Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Semper adamas

«La mia gente non ha paura di nulla, nemmeno delle parole»
(Gabriele d'ANNUNZIO, principe di Montenevoso)

«Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»
(Filippo Tommaso MARINETTI, Manifesto del Futurismo, in «Le Figaro», PARIGI, 20 febbraio 1909)

Vi Veri Veniversum Vivus Vici

− COMUNICATO STAMPA −
 
La guida, 700 pagine, prefazione di Fulco Pratesi, descrive il Pollino, con i suoi oltre centottantamila ettari di estensione e con più di centosettantamila abitanti, quale il più vasto, articolato e composito parco nazionale d’Europa. “Il Parco dei parchi” ama chiamarlo Francesco Bevilacqua. Se si volessero conoscere tutte le bellezze naturali del Pollino, tutti i suoi paesi, tutti i suoi paesaggi, tutti i suoi scorci più inusitati, tutti i suoi mille recessi nascosti, non basterebbe una vita.
 
Da qui la necessità di una descrizione adeguata alla grandezza di questo vero e proprio universo a se stante, originale ed unico, del Sud Italia e d’Europa. Un mondo fatto, innanzitutto, di forme variegate del paesaggio: panorami sconfinati, vette e crinali alpestri, boschi fitti, alberi monumentali, valli e conche ariose, gole strette ed incassate, canyon, cascate, laghi, monumenti di roccia. Ma composto anche da tanti e diversi massicci montuosi, da tante e diverse vallate. E poi i cinquantasei paesi, che cingono le sue montagne come un rosario e se ne stanno, spesso, piccoli e solitari, artigliati come rapaci, su impervi costoni di roccia. Ma anche un mondo in senso etno-antropologico, che racchiude etnie, linguaggi, tradizioni, usi, costumi, riti millenari.
 
Un mondo dove il tempo si è fermato, verrebbe da dire. Sennonché, anche quaggiù è giunta la modernità, ed il Pollino è divenuto un laboratorio a cielo aperto, dove si realizzano nuove forme di sviluppo sostenibile.
 
Ecco perché, in questo libro, l’autore racconta il Pollino in tutte le sue sfaccettature, ne ripercorre la storia plurisecolare, ne descrive le bellezze, indica oltre centocinquanta percorsi a piedi per raggiungere gli angoli più suggestivi del parco, accompagna il lettore con consigli pratici, mostra, in oltre seicento fotografie, i luoghi in tutte le stagioni dell’anno, con ogni condizione atmosferica. Per offrire a chi voglia visitare e conoscere il parco uno strumento ricco e nello stesso tempo agevole. Ma anche per donare, agli stessi residenti, un compendio di memoria e bellezza, su un territorio, un ambiente, una grande comunità di natura e cultura da conservare, proteggere e valorizzare.
 
Roberto Fittipaldi

UFFICIO STAMPA 
ENTE PARCO NAZIONALE DEL POLLINO
Lunedì, 06 Aprile 2015 09:34

La prima Pasquetta

Mane nobiscum, quoniam advesperascit, et inclinata est iam dies

Lc 24, 29

 

Vi racconto una storia...

Qualche tempo fa, un tale riportava un evento a cui non aveva partecipato, ma che gli era stato raccontato da due degli stessi protagonisti.

Questi erano partiti da una grande città e si erano incamminati verso argeste (ora diremmo maestrale o, meglio, nord-ovest) diretti a un paesino poco distante, discorrendo, durante il tragitto, di ciò che era avvenuto in quella giornata: una cosa eccezionale che era sulla bocca di tutti; si potrebbe dire una notizia da prima pagina, un servizio con cui aprire il radio-/tele-giornale, un documento da settimanale di approfondimento, un argomento che meriterebbe l'invio di cronisti da ogni dove... Nel mentre che camminavano e parlavano, uno sconosciuto, viandante, a quanto pare pure egli, si accostò a loro, e chiese ragione di tali discorsi. Uno di essi, esterrefatto e rattristito, gli si rivolse chiedendogli se fosse tanto straniero da non sapere ciò che fosse avvenuto da alcuni giorni in qua. Egli sembrava scendere dalle nuvole... Al che gli fu spiegato l'accaduto: un uomo era stato condannato a morte ed era stata eseguita la condanna, ma alcune donne si erano recate presso la sua tomba e avevano incontrato strane persone che avevano riportato la sparizione del cadavere. Inoltre, si dichiaravano delusi, perché immaginavano, dai discorsi che aveva fatto in vita il protagonista del loro racconto, che egli li avrebbe guidati alla riscossa. Egli, allora, forte delle sue conoscenze di studio che aveva compiuto, li redarguì, spiegando che erano stati superficiali nell'analisi di quanto avvenuto e non avevano compreso che ciò che era accaduto in realtà era tutto attendibile, e si avviò con loro. Giunti nel villaggio di destinazione, i due invitarono il pellegrino che si era unito nel cammino a rimanere con loro, vista ormai l'ora tarda, essendo ormai scarsa la luce diurna. Entrarono allora insieme in una casa per consumare un pasto, sicuramente frugale; la tradizione ci tramanda vari tipi di cibi (pesce, pollo, frutta) che avrebbero consumato i tre, ma sono delle aggiunte che i vari cronisti, in seguito alla conoscenza di questa notizia, hanno, di volta in volta, apportato secondo la propria fantasia, senza una certezza dell'accaduto, anche se non sono proprio da scartare. Di sicuro era presente il pane e si ha modo di non escludere la presenza anche del vino. Il viandante solitario, allora, prese il pane e, per distribuirlo, fece il gesto più antico del mondo che avviene a una mensa: lo spezzò, per subito donarlo ai due. A quel punto, questi ebbero come un'illuminazione: riconobbero lo sconosciuto proprio da quest'atto. Ma egli, come era apparso, scomparve. Rimasti allibiti per l'accaduto, decisero di fare ritorno in città, per raccontare a undici loro amici, che erano rimasti dentro le mura, quello che avevano vissuto, venendo a conoscenza che il medesimo personaggio era stato visto proprio da uno di loro.

Un collega del tale che riportava questo racconto si era limitato a dire solo che il summenzionato personaggio fosse apparso a due suoi conoscenti sotto un altro aspetto, mentre questi erano in cammino verso la campagna: decisamente più scarno nella descrizione, ma sostanzialmente in accordo col primo.

Tempo, luoghi, personaggi, fonti 

Tempo: Domenica di Pasqua di Resurrezione dell'anno 33 d.C. ca.

Città di partenza: GERUSALEMME (ירושלים/أُورْشَلِيم)

Paese d'arrivo: EMMAUS (detta in seguito NICOPOLI, quindi ‘Amwās [ﻋﻤﻮﺍﺱ])

Tragitto compiuto: circa 7 miglia (secondo il cronista), ovvero sessanta stadi (secondo Tito Flavio Giuseppe), ovvero approssimativamente 11 km

Il primo cronista si chiamava Luca: Evangelista

Il secondo cronista si chiamava Marco: Evangelista

I viandanti erano Cleopa e Anonimo: Discepoli

Gli undici amici si chiamavano Simone, detto Pietro, Giovanni, Giacomo (il maggiore), Andrea, Filippo, Tommaso, Bartolomeo, Matteo, Giacomo di Alfeo (il minore), Simone lo Zelota o il Cananeo, Giuda Taddeo: Apostoli

Le donne che si recarono al luogo della sepoltura si chiamavano Maria Maddalena, Maria di Giacomo e Salome; qualcun altro parla di Maria MaddalenaMaria di Giacomo e Giovanna, detta la Mirofora, aggiungendo anche altre non specificate: comunque tutte riconosciute come Pie donne (ma i cronisti spesso, si sa, non sono concordi, come spesso avviene nella lettura delle notizie di cronaca di ogni dove e di ogni quando...)

Le strane persone che incontrano le donne: Angeli

L'altro che aveva visto il medesimo viandante si chiamava Simone: Apostolo

Il forestiero si chiamava Gesù, indicato come figlio di Giuseppe, o di NAZARET (נצרת/الناصرة), dal paese della madre dove era vissuto, detto anche il Cristo, o il Messia (a seconda dei popoli): Maestro di Scritture, ma precedentemente, con molta probabilità, falegname, o forse carpentiere

Primo testo: Bibbia, Nuovo testamento, Vangelo secondo Luca, Capitolo 24, Versetti 13-35

Secondo testo: Bibbia, Nuovo testamento, Vangelo secondo Marco, Capitolo 16, Versetto 12

La storia raccontata, poiché il momento culminante avvenne dopo il tramonto, quando gli antichi indicavano il passaggio di data, pur essendo avvenuto, per noi, la sera del giorno della domenica di Pasqua di Resurrezione, per loro avvenne che già era lunedì. Tale giorno, che nella definizione ufficiale del calendario liturgico della Chiesa cattolica è definito lunedì dell'Ottava di Pasqua, semplicemente abbreviato in lunedì di Pasqua, una volta detto anche lunedì in albis (vestibus) (ovvero: “in bianche [vesti]”, dall'uso per cui i battezzati la notte di Pasqua, quando, cioè, veniva amministrato il battesimo, indossavano, già da prima del ricevimento del sacramento, per una settimana, fino alla seconda domenica di Pasqua, una tunica bianca, simbolo di purezza), proprio in onore dell'Angelo che dette il buon annuncio della Resurrezione, è detto, comunemente, proprio lunedì dell'Angelo, e poiché il tragitto fuori le mura finì con un pasto, seppur, a quanto pare, semplice, questo viaggetto, con relativa refezione finale, può essere considerato, a buon diritto, l'archetipo della Pasquetta.

Il testo, quello più corposo, da cui è tratta la storia, è il passaggio del Vangelo che puntualmente viene letto nella messa vespertina della domenica di Pasqua di Resurrezione, e ogni volta che il lunedì successivo compiamo questo rito conviviale, il più delle volte allontanandoci dal nostro luogo ove abitualmente dimoriamo, compiendo una gita fuori porta, ricordiamo questo evento.

Per approfondimenti, si consiglia il seguente collegamento: <http://www.iqt.it/evangelo/lectio/lc24_emmaus.htm>.

 BUONA PASQUETTA

da tutti noi di

CV in Rete!

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Domenica, 05 Aprile 2015 20:25

Buona Pasqua dal santuario dimenticato

Ieri notte, a cavallo tra il sabato Santo e la domenica di Pasqua, intorno alla mezzanotte che separa le due giornate, alcuni castrovillaresi hanno inteso commemorare la Resurrezione partecipando alla tradizionale messa che si è tenuta nel santuario diocesano castrovillarese dedicato alla Madonna del Castello, per sottolineare il proprio attaccamento a codesto luogo di culto tanto caro ai castrovillaresi, ma anche, sembra, tanto dimenticato, dopo lo sfregio ricevuto tre anni or sono non dalla Natura, ma dall'incapacità dell'Uomo a cui si sta aggiungendo l'incuria del medesimo.

Fabio DONATO, un cittadino, un fedele, che con questo atto ha testimoniato il suo profondo radicamento alla comunità e alle sue tradizioni, ci ha fatto pervenire il seguente scritto, con cui esprime il suo sentimento a riguardo, che riportiamo integralmente.

Sono bastati solo quattro anni al popolo CASTROVILLARESE per dimenticare 925 anni del SANTUARIO DELLA MADONNA DEL CASTELLO ... l'antica Chiesa Normanna che per quasi un millennio a vegliato e protetto l'antica Castrovillari, arroccata nel colle attorno ad essa. Per 850 anni i pellegrini, i fedeli, il popolo tutto, I NOSTRI ANTENATI, raggiungevano e vivevano il Santuario a piedi, privi di qualsiasi mezzo di locomozione a motore, allora inesistente ... ora all'improvviso è bastata una semplice interdizione stradale che costringe le persone a camminare 100 metri, per abbandonare tale luogo. Impossibile ora raggiungerlo da parte di molti nostri concittadini e concittadine con le loro lussuose macchine da lasciare in doppia fila in mezzo alla strada, da cui lussuose signore scendono con le loro lussuose pellicce, i loro lussuosi tacchi a spillo, vestiti tutti a festa come tanti burattini ... FIGLI DI UNA SOCIETÀ BASATA SOLO SULL'APPARIRE E NESSUNA INTERIORITà MORALE ... dimenticandosi che solo i loro genitori, e nonni nati prima dell'era della motorizzazione di massa, raggiungevano tale Santuario a piedi come fecero a loro volta i loro genitori, nonni, bisnonni, trisnonni ... e così via per oltre 40 generazioni. Andare ora al Santuario della Madonna del Castello non è scalare la cima dell'Everest, ma solo camminare per una strada asfaltata per soli 100 metri ... ma ... ora ciò significa sacrificio, penitenza ... ma non il sacrificio di camminare ... MA QUELLO DI NON MOSTRARSI, APPARIRE, ESIBIRSI .... POPOLO DI CASTROVILLARI, tu sei famoso per il tuo continuo rinnegare le tue radici e storia ... ma ora sarai famoso per aver rinnegato anche i tuo Santuario... BUONA PASQUA A TUTTI....

Un ennesimo grido di dolore, che si somma ai tanti altri, espressi in più occasioni e in vari modi da molteplici cittadini e fedeli castrovillaresi, che si diffonde dal colle mariano e sembra non essere udito se non dalla divina Madre, sempre più sola, in una cittadina sempre più spoglia, avviata verso una passione senza fine e lontana da una speranza di una, seppur laica, resurrezione.

Auguri!

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Sabato, 04 Aprile 2015 18:32

Un'altra Pasqua

Siamo abituati a immaginare la Pasqua come un evento tipico della religione giudaica, per la quale, quest'anno, cade proprio oggi, da cui sarebbe derivata la massima solennità del cristianesimo, per il quale, però non sempre, cade il medesimo giorno, festeggiandola, i cattolici e gli evangelici secondo il calendario gregoriano, e quindi domani, e gli ortodossi secondo quello giuliano, e quindi il 12, proprio fra una settimana.

Ma vi sono altre realtà religiose, presenti ormai da tempo anche nella nostra comunità, che presentano, nel proprio calendario liturgico, degli atti riconducibili tanto alla festività ebraica, quanto a ciò che la tradizione ci tramanda circa Cristo e i suoi Apostoli. Si può parlare, senza ombra di smentita, di un ponte gettato tra le due fedi, poiché tali correligionari hanno venerazione di Gesù, ma compiono tale commemorazione proprio nel giorno in cui gl'israeliti consumano la loro cena pasquale, proprio come avvenne nel Cenacolo.

Essi sono i Testimoni di Geova, che ieri, venerdì 3 aprile 2015, 14 di nisan (נִיסָן), il settimo mese del calendario ebraico nel computo ordinario, il primo nel computo dall'uscita dall'Egitto o l'ottavo nel computo ordinario negli anni embolismici, si sono riuniti, in tutto il mondo, per commemorare l'Ultima cena, proprio nel giorno in cui, in tutto il mondo, i discendenti d'Israele consumano il seder (סדר), propriamente “ordine”, di Pesa(c)h (פסח), propriamente “passaggio”.

A CASTROVILLARI, si sono dati appuntamento, alle ore 18:30, presso il teatro comunale “Sybaris”, dove, colla frase “Ci saranno milioni di persone. E voi?”, hanno esteso l'invito anche a coloro che non hanno abbracciato la loro fede. Il volantino da loro distribuito, infatti, recitava:

Lo scorso anno in tutto il mondo circa 20 milioni di persone hanno ubbidito al comando di Gesù osservando questa ricorrenza annuale. Quest’anno ci sarete anche voi? I Testimoni di Geova vi invitano ad assistere insieme a loro alla Commemorazione della morte di Cristo che si terrà venerdì 3 aprile dopo il tramonto. Scoprirete il valore che la vita e la morte di Gesù possono avere per voi.

Tale commemorazione si è tenuta una in sala gremita, che ha registrato, secondo un linguaggio tipicamente teatrale, il tutto esaurito. La serata ha visto l'avvicendamento, su un palco particolarmente addobbato di fiori per l'occasione, di alcuni responsabili e si è dipanata secondo una sequenza di passi e canti biblici. Il suo culmine si è registrato allorquando si è avuto il “passaggio” del pane e del vino che tutti i presenti hanno ricevuto, rispettivamente su piatti e calici, dal proprio vicino per porgerlo a quello controlaterale.

Trascriviamo quanto riportatoci da un attivo fedele che ha voluto, in questo modo, spiegare quanto avvenuto.

Viene fatta una disamina di versetti letti direttamente dalla Bibbia sotto forma di discorso di ciò che significa per noi il sacrificio di Gesù, che morì per ognuno di noi, indipendentemente da razza, religione o altro, ma che solo tramite il suo sacrificio l'umanità può ricevere da Dio la redenzione dal peccato e si incoraggia a conoscere Dio e Gesù considerando la Bibbia. Inoltre si ricorda l'effettiva celebrazione che fece Gesù facendo passare gli emblemi, o simboli, della commemorazione o pasto serale del Signore, il pane non lievitato (raffigurante il corpo senza peccato di Gesù) e il vino rosso (simbolo del sangue immolato nel sacrificio).

La serata si è conclusa col ringraziamento a quanti avessero preso parte a tale funzione, soprattutto rivolto a coloro che non fossero seguaci di tale religione, i quali, colla loro presenza, hanno dimostrato quello spirito di ecumenismo e quell'apertura verso l'altro, spesso disattesi nei tempi passati, ma che ancora sembrano non essere, in molte parti del mondo, del tutto trionfanti.

Per coloro che vi hanno partecipato da esterni, decisamente un'altra Pasqua!

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

− COMUNICATO STAMPA 

Nei giorni scorsi in uno stabile in ristrutturazione, nel pieno centro storico di Corigliano Calabro, il proprietario, rimuovendo vecchi oggetti di famiglia,  ha rinvenuto un oggetto metallico che sembrava un ordigno bellico.

Prontamente allertati, i locali Carabinieri del Centro storico, guidati dal maresciallo Russo, hanno identificato l'oggetto in una granata d'artiglieria in pessimo stato di conservazione. Si è quindi provveduto ad interessare gli Artificieri dell'Esercito di Castrovillari.

Sul posto sono giunti il Capo-nucleo Primo maresciallo Ciprano e l'operatore, Sergente Maggiore Aversa i quali hanno rimosso l'ordigno, dallo stabile di Via Capalbo. Ordigno che è risultato essere una granata d'artiglieria da 75mm italiana della prima guerra mondiale.

Supportato dalla Croce Rossa Militare del 10° Raggruppamento di Napoli, l'ordigno è stato fatto brillare dai Guastatori di Castrovillari,  in completa sicurezza presso la cava Jonica Lavori, in contrada Muzzari, che ha gentilmente collaborato alla risoluzione del pericoloso problema di sicurezza.

I Nuclei Artificieri dell'11° Reggimento Genio, Caserma "E. Manes" di Castrovillari, hanno già eseguito nei primi mesi del 2015, oltre 10 interventi su residuati bellici inesplosi, risultando sempre una risorsa preziosa per il territorio.

Artificieri Genio Guastatori  Castrovillari

− COMUNICATO STAMPA −

Continuità negli anni e professionalità queste le caratteristiche delle attività di sensibilizzazione del Gruppo “Passione Animali” dell’associazione “Solidarietà e Partecipazione” di Castrovillari con i suoi corsi formativi rivolti alla cittadinanza al fine di una corretta convivenza tra uomini e animali. In tal senso rientra anche la terza edizione del “corso di primo soccorso animali feriti” : un corso su come comportarsi nelle emergenze che possono riguardare il proprio animale o un animale randagio. Il corso si è svolto sabato 28 Marzo 2015 e ha visto la partecipazione di un pubblico attento e bisognoso di informazioni . Certe nozioni di primo soccorso infatti possono rivelarsi utili, non solo per il proprietario ma anche nei confronti dei poveri cani e gatti randagi che, giornalmente, sono vittime di incidenti. Relatori di questo corso di approfondimento sono stati anche quest’anno la dott.ssa Giada Gugliotta e il dott. Francesco Spanò, medici veterinari di Castrovillari. Al termine del corso ai partecipanti è stato rilasciato un attestato di partecipazione.

Gruppo “Passione Animali” dell’associazione “Solidarietà e Partecipazione” Castrovillari

− COMUNICATO STAMPA −

Alcuni cittadini che passeggiavano nei giorni scorsi sulla spiaggia di Palizzi (RC) hanno riconosciuto tra numerosi rifiuti un oggetto metallico che aveva una forma simile ad un ordigno.

Allertati i Carabinieri della locale Stazione, gli stessi hanno subito confermato che l'oggetto sospetto era un residuato bellico inesploso, restituito dal mare in burrasca, dopo giorni di vento teso di scirocco.

Un Nucleo degli Artificieri dell'Esercito, della Caserma "Manes" di Castrovillari (CS) è stato allertato per l'intervento urgente, data l'immediata adiacenza della SS106 e della linea ferroviaria.

Giunti sul posto da un accurato controllo nelle immediate vicinanze del primo rinvenimento, hanno localizzato un secondo oggetto sospetto, subito segnalato dalle Forze dell'Ordine.

Nella giornata di ieri gli Artificieri del Genio Guastatori sono intervenuti con il supporto sanitario dei Volontari di Palizzi e la sicurezza garantita dai Carabinieri della locale Stazione, portando a termine un'intervento apparentemente semplice ma con diverse variabili come il transito dei veicoli sulla statale e dei treni sulla linea ferrata, oltre al pessimo stato degli ordigni inesplosi.

Il Capo Team, Primo Maresciallo Cipriano, ha riconosciuto in quegli oggetti arrugginiti, due granate d'artiglieria italiane, una da 75mm e una da 100mm, contenenti in totale circa 2 kg di alto esplosivo e coadiuvato  dall'operatore Sergente Maggiore Aversa, hanno provveduto ad effettuare una protezione di sacchetti di sabbia e a far brillare i residuati a breve distanza sulla spiaggia.

Le munizioni, innescate dagli Artificieri, sono esplose, ricordando ai presenti, quale potenziale pericolo era sotto i piedi di tutti e che, nonostante la furia del mare e lo scorrere inesorabile del tempo, questi strumenti di morte, rimangono sempre attivi e pericolosi.

La Caserma del Genio Guastatori "Manes", presidio dell'Esercito Italiano in Castrovillari, rimane un punto di riferimento e fulcro per le attivita' di bonifica degli ordigni esplosivi residuati bellici, non solo per la Calabria ma per tutto il sud Italia.

Artificieri Genio Guastatori  Castrovillari

− COMUNICATO STAMPA −

Verrà inaugurata Sabato 4 Aprile alle ore 18.30 la mostra documentaria sul famoso Blacaman. Curata dalle associazioni “Mystica Calabria” e “Il Diario di Castrovillari” allestita nella Sala museale del Castello aragonese, la mostra è dedicata alla vita e alle imprese circensi dell’eccentrico e misterioso Pietro Aversa, nato a Castrovillari il 23 febbraio 1902 e noto in tutto il mondo come il fachiro Blacaman, colui che ha stupito e incantato il mondo nella prima metà degli anni ’50. Illusionista, domatore di belve feroci, attore di cinema e impresario di circo, per un lungo periodo ha segnato la storia circense europea, entusiasmando le folle di Parigi, Lione, Marsiglia, Madrid, Lisbona, Mosca, Varsavia, Stoccolma, Berlino, è stato un giovanissimo e irrequieto alunno della Scuola Industriale di Castrovillari oggi IPSIA, ma ha abbandonato il suo paese natio, dandosi alle più stravaganti avventure e incredibili gesta. Curata da Ines Ferrante e Angelo Filomia con il prezioso contributo del CEDAC, l'unico Centro di Ricerca Arti Circensi italiano aperto al pubblico, la mostra è costituita da locandine, fotografie, documenti, libri che lo riguardano e riproduzioni dei suoi celebri travestimenti da spettacolo. Applaudito da milioni di persone fu per un breve periodo uno degli uomini più ricchi del mondo, oggi è un mito leggendario che merita di essere conosciuto e apprezzato.

Ines Ferrante

− COMUNICATO STAMPA −
 
Si è concluso il primo censimento degli alberi monumentali del Parco Nazionale del Pollino. Il progetto è stato avviato nel 2012 con la predisposizione di una scheda di segnalazione degli alberi, a cura dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali.
 
La scheda di segnalazione, installata sul sito internet del Parco, scaricabile da chiunque, ha costituito la prima fase di avvio del progetto. 
Il coinvolgimento del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Corpo Forestale dello Stato, attraverso i 21 Comandi Forestali sparsi sul territorio, è stato altresì un passaggio fondamentale per la riuscita del progetto, che ha portato alla segnalazione di numerosi alberi.
 
Una volta raccolte le segnalazioni, da parte del CFS, di naturalisti, di guide e di semplici amanti degli alberi si è iniziata la fase di caratterizzazione e analisi dei singoli alberi con rilievo dei dati biometrici, georeferenziazione, classificazione botanica, stato fitosanitario e altro. Questa fase, a cura dei funzionari dell’Ente Parco, ha richiesto circa 35 sopralluoghi in campo.
 
Con i  dati ottenuti si è costruito un Data Base degli alberi monumentali del Parco ricco di informazioni sui singoli alberi a cui si aggiunge un cospicuo reportage fotografico con riprese di alta definizione.
 
“I risultati del primo censimento - ha dichiarato il presidente del Parco, Domenico Pappaterra - sono di importanza straordinaria per la conoscenza del patrimonio arboreo monumentale del Parco in considerazione del fatto che esso ha fornito una prima misura della consistenza dello stesso e dell’impegno che richiederà la sua eventuale prosecuzione”.  

Sono stati censiti 138 alberi (compresa la formazione degli alberi serpente).  
Le specie maggiormente rappresentate sono il faggio con 37 alberi censiti e il Pino loricato con 33 esemplari. Segue l’Abete bianco con 16, la  Roverella (s.l.) con 15,  Cerro (9), Castagno (8), Olivo (6), Acero (3), Leccio (3), Frassino meridionale (2), Ontano napoletano (2) e il Carpino nero il Fico e la Sughera, quest’ultime con un solo esemplare.
 
Tra questi, oltre ad esemplari già noti come il Patriarca, la Quercia di Licari, il Faggio delle sei sorelle, il Castagno di Grisolia e altri, ve ne sono tantissimi, per lo più sconosciuti, che per la prima volta sono stati  censiti come alberi monumentali.  

Importanza degli alberi monumentali
La conoscenza del patrimonio arboreo “monumentale” e  la  tutela degli esemplari individuati sono i presupposti per la conservazione di un germoplasma, molto spesso, unico. La longevità, le dimensioni eccezionali, le forme caratteristiche, la resistenza alle fitopatie, sono sovente l’espressione del genotipo dei singoli alberi.

Gli alberi monumentali (vetusti, annosi e di grande dimensione) sono dei veri e propri “archivi biologici”, da cui è possibile ottenere, attraverso varie metodologie, dati di tipo biologico e di tipo ecologico.

“Oltre agli aspetti di ordine strettamente biologico - spiega il presidente del Parco, Pappaterra - gli alberi monumentali sono portatori di valori culturali. Fatti accaduti, leggende e miti sono legati agli alberi, di cui la storia locale è ricchissima ma che rischia di perdersi per sempre con la scomparsa delle persone anziane.

Il  territorio del Parco del Pollino è particolarmente  ricco di alberi monumentali ed è per questo motivo che il censimento va continuato nel tempo perché sempre nuove segnalazioni di alberi vengono fatte.

Riteniamo che la individuazione e la caratterizzazione dei  “Patriarchi Verdi” del Parco unitamente ad una mirata strategia di informazione e divulgazione costituiranno il presupposto per una loro tutela e conservazione e allo stesso tempo di  valorizzazione delle risorse territoriali.  Molti di questi alberi, almeno quelli ubicati in posizioni accessibili, potranno divenire mete di visitatori curiosi di ammirarli, opportunamente guidati da sentieri dedicati agli stessi alberi ed arricchiti da cartellonistica didattica”.
 
Pubblicazione
La prima azione di comunicazione e divulgazione del progetto che il Parco mette in campo è la pubblicazione di un volume degli alberi monumentali in cui saranno illustrati e descritti circa 60 esemplari tra i più belli e rappresentativi. Con esso verrà pubblicato il Data Base dei 138 alberi che costituirà un importante supporto ai censimenti avviati dai Comuni ai sensi della Legge 14 gennaio 2013, n. 10 e del successivo Decreto MiPAAF del 23 ottobre 2014  “Istituzione dell'elenco degli alberi monumentali d'Italia e principi e criteri direttivi per il loro censimento”.
 
Roberto Fittipaldi

UFFICIO STAMPA 
ENTE PARCO NAZIONALE DEL POLLINO

− COMUNICATO STAMPA −

Dopo i grandi consensi di critica e di pubblico, da Nord a Sud, dello spettacolo “Viole’”, Khoreia 2000 presenta al Teatro Sybaris di Castrovillari la sua nuova produzione dal titolo “Metropolitalia ­ Linea B”. Lo spettacolo, previsto per sabato 28 marzo alle 21,00, rientra nella sezione fuori abbonamento della XVI Stagione Teatrale Comunale di Castrovillari, quest’anno resa possibile grazie, soprattutto, alla sinergia che il Comune ha saputo imprimere, per volontà del commissario prefettizio, Massimo Mariani e il determinante apporto del segretario generale, Maurizio Ceccherini, con le associazioni culturali Khoreia 2000 ed Aprustum. “Metropolitalia – Linea B”, scritto e diretto da Rosy Parrotta, con Giovanni Pisani, Martina Daniele, Angela Micieli e Luca Delle Cave è un contenitore di vite italiane, che “trasporta” i singoli individui interni, passeggeri, verso una riflessione sulla propria esistenza e i molteplici individui esterni, spettatori, verso l’attenzione nei confronti del singolo. Storie di solitudine, di infanzia spezzata, di coraggio e di disabilità, alcune in chiave ironica. Storie comuni ma uniche, uniche nel loro bisogno di essere raccontate. E non esiste racconto se non dalla necessità di essere ascoltato. Un pensionato, una donna, una ragazzina e un diversamente abile affetto da sclerosi multipla, sotto una lente di ingrandimento, danno voce al loro mondo interiore, alle loro paure, alle loro ansie, ai loro segreti, ai loro desideri, per ritornare poi nello spazio fatto di schemi e linee rette in cui la vita li costringe a muoversi. Uno spazio definito e rettangolare come una metropolitana, dove il tempo cadenzato dal tic tac dell’orologio scandisce i movimenti ciclici nella loro abitudine. In un’esistenza e in un quotidiano fatti di passaggi, sfugge il tempo, sfuggono i sentimenti. Ben vengano, allora, le fermate. Continua dunque l'impegno di Khoreia 2000 nel teatro civile, nell'affrontare tematiche sociali che scuotono le coscienze e spingono alla riflessione. Da qui, anche l'idea di creare in autunno un festival tematico, il “Calàbbria Teatro Festival”, che ad ottobre 2015 giungerà alla sua quinta edizione.

Domenico Donato

Ufficio Stampa

XVI Stagione Teatrale

Comunale di Castrovillari

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