Lunedì, 06 Gennaio 2014 08:52

La dodicesima notte – 2.a parte: Evoluzione

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La Befana La Befana Tratta dalla Rete

[Continua]

Comunque la mettiamo, coll'Epifania, che una tradizione orale popolare ha corrotto in Pifania prima, da cui Bifania, per poi giungere a Befania e infine a Befana, tanto da personificarla nella vecchia strega buona (forse l'unica della letteratura!), tanto cara e una volta così attesa soprattutto dai piccini, finisce quel periodo dal sempre meno contenuto sacro e dal sempre più contenitore profano che sono le feste natalizie e le giornate a esse precedenti.

Tale processo di laicizzazione, che nel volgere di qualche decennio ha portato a far virare questo periodo dal sacro al profano, ha quasi il sapore di una “profanazione”, anche per chi non è credente, tanto che, per l'impronta quasi esclusivamente consumistica che esso ha assunto, al termine “laico” sarebbe più opportuno sostituire quello di “laido”.

Coll'ottica di una visione semplice e umile, quale quella della civiltà campagnola, come neanche nelle campagne ora si vede più, le abbuffate (e non solo di tipo alimentare!) dei giorni precedenti avevano un senso. Come i vestiti nuovi, i regali, le feste danzanti, i botti. Ma in una società dove è più facile morire per indigestione piuttosto che per fame (a meno che la scelta perversa di apparire sempre più simili a modelli umani inutili, inarrivabili e insulsi ci spinga all'anoressia), tutto questo rappresenta un vergognoso vortice che fa sprofondare verso l'inferno quell'Umanità che in nome del dio “uno e quattrino” pensa di elevarsi sempre più verso il paradiso.

L'Avvento di Gesù Bambino è diventato l'avvento di Babbo Natale! E i vari “cenoni, pranzoni & compagnoni” sono diventati sempre più occasioni autoreferenziali in cui, nel totale disinteresse o, nella migliore delle ipotesi, nella marginale attenzione rivolta a chi muore per la fame (ma non a causa dell'anoressia!), i partecipanti, crogiolandosi nell'opportunità e nella possibilità della crapula data loro dalla società, gli unici complessi di colpa che provano sono dettati dall'aumento ponderale con conseguente deleteria aumentata massa corporea, che più che per i motivi sanitari, igienici e salutistici, rappresentano un problema per quelli estetici.

[2/3 – Continua]

Articolo precedente: <http://www.cvinrete.altervista.org/index.php/component/k2/item/880-la-dodicesima-notte-%E2%80%93-1a-parte-definizione>

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Semper adamas

«La mia gente non ha paura di nulla, nemmeno delle parole»
(Gabriele d'ANNUNZIO, principe di Montenevoso)

«Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»
(Filippo Tommaso MARINETTI, Manifesto del Futurismo, in «Le Figaro», PARIGI, 20 febbraio 1909)

Vi Veri Veniversum Vivus Vici

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