Mercoledì, 25 Dicembre 2013 12:06

Da Betlemme a Betania

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L'iscrizione posta sulla facciata laterale di Casa BETANIA L'iscrizione posta sulla facciata laterale di Casa BETANIA Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Oggi, 25 dicembre, è Natale! Un evento che avvenne in una sperduta località dell'oriente mediterraneo, lontana dai fasti imperiali, di nome BETLEMME, il cui significato è “Casa del Pane” (in ebraico בֵּיִת לֶחֶם, [Beit Lehem]) o “Casa della Carne” (in arabo بَيْتِ لَحْمٍ, [Bayt(i) Laḥm(in)]), dove, in una situazione di estrema, ma dignitosa, indigenza nacque il Re dei re, Regnante sui regnanti.

Natale viene una volta l'anno, e c'era chi, come Lucio DALLA, annunciava che in quello seguente ci sarebbe stato tre volte e festa tutto il giorno e oltre alla luce anche da mangiare tutto l'anno e che ogni Cristo sarebbe sceso dalla croce...

Ma ci sono dei posti in cui Natale avviene tutti i giorni, senza però che ci sia niente da festeggiare, se non il miracolo quotidiano dell'esistenza. Sono quei posti in cui il Bambinello appare nelle forme più degradate dell'Umanità, proprio come quando nacque, e batte alla porta del cuore di ciascuno, colla speranza anche solo di avere un posto caldo in cui rifugiarsi, un pasto caldo con cui rifocillarsi e una parola calda con cui ritemprarsi, colla promessa che ciò che si sarebbe fatto al più piccolo dei fratelli lo si sarebbe fatto al più Grande degli uomini!

Uno di questi luoghi è Casa BETANIA, che nel centro della città, e senza strillare, quotidianamente serve chi nel silenzio vive e a volte muore pure. Quegli invisibili che una cometa, qualche millennio fa, ha reso primi nella speranza...

È essa una casa che reca nel nome quello di una località, anch'essa sperduta, che porta impresso nei secoli il segno dell'ospitalità e il cui etimo è sempre riconducibile al significato di “casa”, donandole ancor di più quel valore di accoglienza che tale parola ha.

È essa un luogo in cui l'ospitalità si fa concreta, e il miracolo della speranza nuova si fonde a essa: il pane e la carne sono quel pasto quotidiano garantito a chi il mondo non ha concesso molto. Il tutto condito con quell'Amore che, più che sapore, dà senso alla vita. Per chi lo riceve, ma soprattutto per chi lo dona.

Ed è per questo che, consapevole che Cristo continuerà ancora a rimanere in croce, sicuro di interpretare anche i voti augurali di tutta la squadra di CV in Rete, insieme con codesti ultimi e i loro silenti servitori, uomini (ma soprattutto donne) di buona volontà, disponibili emuli novelli dell'antico buon samaritano, irradio, tramite questo canale, gli auguri di buone feste a tutti i lettori.

È Natale 

È Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.

È Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.

È Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.

È Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.

È Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.

È Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

(Madre Teresa di CALCUTTA)


Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Semper adamas

«La mia gente non ha paura di nulla, nemmeno delle parole»
(Gabriele d'ANNUNZIO, principe di Montenevoso)

«Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»
(Filippo Tommaso MARINETTI, Manifesto del Futurismo, in «Le Figaro», PARIGI, 20 febbraio 1909)

Vi Veri Veniversum Vivus Vici

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