Cronaca

Cronaca (64)

Martedì, 12 Febbraio 2013 10:21

Ancora violenza sulle donne. Orrore nel napoletano

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Ancora una volta la forza bruta della violenza si è abbattuta su una donna.

A farne le spese, nel napoletano, questa volta, Giuseppina Di Fraia, 52 anni.
Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, la donna esce di casa in auto per andare al lavoro. Il marito, Vincenzo Carnevale, anni 51, la insegue, la investe, la fa salire sulla propria auto e dopo nemmeno 100 metri, si ferma, la trascina in strada per i capelli, la cosparge di benzina e le dà fuoco.
La donna, soccorsa dal personale del 118, è stata trasportata all'ospedale Cardarelli e ricoverata nel reparto di rianimazione con prognosi riservata, in pericolo di vita, con ustioni sul 50 per cento  del corpo.
L’uomo, che si è presentato spontanenamente ai carabinieri di Pianura, dopo un lungo interrogatorio è stato trasferito nel carcere di Poggioreale con l'accusa di tentato omicidio.

Donne possedute, donne vigliaccamente stuprate, donne quotidianamente vittime della violenza maschile. E’ giunta l’ora di guardare il fenomeno con occhi diversi: non un problema delle donne ma un problema degli uomini. E auspicare una maschilità diversa, che abbia come fulcro la cura, l’amore, il rispetto verso ogni donna.

Angela Micieli

Girovagando annoiata in rete, mi imbatto sul sito Cadoinpiedi.it, apro la pagina di cronaca e leggo quanto segue.

“Una notizia drammatica giunge da Guarrato, un paesino di 1300 persone in provincia di Trapani: Giuseppe Burgarella, operaio, sindacalista della Cgil di 61 anni disoccupato da tempo, si è tolto la vita impiccandosi a una trave sotto casa sua. L'ha fatto, però, in un modo ancor più drammatico, che induce ancor di più a riflettere e chiarisce ulteriormente le cause del suo gesto.
Prima di togliersi la vita l'uomo ha scritto con cura certosina la lista - interminabile - di tutti i "morti per disoccupazione" degli ultimi due anni. Se li era appuntati uno ad uno, copiandoli dalle cronache dei giornali, e in fondo all'elenco aveva scritto il suo: Giuseppe Burgarella.
Ma non solo: l'uomo se ne è andato con la Costituzione a fianco, citando in un foglietto l'articolo 1, che "dice che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Allora perché lo Stato non mi aiuta a trovare lavoro? Perché non mi toglie da questa condizione di disoccupazione? Perché non mi restituisce la dignità? Allora se non lo fa lo Stato lo devo fare io". I Carabinieri lo hanno trovato impiccato con la "magna carta" della Repubblica Italiana a fianco”.

Si muore sul lavoro, si muore perché non si ha un lavoro. Guardo fuori. La coltre bianca dà un senso di tranquillità e, come mi scrive una mia amica, rende soffici anche i pensieri. Una stilla scivola via.

Angela Micieli

 

Già condannato, in primo grado, a 16 anni di reclusione dal giudice Anna Maria Grimaldi per l’omicidio del commercialista castrovillarese Liberato Passarelli, Pasquale Signoretti ha ottenuto in appello una riduzione della pena. Riconosciutegli le attenuanti il Signoretti dovrà scontare 12 anni e 8 mesi. Sconcerto nella comunità del Pollino.

Angela Micieli

Nove membri della famiglia Abbruzzese, dopo le formalità di rito, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Castrovillari, per detenzione e spaccio di stupefacenti. Quantitativo sequestrato: eroina pari a circa 600 dosi, cocaina pari a circa 50 dosi, marijuana e hashish.
L’indagine, ad opera del Commissariato di Pubblica sicurezza di Castrovillari, diretto dal vice questore aggiunto, Giuseppe Zanfini, è durata quasi un anno e ha permesso di accertare l’esistenza di un gruppo, appartenente allo stesso ceppo familiare, dedito a tale attività criminosa. Tutto avveniva nel cortile antistante le loro abitazioni a tutte le ore della giornata. Per tale motivo si è reso necessario installare delle telecamere con le quali si sono registrati tutti i movimenti.
Dai riscontri acquisiti dalle immagini registrate dal Commissariato di PS di Castrovillari è emerso che i tossicodipendenti si recavano in Spezzano Scalo, giungendo all’interno del piazzale antistante la palazzina abitata dagli indagati o nelle immediate vicinanze.
Veniva, quindi, contattato lo spacciatore di turno che consegnava lo stupefacente previo pagamento di una somma di denaro che variava a seconda della tipologia della droga.
I tossicodipendenti provenivano da tutta la provincia cosentina.

Angela Micieli

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