Sabato, 02 Febbraio 2013 17:35

Giangurgolo: una maschera calabrese tra Carnevale e Commedia dell'Arte – 2.a parte: Origine/I

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Giuseppe PETRAI, Lo spirito delle maschere Giuseppe PETRAI, Lo spirito delle maschere Tratta dalla Rete

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L’origine precisa di questo tanto strano e burlesco quanto gioioso e simpatico personaggio è incerta, a causa della totale frammentarietà delle fonti sia storiche che letterarie, anche se il contesto storico in cui si affermò è quello immediatamente seguente la guerra di successione spagnola e la firma del trattato di UTRECHT (1713)

Secondo alcuni studiosi, come Giuseppe PETRAI, autore de Lo spirito delle maschere, era la caricatura di quelle persone che imitavano i cavalieri siciliani "spagnoleggianti". Intorno alla metà del XVIII secolo, dopo che la Sicilia venne ceduta ai Savoia col trattato suddetto, molti nobili spagnoli siciliani, per non sottostare ai nuovi dominatori, migrarono verso le sponde del Regno di NAPOLI, approdando nella città di REGGIO DI CALABRIA, dall'altra parte dello Stretto.

Secondo alcune fonti letterarie, invece, risalirebbe al Seicento (se non addirittura alla metà del secolo precedente!), dicendola nata a NAPOLI. È del 1618, infatti, la notizia di un attore, tale Natale CONSALVO, che nella capitale del Regno lavorava nelle vesti di “Capitan Giangurgolo”. Fu Benedetto CROCE a sostenere che sia questa la prima volta che si faccia menzione di tale personaggio calcante le scene dei teatri.

Solo in un secondo momento alcuni testi documentano la sua presenza nella città calabrese dello Stretto.

Secondo tale congettura, la maschera fu importata in Calabria e utilizzata nell’ambito della satira locale per ridicolizzare quegli stupidi e inetti di blasonati siciliani decaduti di origine spagnola e vicini alla corona di Spagna che avevano compiuto la traversata, diventando, tale maschera, quella tradizionale della regione.

Da tale data questo personaggio si moltiplicò in tutta Italia e anche oltre, se addirittura lo troviamo nel 1668 a PARIGI, anche se nel ruolo di Zanni (per cui V. oltre).

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Articolo precedente: <http://www.cvinrete.altervista.org/index.php/component/k2/item/36-giangurgolo-una-maschera-calabrese-tra-carnevale-e-commedia-dellarte-–-1a-parte-introduzione>

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Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Semper adamas

«La mia gente non ha paura di nulla, nemmeno delle parole»
(Gabriele d'ANNUNZIO, principe di Montenevoso)

«Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»
(Filippo Tommaso MARINETTI, Manifesto del Futurismo, in «Le Figaro», PARIGI, 20 febbraio 1909)

Vi Veri Veniversum Vivus Vici

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