cinquecento, per tutto il Seicento, e buona parte del Settecento, di “maschere”, ovvero di tipizzazioni che, già esistenti nella commedia classica e in quella rinascimentale, trovarono in essa maggiore presenza e caratterizzazione, al punto da rappresentare determinate classi sociali e zone geografiche. Esse divennero le vere protagoniste di questo genere teatrale e ne determinarono il successo.

A rappresentare la Calabria ci fu la figura di un milite millantatore chiamato “Giangurgolo”: certamente la maschera più rappresentativa della tradizione culturale della nostra regione relativamente alla Commedia dell'Arte prima e alle festività carnevalesche dopo.

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Venerdì, 01 Febbraio 2013 17:04

Aspettando il Carnevale...

È ai nastri di partenza il Carnevale di CASTROVILLARI & Festival internazionale del Folklore, ormai giunto alla sua 55a edizione. La manifestazione, considerata la prima della Calabria per anzianità e per importanza, nonché tra le prime d'Italia, essendovi prove documentali sin dal 1635, è organizzata dalla Pro loco del Pollino di CASTROVILLARI e patrocinata dalla Città di CASTROVILLARI. Quest'anno a rappresentarla sarà la maschera di Giangurgolo.

È ora in corso la conferenza stampa di presentazione del programma presso Villa BONIFATI.

Prossimamente una scheda del personaggio della Commedia dell'Arte che gli organizzatori hanno preso a simbolo degli eventi carnascialeschi di quest'anno.

Tutte le informazioni possono essere reperite presso il sito ufficiale: <http://www.carnevalecastrovillari.it/>.

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Ieri, giovedì 31 gennaio, alle ore 18:00, presso la sala 14 del Protoconvento francescano a CASTROVILLARI, in seguito alle svariate manifestazioni che si sono svolte in queste settimane a sostegno del'ospedale del capoluogo del Pollino, si è tenuta la conferenza stampa congiunta delle associazioni Città Solidale, Kontatto Production, Prima Persona Pollino e Sifeum. A rappresentare i rispettivi sodalizi Gianni DONATO (Città Solidale), Pasquale PANDOLFI (Kontatto Production), Lucia FILOMIA (Prima Persona), che hanno sottolineato, sotto vari aspetti, come il decreto di accorpamento dei presidi ospedalieri di CASTROVILLARI e ACRI, a cui si è aggiunto addirittura quello di SAN GIOVANNI IN FIORE, sia un vero e proprio vulnus per tutte le popolazioni interessate. Tra i relatori, il sindaco della nostra città, Domenico LO POLITO, il quale ha ribadito l'impegno dell'amministrazione per il superamento di questa incresciosa situazione ringraziando le associazioni presenti per l’attenzione da esse dimostrata.

Tale iniziativa ha inteso suffragare, coll'impegno fattivo del mondo associazionistico, gli sforzi del Comitato territoriale per la tutela della salute nell'area del Pollino e della Sibaritide nella sensibilizzazione dell'opinione pubblica e delle istituzioni regionali affinché l'ormai famigerato decreto 191, del 20 dicembre 2012, venga revocato o, in subordine, vanificato, affinché si rimanga in linea coll'attuale Piano sanitario regionale, il quale ha individuato il nostro nosocomio come l'unico ospedale spoke della Calabria settentrionale.

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

“L’Amministrazione comunale di Castrovillari, dopo aver costituito l’Ufficio Legale, in posizione di staff , alle dirette dipendenze del Sindaco, sta dando risposte ai diversi contenziosi, risparmiando risorse, tempo  ed offrendo un servizio più celere, a quei cittadini a cui è stato provocato, purtroppo, un danno anche per problemi determinati dalla viabilità, e nei confronti della quale siamo impegnati per una ottimizzazione dell’esistente, nonostante l’esiguità di fondi che sempre più ci vengono decurtati dalla finanza centrale, nei trasferimenti, a causa delle politiche di spending review.”

Lo ha affermato  il Sindaco, Domenico Lo Polito, facendo il punto sulla situazione “contenziosi” che sta affrontando il Comune, “grazie a questo nuovo strumento-aggiungeper mettere riparo ad una situazione che è costata all’Ente in questi ultimi cinque anni circa 600milaeuro con una media annuale liquidata di circa 132milaeuro.”

“Un Tavolo Tecnico,  costituito il 15 gennaio scorso, su proposta della responsabile dell’Ufficio Legale, l’Avvocato Angela Giordano – spiega il primo cittadino - , ha dato inizio ad un’ attività di prevenzione e controllo dei rischi con la finalità di poter ridurre il più possibile il verificarsi di eventi dannosi che procurano perdite pecuniarie all’Amministrazione e disagi ai cittadini.”

“Dopo un’attenta analisi delle relazioni , presentate sull’argomento da parte  di tutti i soggetti partecipanti al Tavolo Tecnico e dopo un’ampia discussione , con la collaborazione del broker dell’Ente, la PBAI di Castrovillari – sostiene l’avvocato Giordano- , sono state individuate tutte le azioni che saranno messe in atto nel più breve tempo possibile a cura degli Uffici competenti dell’Ente come il Comando di Polizia municipale ed il Settore Lavori Pubblici, più volte interessati per competenza.”

“ Un lavoro, questo,  di concertazione, con un occhio attento al contenimento della spesa pubblica che il rigore messo in campo dall’Amministrazione sta portando avanti con grande senso di responsabilità senza, peròricorda il Sindaco Lo Polito-,  perdere contestualmente di vista la riduzione dei tempi di liquidazione, o comunque di risposta al di là del risultato, dei sinistri a tutto vantaggio dei cittadini realmente danneggiati.

“ Naturalmente- fa presente l’avvocato Giordano - l’Ufficio Legale sta valutando anche le misure necessarie per ridurre le conseguenze economiche che potrebbero scaturire dall’elevato numero di sinistri stradali registrati, verificando la possibilità di trasmettere i fascicoli alla Procura della Repubblica, là dove risultassero evidenti elementi camuffati, e dunque penalmente perseguibili, per la quantificazione dei danni subiti, o sulla dinamica reale del sinistro denunciato.”

“Tutto ciò, solo e semplicemente- affermano il Sindaco Lo Polito e l’Avvocato Giordano-, per prevenire azioni risarcitorie contraffatte e, dunque, a danno della collettività. Anche questa procedura virtuosa si muove- conclude Lo Polito- in quell’ottica ed in quell’azione di rigore e di risparmio che stiamo portando avanti, consapevoli della delicatezza della materia e, soprattutto, a tutela di Castrovillari e nell’interesse dei cittadini.”

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari

(g.br.)

Domenica, 27 Gennaio 2013 16:22

Festa patronale di san Giuliano

Oggi, domenica 27 gennaio 2013, alle ore 10:00, presso la basilica minore di San Giuliano, si è tenuta, colla consueta partecipazione di popolo che la caratterizza, la messa solenne in onore del patrono cittadino. A presiedere il rito S.E. mons. Nunzio GALANTINO, ordinario della diocesi di CASSANO ALL’IONIO, che ha concelebrato insieme col vicario zonale, don Franco OLIVA, e il rettore della basilica medesima, mons. Carmine SCARAVAGLIONE.

Dopo le allocuzioni del vescovo e del sindaco, Domenico LO POLITO, ha avuto luogo il tradizionale rito della consegna delle chiavi che, porte dal primo cittadino al presule, sono state da questi offerte al santo.

Significativo il riferimento del pastore agli eventi calamitosi che hanno colpito sia la città che il comprensorio della diocesi. Egli ha voluto sottolineare come si sia fatto latore, presso lo stesso Santo padre, della situazione di particolare prostrazione della comunità di fedeli colpita dal sisma che ha interessato il Pollino e della perdurante condizione in cui versa il santuario diocesano della Madonna del Castello dopo la frana che ha interessato la collina su cui si erge. Infatti, non ostante abbia rimarcato il giubilo per l’avvenuta riapertura della chiesa ospite dell’evento, non ha potuto sottacere, per sé stesso e per la cittadinanza intera, il dispiacere per la non completa fruibilità dell’altro tempio caro ai castrovillaresi.

Il sindaco, per la prima volta partecipante alla liturgia in questa funzione, ha posto l’attenzione, invece, sulla necessità di un ritorno a un sistema valoriale, che molto probabilmente un momento di crisi rende più facile.

A impreziosire l’ufficio, la speciale impartizione di alcuni sacramenti. Due donne, sorelle, di origine stranera, hanno potuto fare ufficialmente ingresso nella comunità dei fedeli, ricevendo il battesimo, in attesa di un pronto accesso, come si è auspicato lo stesso celebrante, nel consesso urbano a pieno titolo, colla concessione della cittadinanza. Ovviamente, come prevede la liturgia in questi casi, si provvedeva a imprimere anche il sigillo della cresima, che le ha rese completamente partecipanti della Chiesa militante, insieme con altri due cittadini italiani.

Tra le autorità, la consigliera comunale Anna DE GAIO.

All’esterno del luogo di culto, si teneva la Sagra delle Vecchiaredde, in conformità a una tradizione giunta alla sua 36a edizione, grazie all’impegno di alcune pie donne che provvedevano alla loro distribuzione gratuita.

I festeggiamenti, che hanno visto con oggi il loro culmine, termineranno il 29 p.v., data del secondo anniversario dell’elevazione del luogo sacro da chiesa monumentale a basilica minore.

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